Come si festeggia il Capodanno in Italia e nel mondo? Un viaggio tra le usanze più curiose e originali per festeggiare l’arrivo del nuovo anno: tradizioni, rituali e peculiarità culturali che caratterizzano questo momento speciale di speranza per il futuro

Il Capodanno è una delle feste più attese e celebrate in tutto il mondo, ma non ovunque si festeggia allo stesso modo. Ogni paese ha le sue tradizioni, alcune antiche e radicate, altre più recenti e innovative, che rendono unica questa notte speciale. In Italia la fine dell’anno è un’occasione festosa caratterizzata da una serie di tradizioni radicate nella storia e nella cultura del paese, a cominciare dal cenone.

A Capodanno le famiglie si riuniscono per condividere un pasto abbondante, spesso a base di piatti tradizionali regionali. A mezzanotte, il brindisi con lo spumante è un momento imperdibile, seguito dai fuochi d’artificio che illuminano il cielo dei paesi. In questo articolo vi proponiamo un viaggio tra le usanze più curiose e originali per salutare il vecchio anno e accogliere quello nuovo, partendo dall’Italia e passando per i cinque continenti.

Indice

Tradizioni di Capodanno italiane

L’Italia è un paese ricco di diversità culturali, anche quando si tratta di festeggiare il Capodanno. Ogni regione ha le sue peculiarità, ma ci sono alcune usanze comuni a tutto il territorio nazionale. Una di queste è quella di indossare qualcosa di rosso, simbolo di fortuna e prosperità, che può essere un capo di abbigliamento, un accessorio o anche la biancheria intima. Un’altra è quella di mangiare le lenticchie, che rappresentano la ricchezza e l’abbondanza, accompagnate dal cotechino o dallo zampone, che simboleggiano la fertilità e la vita. Infine, non può mancare lo spumante per brindare alla mezzanotte e il panettone o il pandoro per concludere il pasto in dolcezza.

Oltre a queste tradizioni culinarie, ci sono anche quelle legate al divertimento e alla superstizione. Una delle più diffuse è quella di buttare dalla finestra oggetti vecchi o rotti, come piatti, bicchieri, vestiti o mobili, per liberarsi del passato e fare spazio al nuovo. Questa pratica, però, è sempre meno seguita per motivi di sicurezza e di rispetto dell’ambiente. Un’altra usanza tipica è quella di accendere dei botti o dei fuochi d’artificio, che servono a scacciare le forze negative e a esprimere la gioia per il nuovo anno. Questa abitudine, però, è sempre più contestata per i danni che provoca agli animali e alle persone.

Ogni città italiana ha poi le sue particolarità nel celebrare il Capodanno. A Roma, ad esempio, si svolge il tradizionale concerto in piazza del Popolo, seguito dallo spettacolo pirotecnico sul Colosseo. A Napoli, invece, si assiste al famoso “colpo dello scuro”, ovvero il lancio di una vecchia pentola piena d’acqua dalla finestra di una casa in via San Gregorio Armeno. A Venezia, invece, si vive la magia del bacio collettivo in piazza San Marco, dove migliaia di persone si scambiano un bacio sotto una pioggia di coriandoli. A Palermo, infine, si segue la tradizione della “cannaruta”, ovvero una canna piena di zucchero filato che si regala agli amici e ai parenti come augurio di dolcezza.

La festa di Capodanno in Europa

Il Capodanno in Europa è caratterizzato da spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il cielo delle principali capitali e città. Tra le più famose, Londra, Parigi, Berlino e Madrid offrono ogni anno uno show pirotecnico mozzafiato, accompagnato da musica e intrattenimento. Ma non solo: in molti paesi europei esistono delle tradizioni particolari che si ripetono ogni anno per augurarsi fortuna e prosperità.

Per esempio, in Danimarca è usanza rompere dei piatti davanti alla porta di casa dei propri amici e parenti, per dimostrare affetto e simboleggiare l’eliminazione delle cose negative. In Olanda, invece, si mangiano delle frittelle di mele chiamate “oliebollen”, che rappresentano la ricchezza e l’abbondanza. In Spagna, si segue la tradizione delle “uvas de la suerte”, ovvero mangiare 12 chicchi d’uva al ritmo delle 12 campanate della mezzanotte, uno per ogni mese dell’anno.

