“A Berlino con David Bowie” non è solo un omaggio all’artista, ma anche a una città che continua a essere simbolo di trasformazione e libertà.
Francesco Bommartini, giornalista e critico musicale, ci accompagna in un viaggio insolito e suggestivo con il suo libro “A Berlino con David Bowie”, pubblicato da Giulio Perrone Editore. Non si tratta di una semplice biografia, né di un saggio strettamente musicologico, ma piuttosto di un percorso narrativo che mescola memoria, geografia urbana, storia della musica e riflessione personale.
Il cuore del libro è naturalmente il periodo berlinese di David Bowie, quello che va dal 1976 al 1979, quando il Duca Bianco, in fuga dagli eccessi di Los Angeles, si rifugia a Berlino Ovest insieme all’amico Iggy Pop. Da quella stagione nasceranno alcuni dei dischi più importanti della sua carriera, la cosiddetta “trilogia berlinese”: Low, Heroese Lodger. Ma l’autore non si limita a ripercorrere la genesi di questi album: li intreccia con i luoghi che ancora oggi raccontano la presenza dell’artista nella capitale tedesca.
Bommartini costruisce un itinerario che è al tempo stesso guida culturale e racconto intimo. Le strade di Schöneberg, le mura dello Hansa Studio, i locali notturni e i caffè frequentati da Bowie e Iggy diventano tappe di un viaggio che mescola mito e realtà. L’autore descrive questi luoghi non solo come scenografie, ma come veri e propri catalizzatori creativi, spazi capaci di assorbire e restituire la tensione di un’epoca segnata dalla divisione politica e dalla ricerca di nuove identità artistiche.
Uno dei punti di forza del libro è la capacità di Bommartini di mantenere un equilibrio tra informazione e suggestione. Le pagine non cadono mai nell’agiografia, né nella fredda cronaca: piuttosto cercano di restituire la complessità di un Bowie fragile e allo stesso tempo geniale, che a Berlino trova un momento di rinascita personale e artistica. L’autore riflette anche su come la città stessa, con le sue contraddizioni e le sue ferite storiche, abbia offerto all’artista uno specchio in cui riconoscersi.
La scrittura è scorrevole e coinvolgente, con un tono che alterna l’approfondimento critico a un registro più narrativo, quasi confidenziale. Non mancano riferimenti culturali più ampi, che collegano la vicenda bowiana ad altre espressioni artistiche, dal cinema alla pittura, creando così un quadro ricco e stratificato. È un libro che si legge con piacere anche per chi non sia un fan accanito di Bowie, perché apre a una riflessione più universale sul rapporto tra arte e luogo, tra biografia e paesaggio urbano.
In conclusione “A Berlino con David Bowie” non è solo un libro per appassionati di musica, ma un’opera capace di parlare a chiunque sia interessato al legame tra arte e città. La Berlino di Bommartini non è uno sfondo, ma un personaggio che accompagna Bowie nella sua trasformazione, offrendo al lettore la possibilità di riflettere su come i luoghi possano cambiare le persone e, allo stesso tempo, esserne trasformati.
Scheda del libro
Titolo: A Berlino con David Bowie.
Autore: Francesco Bommartini
Editore: Giulio Perrone Editore







