La musica creata con l’AI rivoluziona la produzione musicale. Il suo impatto sullo streaming e come distinguere i brani generati artificialmente.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il panorama musicale. Il fenomeno della musica creata con AI è in rapida espansione, con strumenti automatici che rivoluzionano il concetto di composizione. Attraverso algoritmi avanzati si possono generare melodie, testi e arrangiamenti in pochi secondi, rendendo la creazione di brani accessibile a tutti, anche senza competenze tecniche e musicali.

La creazione di musica automatica non impatta solo sull’industria, ma mette in dubbio lo stesso ruolo culturale e sociale della musica. Circa il 20% dei brani caricati giornalmente sulle piattaforme di streaming già oggi è generato con l’AI. Per musicisti, autori e produttori una questione importante riguarda il diritto d’autore, mentre il pubblico ha diritto di sapere cosa ascolta. È possibile riconoscere la musica generata dagli algoritmi?

Indice

Cos’è la musica creata con l’AI?

L’intelligenza artificiale ha aperto nuove frontiere nella creazione musicale, permettendo a chiunque di comporre brani senza nessuna conoscenza specifica. Piattaforme come Udio e Suno utilizzano reti neurali per trasformare testi descrittivi in melodie complete, analizzando vasti database musicali. Gli utenti possono specificare genere, strumenti e atmosfera, ottenendo tracce personalizzate in pochi secondi, ideali per video, podcast o progetti creativi.

Questi strumenti si basano su algoritmi che apprendono da milioni di brani, combinando elementi come ritmo, armonia e timbro vocale. Ad esempio, Soundraw e Loudly offrono librerie di suoni royalty free, mentre AIVA è specializzata in colonne sonore orchestrali. La facilità di creazione solleva dubbi sulla qualità artistica e sull’originalità, poiché i brani possono seguire schemi prevedibili o imitare opere esistenti.

Nonostante le limitazioni, i sistemi automatici per la generazione di musica sono già utilizzati da molti creator e professionisti, o per generare testi e arrangiamenti, o solo per avere nuove idee e superare il blocco creativo. La tecnologia non dovrebbe sostituire l’artista, ma amplificarne la creatività, rendendo la produzione musicale più veloce e accessibile, anche per chi non ha esperienza in teoria musicale o strumenti. Ma le cose vanno davvero in questo modo?

L’impatto sullo streaming musicale

Oggi produrre musica è semplicissimo. Ad esempio chiunque può in pochi minuti creare sottofondi musicali strumentali da inserire in playlist tematiche, romantiche, per fare sport e via dicendo. C’è poi chi crea brani originali clonando la voce dei cantanti. Nel 2023 un falso duetto tra Drake e The Weeknd generato dalla AI ha scalato le classifiche. L’effetto non trascurabile del fenomeno, è che milioni di brani AI generated stanno invadendo le piattaforme di streaming.

L’accessibilità degli strumenti di intelligenza artificiale permette di produrre e distribuire brani senza passare per case discografiche, ma ha anche aperto la porta a pratiche fraudolente. Secondo uno studio condotto da Deezer, circa il 18-20% dei nuovi brani caricati giornalmente sono creati artificialmente. Questo equivale a oltre 20.000 tracce al giorno, spesso accompagnate da ascolti falsi generati da bot per manipolare le royalty.

Le piattaforme di streaming non possono ignorare il problema che rischia di diluire i cataloghi e ridurre i guadagni degli artisti umani. Deezer, ad esempio, esclude i brani AI dal calcolo delle royalty per proteggere gli artisti. Tuttavia, la proliferazione di contenuti sintetici pone sfide legali, come le cause legali contro Suno e Udio per violazione del copyright, evidenziando la necessità di regolamentazioni più chiare.

I rischi della musica creata con l’AI

Secondo uno studio della CISAC (International Confederation of Societies of Authors and Composers), l’AI generativa rappresenta una minaccia significativa per i creatori musicali. Entro tre anni, si prevede che il 20% dei ricavi delle piattaforme di streaming musicale e il 60% delle librerie musicali sarà generato da musica AI, con una perdita cumulativa di 10 miliardi di euro per i creatori umani nei prossimi cinque anni.

