“Scandalo in copertina” è un libro per chiunque desideri comprendere il complesso rapporto tra arte, censura e società, esplorando come la storia della musica pop e rock sia profondamente intrecciata con più ampi fenomeni sociali e culturali

Tutti conosciamo la capacità della musica di creare identità. Attraverso parole, immagini e look più o meno stravaganti e originali, gli artisti propongono se stessi come modelli in cui rispecchiarsi, sognare o in cui trovare ispirazione, protesta o energia. In questa arte del comunicare non mancano le esagerazioni, o almeno così pensa qualcuno. “Scandalo in copertina”, il libro di Niccolò Pala pubblicato da Arcana, parla proprio di questo.

Il sottotitolo del libro “Censura, musica e immagini dagli anni sessanta al nuovo millennio” riporta decine di esempi di dischi di artisti e gruppi, la cui uscita è stata in qualche modo ostacolata e osteggiata per le immagini contenute in copertina, per le parole delle canzoni, per gli argomenti trattati nelle stesse canzoni o per altri motivi ancora. Uno stop spesso affrettato frutto di giudizi sommari forse oggi scomparsi grazie anche alle provocazioni introdotte dall’arte contemporanea.

Eppure nei decenni scorsi anche le icone del pop rock o dell’heavy metal, le due categorie presentate nel libro, sono state colpite dalla cancel culture. Dopo una breve introduzione che spiega il fenomeno del “politicamente scorretto”, Pala guida il lettore in un viaggio che attraversa i decenni dagli anni sessanta fino ai primi del 2000, soffermandosi su alcuni dei casi più emblematici di censura musicale.

Dai Beatles ai Nirvana, passando dai Rolling Stones fino agli Scorpions e ai Megadeth, ci si potrebbe aspettare che la provocazione faccia parte del gioco, che copertine controverse ed esplicite o testi densi di doppi sensi facciano parte della storia del rock o ne siano la stessa essenza. Invece non è così. Uno degli aspetti più interessanti del libro è la capacità di Pala di collegare la censura musicale a più ampi fenomeni sociali e culturali.

La scelta di iniziare con gli anni sessanta non è casuale: questo decennio rappresenta un periodo di grandi rivoluzioni culturali e sociali, durante il quale la musica diventa uno dei principali veicoli di contestazione e cambiamento. Ogni capitolo è arricchito da aneddoti, testimonianze dirette e immagini delle copertine censurate, che aiutano a comprendere meglio il contesto e l’impatto di ciascun episodio.

Pala sottolinea l’importanza delle copertine degli album non solo come strumenti di marketing, ma anche come vere e proprie opere d’arte e mezzi di espressione culturale. L’autore mostra come le reazioni censorie siano spesso il riflesso di timori e tensioni presenti nella società, legati ad esempio a temi come la sessualità, la religione e la politica. In questo senso, il libro non si limita a raccontare episodi di censura, ma offre anche una riflessione più ampia sul ruolo della musica e dell’arte nella società.


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Titolo: Scandalo in copertina. Censura, musica e immagini dagli anni sessanta al nuovo millennio
Autore: Niccolò Pala
Editore: Arcana


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.