“Rivoluzioni musicali” è un viaggio affascinante che attraversa la storia della musica e il suo rapporto con la società, esplorando i cambiamenti rivoluzionari che hanno plasmato il mondo musicale come lo conosciamo oggi

“Rivoluzioni musicali” di Stuart Isacoff è un libro che esplora in profondità le trasformazioni fondamentali nella storia della musica. Utilizzando una narrazione avvincente, l’autore guida i lettori attraverso le tappe cruciali che hanno segnato l’evoluzione musicale. Un percorso che segue un filo comune, segnato balzi improvvisi o lenti progressi che hanno plasmato il panorama sonoro fino ai tempi moderni.

Come recita il sottotitolo, “Le idee che hanno cambiato la storia della musica, dal medioevo al jazz” sono state un susseguirsi di innovazioni tecniche, cambiamenti culturali e figure chiave. Isacoff comincia descrivendo come i primi strumenti musicali e le prime forme di notazione siano stati sviluppati, fin dall’antica Grecia in forme strettamente legate alla filosofia e alla matematica.

Questo periodo getta le basi per la comprensione successiva della teoria musicale del Medioevo e Rinascimento, periodi in cui la musica occidentale inizia a prendere forme più definite. Durante il Medioevo, la musica sacra, come il canto gregoriano, domina la scena musicale. La notazione musicale si evolve, diventando più precisa e consentendo una maggiore complessità nelle composizioni.

Il Rinascimento vede l’emergere della polifonia e l’uso sempre più sofisticato dell’armonia. Compositori come Palestrina e Josquin des Prez diventano figure chiave, e la musica si espande oltre i confini delle chiese e delle corti, diventando una parte essenziale della vita culturale europea. Il Barocco segna un’epoca di sperimentazione e innovazione in cui la musica diventa più espressiva e dinamica, con l’introduzione del basso continuo e la nascita dell’opera.

Bach, Handel e Vivaldi spingono i confini delle possibilità musicali, creando opere di straordinaria complessità e bellezza. Il concetto di tonalità si consolida, fornendo una struttura alla musica che influenzerà tutte le generazioni successive di compositori. Il passaggio al periodo Classico porta una nuova enfasi sulla chiarezza e la forma con grandi compositori come Haydn, Mozart e Beethoven, che perfezionano la sinfonia, il quartetto d’archi e la sonata.

La musica diventa un linguaggio universale, capace di comunicare emozioni profonde e idee complesse, ma anche una forma di virtuosismo ed esibizione per le corti, da Paganini a Listz. Il Romanticismo spinge ulteriormente i confini emotivi e strutturali della musica. Compositori come Chopin, Wagner e Mahler esplorano nuove possibilità espressive, spesso ispirati dalla letteratura, dalla natura e dalla politica. La musica diventa più personale e introspettiva, riflettendo le turbolenze dell’epoca.

Il XX secolo è un periodo di rivoluzioni senza precedenti. Isacoff descrive l’emergere del jazz, come esempio di come la musica continui a evolversi e adattarsi ai cambiamenti sociali e tecnologici. Innovatori come Debussy, Stravinsky, Schoenberg, e John Cage rompono con le tradizioni, aprendo nuove strade e sfidando le convenzioni. La tecnologia gioca un ruolo cruciale, con l’invenzione di strumenti elettronici e la registrazione sonora che trasformano radicalmente il panorama musicale.

Quando tutto sembra basato su consonanza e dissonanza, Schonberg scardina le regole del linguaggio e dell’estetica musicale emancipando la dissonanza, seguito da altri compositori come Berg e Webern. Nello stesso periodo, il jazz di New Orleans delle origini, e poi lo Swing legato al ballo, si evolvono in forme sempre più sofisticate. Con Charlie Parker c’è il trionfo dell’improvvisazione bebop fino a quando il primo Miles Davis ristabilisce un pò d’ordine con suono più minimale.

La concezione minimalista riguarda anche parte della musica classica del novecento, che contrariamente alle tendenze dissonanti, con compositori come Steve Reich, Philip Glass e Avo Part e molti altri, produce sonorità armonicamente più seducenti. La musica si espande a un pubblico sempre più vasto, ma in tutti questi millenni le donne rimangono escluse dai giochi. Proprio al gender gap delle donne nella musica Stuart Isacoff dedica il capitolo “Questioni di Sesso”.

Dopo avere letto di Sant’Agostino nelle prime pagine del libro, arriviamo all’ultimo capitolo con la musica occidentale che sbarca in Cina. E anche qui l’autore non si limita a tessere lodi o critiche nei confronti di musicisti cinesi, magari considerati troppo virtuosi e freddi, ma analizza in modo approfondito come la musica classica sia entrata a far parte del tessuto culturale delle nuove generazioni.

“Rivoluzioni musicali” è insomma molto più di un libro sulla storia della musica, così come Stuart Isacoff è molto più di un semplice appassionato. Pianista, compositore e docente, con la sua preparazione e sensibilità non celebra solo i grandi compositori e le loro opere, ma ci invita a riflettere su come la musica, in tutte le sue forme, e malgrado tutto, continui a essere una forza vitale che ispira, consola e unisce l’umanità.


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Titolo: Rivoluzioni musicali: le idee che hanno cambiato la storia della musica, dal medioevo al jazz
Autore: Stuart Isacoff
Editore: Edt


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.