Ma la tradizione più insolita e coraggiosa è quella dei bagni gelidi, che si svolgono in diversi paesi del nord Europa, come la Finlandia, la Svezia, la Norvegia e l’Islanda. Si tratta di tuffarsi nelle acque gelate dei laghi o del mare, spesso indossando solo un cappello o una maschera divertente. Questo gesto è considerato un modo per purificarsi dalle negatività e rinvigorire il corpo e lo spirito.

Capodanno in Usa Canada Oceania

Negli Stati Uniti la città simbolo del capodanno è New York, dove ogni anno milioni di persone si radunano a Times Square per assistere alla famosa discesa della palla di cristallo dal grattacielo One Times Square. Questa tradizione risale al 1907 e da allora è diventata un evento mediatico seguito in tutto il mondo. Allo scoccare della mezzanotte, la palla si illumina di colori e viene accompagnata da una pioggia di coriandoli e da un bacio collettivo tra la folla. Un’altra tradizione tipica degli Stati Uniti è quella di cantare la canzone “Auld Lang Syne”, che significa “vecchi tempi andati”, per ricordare gli amici e i momenti passati.

In Canada, una delle usanze più particolari è quella di gettarsi in acqua gelida il primo giorno dell’anno. Questa pratica, chiamata “polar bear plunge” o “polar bear dip”, si svolge in diverse località costiere del paese, come Vancouver, Toronto e Halifax. Si tratta di una sfida divertente ma anche benefica, in quanto i partecipanti devono pagare una quota di iscrizione che viene devoluta a enti di beneficenza. Chi si tuffa deve indossare un costume da bagno e può aggiungere accessori come cappelli, occhiali o parrucche.

In Australia, la città di Sydney è famosa per il suo spettacolare show di fuochi d’artificio che illumina il porto e il celebre ponte. Ma non solo: gli australiani amano organizzare barbecue all’aperto, picnic nei parchi e concerti di musica dal vivo. In Nuova Zelanda si festeggia due volte: una a mezzanotte e una all’alba, per salutare il primo sole dell’anno. Tra le usanze più curiose, c’è quella di lanciare in aria delle padelle con dentro delle monete, per augurarsi fortuna e prosperità. Nelle isole del Pacifico, come Fiji e Samoa, il Capodanno è un’occasione per celebrare la cultura e la spiritualità locali, con cerimonie religiose, danze tradizionali e offerte di cibo e fiori al mare.

Il Capodanno in Sud America

Il Capodanno nelle Americhe è un mix di tradizioni importate dagli immigrati europei e africani, e di usanze tipiche dei paesi latinoamericani. Tra le più diffuse c’è quella di mangiare 12 chicchi di uva al ritmo delle 12 campanate di mezzanotte, una per ogni mese dell’anno. Questa pratica ha origine in Spagna, ma si è diffusa in molti paesi del Sud America, come Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela. Ogni chicco rappresenta un desiderio da esprimere per il nuovo anno, e bisogna fare attenzione a non strozzarsi o masticare male, altrimenti si rischia di avere un mese sfortunato.

Un’altra tradizione molto popolare è quella di indossare biancheria intima di un colore specifico a seconda di ciò che si vuole ottenere nel nuovo anno. Il rosso simboleggia l’amore, il giallo la fortuna, il verde la salute, il bianco la pace, il nero la protezione e il rosa la felicità. Questa usanza ha origine in Brasile, dove si crede che i colori influenzino le energie positive e negative. In alcuni paesi, come il Messico, si usa anche regalare biancheria intima colorata agli amici e ai parenti per augurare loro buona sorte.

Tra le altre curiosità del Capodanno nelle Americhe, possiamo citare quella di bruciare dei pupazzi di carta o di stoffa che rappresentano l’anno vecchio, una tradizione tipica dell’Ecuador e del Panama. In questo modo si vuole simboleggiare la fine di tutto ciò che è stato negativo e la rinascita di una nuova vita. In Colombia, invece, si usa fare il giro del quartiere con una valigia vuota per attirare i viaggi nel nuovo anno. Infine, negli Stati Uniti e in Canada, una delle tradizioni più famose è quella del bacio di mezzanotte, che si dice porti amore e affetto per tutto l’anno.

