I dolci di carnevale rappresentano un’importante tradizione culinaria italiana. Dalle chiacchere alle frittelle, le ricette di specialità da preparare e gustare per celebrare la festa e condividere momenti speciali con amici e familiari

Il carnevale è una festa che si celebra in tutto il mondo con maschere, costumi, sfilate e allegria, ma è anche un’occasione per gustare i famosi dolci di carnevale. Chiacchiere, frittelle e tortelli sono un unicum di ricette e sapori golosi della cucina italiana che non è solo fonte di nutrimento, ma anche un mezzo per socializzare riscoprendo le tradizioni locali.

I dolci di carnevale si possono trovare in pasticceria o cucinare in casa con pochi ingredienti. Questi piaceri culinari, intrisi di storia e cultura, sono amati in tutta Italia e rappresentano un momento di gioia e convivialità per grandi e piccini. Scopriamo insieme le origini di queste delizie e le loro varianti regionali, immergendoci nel mondo di chiacchere, frittelle e ravioli.

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Origini dolci di carnevale

Il carnevale è una classica festa religiosa che unisce sacro o profano a partire dal suo significato letterale di “carne levare”. Per la chiesa cattolica la festa precede il periodo di purificazione e digiuno in preparazione della Pasqua ed è un invito ad abbandonarsi ai piaceri del cibo del “martedì grasso” che arriva prima delle ristrettezze della Quaresima.

I dolci di carnevale hanno origini antichissime, risalenti alle feste pagane celebrate in onore di divinità della fertilità e del raccolto. Nel corso dei secoli, queste ricette si sono tramandate di generazione in generazione, arricchendosi di significati simbolici e tradizioni locali e ancora oggi vengono perpetrate da nonne e mamme che si tramandano ricette di prelibatezze.

I dolci di carnevale fritti sono diffusi lungo tutto lo stivale. Si tratta di ricette facili e veloci fatte con semplici ingredienti: farina, uova, zucchero, burro e lievito. Se oggi ci sonno versioni vegane senza burro e uova, l’unica cosa che non può mai mancare è lo zucchero. Croce e delizia dei golosi di ogni parte del mondo, è il vero protagonista dei dolci di carnevale che stuzzicano il palato e a cui è difficile resistere.

Chiacchere di carnevale

Le chiacchere sono dolci di carnevale molto semplici da preparare, ma allo stesso tempo croccanti e sfiziosi. Si tratta di strisce di pasta frolla tagliate a rombo o a rettangolo, che vengono fritte in olio bollente e poi spolverate con zucchero a velo. Il nome chiacchere deriva dal rumore che fanno quando si mordono, ma in alcune regioni sono conosciute anche con altri nomi, come frappe, cenci, bugie o galani.

La ricetta delle chiacchere ha pochi ingredienti: farina, burro, uova, zucchero, lievito e un pizzico di sale. Si impasta tutto insieme fino a ottenere un composto liscio ed elastico, che si lascia riposare in frigo per circa mezz’ora. Poi si stende la pasta con il mattarello su una spianatoia infarinata, cercando di ottenere una sfoglia sottile.

Le strisce delle chiacchiere si tagliano con una rotella dentata e si friggono in abbondante olio caldo, rigirandole una volta per farle dorare da entrambi i lati. Si scolano su carta assorbente e si spolverano con zucchero a velo. Le chiacchere sono pronte per essere gustate!

Frittelle di carnevale

Le frittelle sono un altro dolce tipico di carnevale, che consiste in piccole palline di pasta lievitata, fritte nell’olio e spolverate di zucchero. Si possono farcire con crema, cioccolato, marmellata o ricotta, oppure lasciare semplici. La ricetta delle frittelle ha pochi ingredienti: farina, uova, latte, lievito di birra, zucchero, sale, olio per friggere e zucchero a velo per decorare.

Si inizia sciogliendo il lievito in un po’ di latte tiepido e si aggiunge alla farina setacciata in una ciotola. Si mescola bene e si aggiungono le uova sbattute, lo zucchero e il sale. Si impasta fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo, che si lascia lievitare coperto in un luogo tiepido per circa due ore.

Quando l’impasto è raddoppiato di volume, si prendono delle piccole porzioni con le mani infarinate e si formano delle palline. Si friggono le frittelle in abbondante olio caldo, girandole spesso per farle dorare uniformemente. Si scolano su carta assorbente e si spolverano di zucchero a velo. Se si vuole, si possono farcire con una siringa da pasticcere o tagliandole a metà.

Nomi di frittelle regionali

I nomi delle frittelle variano da regione a regione: in Trentino Alto Adige si chiamano frittelle di mele, perché contengono pezzi di mela nell’impasto, in Veneto si chiamano frittole e possono essere ripiene di uvetta, pinoli o crema pasticcera, in Toscana si chiamano berlingozzo e hanno la forma di una ciambella, nelle Marche si chiamano arancini e sono aromatizzate all’arancia.

In Abruzzo si chiamano cicerchiata e sono composte da tante palline unite da miele e confettini, in Campania si chiamano zeppole di San Giuseppe e sono farcite con crema pasticcera e amarena, in Sicilia si chiamano sfinci di patate e sono profumate all’arancia, in Sardegna si chiamano cattas e sono guarnite con miele e mandorle.

Una considerazione particolare la meritano le frittelle di mele, ricotta e riso. Sono tipiche ciambelle come i donuts americani e in più hanno una glassa colorata al gusto di cioccolato per soddisfare i bambini più esigenti. I ravioli fritti si distinguono invece per qualità del ripieno. In pratica si tratta di dolci che contengono creme al cioccolato, mostarda, ricotta o altri ingredienti a seconda della versione locale di ogni zona italiana.

I ravioli fritti alla genovese sono ripieni di marmellata o crema di cioccolata; Di ricotta siciliani sono una vera specialità; Krapfen del Trentino con inconfondibile aspetto di bomboloni soffici, gonfi e dorati da farcire con marmellata, una spolverata di zucchero oppure con la crema di vaniglia.