Come parlare di musica ed in particolar modo di canzone d’autore in modo oggettivo senza cadere nel tranello del gusto personale? L’unico modo per non annoiare i fans ed incuriosire gli altri, sarebbe analizzare le opere musicali per quello che sono, a partire dalle note. E’ quello che fa ‘Prima la Musica’ (Il Saggiatore), un libro scritto da Manuela Furnari a quattro mani con l’oggetto del suo studio: il maestro Paolo Conte.

“Chi è Paolo Conte? E soprattutto è possibile analizzare le sue canzoni? Individuare gli elementi e i parametri salienti delle sue canzoni?” E’ ciò che si chiede l’autrice del libro dandosi anche una risposta: “Si è possibile se con un intento critico che tenga innanzitutto conto della sua musica, si scenda nel dettaglio tecnico, si indaghi l’iterazione tra struttura musicale, testo e interpretazione…”

Insomma, gusti personali a parte, ci sarà pure un motivo se un avvocato, partendo da Asti, prima ha creato successi per Celentano e la Caselli (Azzurro, Insieme a te non ci sto più), poi è passato dal Premio Tenco della canzone d’autore riscuotendo giudizi entusiastici ed infine si è ritrovato a trionfare all’Olympia di Parigi al Chicago Symphony Hall, al Konzerthaus di Vienna, alla Philarmonie di Berlino e nei teatri di tutto il mondo.

Scopriamoli questi motivi, sembra dirci la Furnari: “Dietro le canzoni di Conte non c’è solo talento, ma un’attenta, perfezionistica prassi creativa” che riguarda certamente anche il testo, ma specialmente la musica, dal quale Paolo Conte confida di partire nella costruzione delle sue canzoni, al pianoforte in solitudine, cosa che lo differenzia non poco dai cantatutori e dallo stesso mondo della canzone d’autore.

Alla fine, tra chiacchierate con “il Maestro”, descrizioni di contesti storici in cui si sviluppano le canzoni e dettagliate indagini musicale e testuali, questo libro su Conte è qualcosa di più di un libro dedicato ai suoi fans, va oltre il fatto musicale per raccontare egregiamente un capitolo di vita italiana “dove la provincia diventa metropoli e la solitudine camuffa il tentativo di sognare in grande”.