In Brasile, il capodanno è una festa molto colorata e vivace, che si celebra soprattutto sulle spiagge. La più famosa è quella di Copacabana a Rio de Janeiro, dove oltre due milioni di persone si riuniscono per ballare, cantare e ammirare i fuochi d’artificio. Il colore dominante è il bianco, che simboleggia la pace e la purezza, ma molti aggiungono altri colori per esprimere i loro desideri per il nuovo anno: il rosso per l’amore, il verde per la speranza, il giallo per la fortuna, il blu per la salute. Un rito molto diffuso è quello di offrire fiori e candele alla dea del mare Yemanjá, gettandoli nell’oceano o su piccole barchette. Si dice che se le offerte vengono portate via dalle onde, i desideri saranno esauditi.

L’ultimo dell’anno in Asia

Il Capodanno asiatico non coincide sempre con quello occidentale, ma segue il calendario lunare. Tuttavia, anche in Asia ci sono diverse tradizioni per festeggiare il 31 dicembre e il 1° gennaio.

In Cina, il Capodanno è chiamato anche Festa della Primavera e si celebra tra gennaio e febbraio. È una delle feste più importanti e sentite del paese, che dura 15 giorni e si conclude con la Festa delle Lanterne. In questa occasione, le famiglie si riuniscono per preparare e mangiare insieme i tipici ravioli cinesi, chiamati jiaozi, che simboleggiano la prosperità. Si usa anche pulire la casa per eliminare le energie negative e decorarla con lanterne rosse, simbolo di fortuna. La notte del Capodanno si accendono i fuochi d’artificio per scacciare gli spiriti maligni e si regalano le buste rosse, contenenti denaro, ai bambini e agli anziani.

In Giappone, il Capodanno è chiamato Oshogatsu e si celebra dal 31 dicembre al 3 gennaio. È una festa molto tradizionale e religiosa, in cui si ringrazia per l’anno trascorso e si augura il bene per quello nuovo. La vigilia si suonano le campane dei templi buddisti 108 volte, una per ogni peccato umano, per purificare l’anima. Si mangiano anche i mochi, dolci di riso glutinoso, che portano fortuna e longevità. Il primo giorno dell’anno si va al tempio o al santuario shintoista per pregare e si ricevono le cartoline di auguri, chiamate nengajo.

In Thailandia, il Capodanno tradizionale è chiamato Songkran e si celebra a metà aprile. Tuttavia, anche il 31 dicembre è una data festiva e si celebra con grande allegria. Una delle usanze più diffuse è quella di lanciare in aria delle lanterne di carta, chiamate khom loi, che portano via i desideri e le preghiere degli uomini. Si accendono anche i fuochi d’artificio e si partecipa a concerti e spettacoli. Inoltre, si usa versare dell’acqua profumata sulle mani degli anziani e dei monaci buddisti, come segno di rispetto e benedizione.

L’Africa tra danze e maschere

L’Africa è un continente ricco di diversità culturali e religiose, e anche le tradizioni di Capodanno variano da paese a paese. In generale è un’occasione per celebrare la vita, la famiglia, la comunità e la speranza nel futuro. In molti paesi africani coincide con il Natale o con altre feste religiose o etniche. Ad esempio, in Etiopia il Capodanno si festeggia il 11 settembre secondo il calendario copto, e si chiama Enkutatash, che significa “regalo di gioielli”. In questa occasione, le persone si scambiano fiori e auguri di pace e prosperità.

In altri paesi, invece, il Capodanno segue il calendario gregoriano e si festeggia il 31 dicembre con fuochi d’artificio, musica, balli e cibi tipici. Alcune delle tradizioni più curiose sono:

In Sudafrica, a Città del Capo, si tiene la Cape Town Street Parade, una sfilata di migliaia di menestrelli vestiti in modo colorato che cantano e ballano per le strade il 2 gennaio, considerato il secondo Capodanno. Inoltre, c’è l’usanza di gettare dalla finestra dei vecchi mobili o elettrodomestici per simboleggiare il rinnovamento, anche se questa pratica è stata vietata dalla polizia per motivi di sicurezza.