Il rapporto, condotto da PMP Strategy, evidenzia che i fornitori di AI generativa vedranno una crescita esponenziale dei ricavi, passando da 0,1 miliardi di euro a 4 miliardi per la musica. Tuttavia, questo boom economico avviene a scapito degli artisti, i cui lavori vengono utilizzati senza autorizzazione per addestrare modelli AI, causando una perdita del 24% dei loro ricavi in pochi anni.

La CISAC sottolinea due principali rischi: l’uso non autorizzato di opere protette da copyright per l’addestramento dei modelli AI e la sostituzione delle entrate tradizionali con contenuti generati artificialmente. Questi fattori creano un trasferimento di valore economico dai creatori alle aziende tecnologiche, senza un’adeguata remunerazione per gli artisti.

E’ evidente l’urgenza di regolamentazioni per proteggere musicisti, artisti e produttori. L’intelligenza artificiale può offrire opportunità, ma senza normative rischia di danneggiare gravemente le carriere degli artisti. Lo studio invita i legislatori a implementare regole di trasparenza e remunerazione equa per garantire un equilibrio tra innovazione e tutela della creatività umana.

Identificare la musica creata con l’AI

In questo contesto Deezer ha sviluppato un sistema proprietario per riconoscere musica creata con AI, analizzando “impronte digitali” audio con una precisione del 95%. Questa tecnologia identifica marcatori specifici, come timbri vocali sintetici o pattern melodici automatici, etichettando i brani come artificiali. Ciò consente di escluderli da playlist editoriali e dal calcolo delle royalty.

Il sistema di Deezer si basa su due brevetti che analizzano frammenti audio (stem), come melodia e voce, per rilevare caratteristiche sintetiche. Questo approccio non solo combatte le frodi, ma promuove la trasparenza, permettendo agli utenti di scegliere consapevolmente tra musica umana e artificiale. Giustifica l’urgenza di tali misure il fatto che circa il 70% degli ascolti di brani AI è generato da bot che cliccano in modo artificiale.

Altre realtà, come Vermillio con TraceID, adottano approcci simili, scomponendo i brani in elementi per confrontarli con opere esistenti. Questi sistemi rappresentano un’evoluzione rispetto a tecnologie come YouTube Content ID, incapaci di rilevare imitazioni parziali. L’obiettivo è creare un’infrastruttura che tracci i contenuti automatici lungo l’intera filiera, dalla creazione alla distribuzione.

Musica e AI: sfide e prospettive future

L’etica dell’Ai riguarda ogni campo. Nella musica ci sono  questioni cruciali che riguardano i diritti d’autore e non solo. Molti strumenti sono addestrati su dataset di brani esistenti, spesso senza il consenso degli artisti, alimentando dispute legali. Il protocollo DNTP (Do Not Train Protocol) consente agli artisti di vietare l’uso delle loro opere per l’addestramento, ma la sua adozione è ancora limitata.

L’impatto economico è altrettanto significativo. La saturazione del mercato con brani AI potrebbe ridurre le opportunità per i musicisti umani, mentre le piattaforme devono bilanciare innovazione e protezione degli artisti. Deezer e Spotify stanno investendo in tecnologie di rilevamento, ma la regolamentazione fatica a tenere il passo con l’evoluzione tecnologica.

Nel frattempo ogni giorno escono nuovi strumenti per creare canzoni e comporre in modo automatico usando musicisti virtuali e voci sintetiche. È necessario implementare delle restrizioni e impedire il successo commerciale della musica creata con l’AI? Impossibile non chiederselo. La sfida è trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica, etica e sostenibilità per garantire la creatività umana.



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Autore: Fulvio Binetti
Fondatore ed editore di Bintmusic.it dal 1998, Fulvio Binetti è musicista, produttore ed esperto di comunicazione digitale. Da oltre trent'anni offre consulenza strategica e creativa a grandi brand, major discografiche e network radiotelevisivi. Appassionato di innovazione, cura gli approfondimenti su musica, tecnologia, AI e lifestyle, applicando alla divulgazione online il rigore analitico del suo background tecnico e la sensibilità della produzione artistica. Leggi la o seguilo sui canali social.