“Oasis: The Masterplan” non è solo un libro per fan. È una ricostruzione visiva di un’epoca che mostra il valore dell’immagine nella cultura musicale.

Gli Oasis sono una delle band più iconiche mai esistite. Le decine di milioni di album venduti e il successo della recente reunion, dopo anni di dissapori tra i fratelli Gallagher, mostrano quanto la loro narrazione sia radicata nell’identità del pubblico. Come spesso accade alle rock star, parte del segreto del successo è nel rapporto tra musica e immagine. “Oasis: The Masterplan” di Kevin Cummins (Rizzoli) ne è una testimonianza.

Più che la musica, l’atteggiamento o i titoli dei giornali, gli Oasis erano un’immagine. Era lo sguardo provocatorio di Liam Gallagher, la fiducia silenziosa e riflessiva di Noel, e l’arroganza disinvolta di cinque ragazzi di Manchester che sapevano di essere destinati a diventare la più grande band del mondo. Nessuno ha contribuito di più a forgiare quell’identità visiva del fotografo Kevin Cummins.

Il suo libro non è semplicemente una raccolta di foto della band: è il documento della loro ascesa, da sognatori dei sobborghi a salvatori globali del rock and roll. Il suo obiettivo conosceva bene la durezza della città e la sua intrinseca grandezza artistica. Quando lo puntò su Oasis nel 1993, non stava semplicemente fotografando una band: stava immortalando un momento culturale pronto ad esplodere.

“The Masterplan” racconta quella esplosione attraverso una prospettiva unica, intima e priva di filtri. Non si tratta di immagini patinate e ritoccate per la promozione, ma fin dalle prime sessioni si percepisce chiaramente la presenza di un piano. I Gallagher possedevano una fiducia in sé stessi che sfiorava il messianico, e Cummins la cattura in ogni singolo scatto, mostrando una band che costruisce consapevolmente il proprio mito fotogramma dopo fotogramma.

L’inconfondibile inclinazione di Liam verso il microfono, con addosso il suo parka, non è solo una posa: è una dichiarazione d’intenti. Noel, spesso ritratto leggermente in disparte rispetto al caos, osserva come un generale sul campo di battaglia. Vediamo la band in bianco e nero per strada o dietro le quinte, alle prese con la noia infinita della vita in tour o nei colori delle magliette del Manchester, la squadra di calcio adorata.

Il libro è la registrazione integrale del match della loro vita. Oltre ai commenti di Noel Gallagher, che riflette su calcio, moda e musica, uno dei tesori più grandi è l’inclusione dei provini fotografici originali di Cummins, completi di annotazioni del fotografo. Offrono uno sguardo raro sul processo creativo, rivelando le prove scartate e i momenti imperfetti che portarono allo scatto iconico finale.

In definitiva, “Oasis: The Masterplan”, più di un libro per fan irriducibili, è un’esperienza che coinvolge: visiva, emotiva e storica. In un’epoca in cui ogni immagine è fugace, questo libro è una testimonianza del potere dell’istante. È la storia di come cinque ragazzi della classe operaia e un fotografo visionario crearono uno stile, un’attitudine e una leggenda destinata a definire una generazione.


Scheda del libro

Titolo: Oasis: The Masterplan
Autore: Kevin Cummins
Editore: Rizzoli



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Autore: Fulvio Binetti
Fondatore ed editore di Bintmusic.it dal 1998, Fulvio Binetti è musicista, produttore ed esperto di comunicazione digitale. Da oltre trent'anni offre consulenza strategica e creativa a grandi brand, major discografiche e network radiotelevisivi. Appassionato di innovazione, cura gli approfondimenti su musica, tecnologia, AI e lifestyle, applicando alla divulgazione online il rigore analitico del suo background tecnico e la sensibilità della produzione artistica. Leggi la o seguilo sui canali social.