In Kenya il Capodanno è una festa molto popolare che dura fino all’alba. Le persone si riuniscono in chiese, club, ristoranti o case per pregare, cantare, ballare e mangiare. A mezzanotte, i cieli si illuminano di fuochi d’artificio e si brinda con champagne o birra locale. Una tradizione particolare è quella di indossare vestiti nuovi e colorati per attirare la fortuna.

In Tanzania è una festa che inizia dal 31 dicembre alla mezzanotte del 1° gennaio. È un momento di buoni propositi e l’occasione migliore per trascorrere una notte con amici e familiari. Anche in Tanzania esistono le più consuete tradizioni come il brindisi di mezzanotte e i fuochi d’artificio. Una peculiarità è quella di mangiare un piatto a base di riso e carne chiamato pilau, considerato portafortuna.

In Ghana è una festa molto religiosa che coinvolge tutta la comunità. Le persone si recano in chiesa per partecipare a veglie di preghiera e ringraziamento che durano tutta la notte. Allo scoccare della mezzanotte, si suonano le campane e si accendono i fuochi d’artificio per salutare il nuovo anno. Il giorno dopo, si organizzano picnic all’aperto con cibi tradizionali come il fufu, una palla di farina di manioca o mais bollita.

In Nigeria il Capodanno è una festa molto allegra e rumorosa che coinvolge musica, danze, maschere e tamburi. Le persone si vestono con abiti sgargianti e decorano le case con luci e palloncini. A mezzanotte, si scambiano abbracci e auguri e si lanciano monetine per augurare prosperità. Il giorno dopo, si mangiano piatti a base di riso, pollo e verdure.

Il concerto di Capodanno

La musica è un elemento fondamentale per celebrare il nuovo anno in Italia e nel mondo, un linguaggio universale che unisce le persone e le culture in un clima di festa e speranza. Il cncerto di Capodanno si svolge ogni anno il primo gennaio, solitamente nella mattinata, con un repertorio di musica classica, in particolare di opere di compositori austriaci come Mozart, Strauss e Beethoven.

Il Concerto di Capodanno più famoso è quello che si tiene a Vienna dal 1939 dai Wiener Philharmoniker nella prestigiosa Sala d’Oro del Musikverein. Trasmesso in diretta televisiva in oltre 90 paesi, viene diretto ogni anno da un direttore d’orchestra diverso, scelto tra i più celebri e prestigiosi del mondo. Tra i direttori famosi che hanno avuto l’onore di dirigere il Concerto di Vienna ci sono stati Herbert von Karajan, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Zubin Mehta e Daniel Barenboim.

Il programma del concerto che si conclude sempre con gli auguri di buon anno del direttore d’orchestra e dell’orchestra, prevede una selezione di valzer, polke, marce e ouverture della musica viennese, con particolare attenzione alle opere della famiglia Strauss. Tra i brani più famosi e attesi ci sono il valzer “Sul bel Danubio blu” e la marcia “Radetzky”, che chiudono il concerto con il coinvolgimento del pubblico che batte le mani a ritmo. Vengono suonati anche alcuni brani extra, come omaggi a compositori o eventi particolari, o dediche a paesi o città amiche.

In molti paesi si svolgono concerti simili, che riprendono il modello viennese o che propongono altri repertori musicali suonati dalle orchestre più prestigiose. Anche in Italia da Roma a Napoli, Firenze, Torino, Bologna e Milano si svolgono concerti di musica classica e pop per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, accompagnati anche da spettacoli pirotecnici che illuminano il cielo con colori e forme suggestive.


Articolo precedenteSci fondo: storia attrezzi tecnica e piste
Articolo successivoPrompt ai: come scrivere input testuali
Autore: Redazione
Da due decenni esploriamo idee che dalla musica coinvolgono cultura, società e lifestyle. Scrivendo di passioni, tecnologia, mercato, economia e benessere, trattiamo alcuni temi anche per stimolare riflessioni che promuovano uno stile di vita più armonioso e consapevole. Le nostre pubblicazioni hanno raggiunto milioni di lettori.