La fame nervosa è un disturbo alimentare serio, ma con il supporto di professionisti della salute mentale e il sostegno sociale, è possibile imparare a gestire questa condizione e migliorare la qualità di vita. Cause, sintomi, cure mediche e rimedi per risolvere il problema

La fame nervosa è una condizione caratterizzata da episodi di ingestione compulsiva di grandi quantità di cibo, spesso senza provare vero appetito o piacere. Si tratta di un disturbo alimentare che può avere gravi conseguenze sulla salute fisica e psicologica di chi ne soffre. Non va confusa con la bulimia, in cui i momenti di abbuffata sono seguiti da comportamenti compensatori come il vomito, l’uso di lassativi o l’attività fisica eccessiva.

Chi soffre di fame nervosa non cerca di eliminare le calorie ingerite e tende ad accumulare peso nel tempo. Il disturbo da alimentazione incontrollata, o binge eating disorder (BED), è un problema alimentare grave che colpisce un numero significativo di persone in tutto il mondo. Questo articolo esplorerà in dettaglio cosa sia la fame nervosa, i suoi sintomi caratteristici e i possibili rimedi per affrontarla in modo efficace sia dal punto di vista comportamentale che medico.

Indice

Cos’è la fame nervosa

La fame nervosa è un disturbo alimentare che si manifesta con episodi ricorrenti di abbuffata, in cui la persona mangia in modo incontrollato e rapido grandi quantità di cibo, superando il proprio fabbisogno calorico. Questi episodi si verificano almeno una volta alla settimana per almeno tre mesi e sono accompagnati da una sensazione di perdita di controllo, di vergogna e di colpa. La persona non riesce a fermarsi anche se si sente sazia o addirittura dolorante.

La fame nervosa è un vero e proprio istinto famelico che porta a mangiare tutto ciò che è a portata di mano, basta aprire il frigorifero e ingurgitare quello che capita. La voglia di cibo sopraggiunge all’improvviso e porta ad abbuffarsi di patatine, cioccolato, biscotti in particolare la sera o di notte, in solitudine. Chi ne soffre tende a mangiare in segreto, a nascondere il cibo o a mentire sulle proprie abitudini alimentari.

Alla fine rimane il senso di colpa e la vergogna, mentre l’ago della bilancia sale e la salute a lungo andare rischia di essere seriamente compromessa. Questo disturbo alimentare può essere scatenato da fattori emotivi, come lo stress, l’ansia, la tristezza, la noia o la solitudine, oppure da situazioni particolari, come le feste, i buffet o le diete restrittive. Ciò può portare a problemi di salute come l’obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari, le carie dentali e i disturbi gastrointestinali.

Chi soffre di fame nervosa o compulsiva confonde la fame di cibo con quella emotiva. Il conforto diventa il cibo, meglio se ricco di grassi e zuccheri pronti a colmare quel vuoto emozionale responsabile di un disagio psicologico insopportabile. Questo disturbo si aggiunge spesso ai disturbi dell’alimentazione più comuni come anoressia, bulimia e ortoressia e l’ossessione da cibo sano di cui in Italia soffrono circa 3 milioni di persone.

Cause del disturbo alimentare

Individuare le cause della fame nervosa non è semplice, ma di certo si tratta di aspetti che riguardano la sfera psicologica. In certi casi può innescarsi un circolo vizioso a livello ormonale in cui il cortisolo, ormone dello stress ed attore principale, spinge la persona a soddisfare una fame emotiva ‘senza freni’. Se l’episodio si ripete e non è occasionale, l’importante è riconoscere le cause che scatenano l’assunzione eccessiva di cibo, arrivando a distinguere la fame nervosa da quella normale biologica che porta a mangiare senza ingrassare.

Diversi fattori concorrono a scatenare quel desiderio impulsivo che nasce periodicamente in momenti particolari: situazioni stressanti, tristi, crisi di rabbia, paura o quando il senso di inadeguatezza è troppo forte. Secondo vari studi condotti in università americane, all’origine del Binge Eating Disorder e di altri disturbi alimentari ci sarebbe l’ormone dell’ansia e anche aspetti legati alla comunicazione interpersonale.

Ma non esiste un unico identikit di chi è colpito dalla fame nervosa. Il bisogno irrefrenabile di abusare di cibo può essere legato a stili di vita e comportamenti diversi dal punto di vista emotivo e psicologico. Esistono i mangiatori tristi, ansiosi, annoiati, soli, arrabbiati e persino celebrativi, che per partecipare o gioire di un evento si buttano sul buffet senza controllo. E’ un disturbo complesso e multifattoriale, che dipende da una combinazione di elementi biologici, psicologici e sociali.

Tra i fattori biologici ci sono le alterazioni ormonali, genetiche e neurochimiche che influenzano il senso di sazietà e il piacere del cibo. Tra i fattori psicologici ci sono i problemi di autostima, l’insoddisfazione corporea, la depressione, l’ansia, il perfezionismo e il bisogno di controllo. Tra i fattori sociali ci sono le pressioni culturali, i modelli estetici imposti dai media, le esperienze traumatiche, i conflitti familiari e le relazioni interpersonali difficili.

Sintomi della fame nervosa

Se le cause della fame nervosa sono tutte da scoprire e riguardano ogni caso in modo diverso, questa patologia si riconosce da una serie di sintomi: episodi frequenti di abbuffata in cui si mangia una quantità di cibo molto superiore a quella normale in un breve periodo di tempo. Sensazione di perdita di controllo durante l’abbuffata e incapacità di fermarsi anche se si è sazi o si prova disagio fisico.

Sentimenti negativi dopo l’abbuffata, come vergogna, colpa, disgusto o depressione. Preoccupazione eccessiva per il peso forma. Fluttuazioni del peso corporeo. Isolamento sociale e tendenza a mangiare da soli o in segreto. Consumo preferenziale di cibi ad alto contenuto calorico, dolci o grassi. Abitudini alimentari irregolari, con salti di pasti o digiuni prolungati. Difficoltà a riconoscere le proprie emozioni e a gestirle in modo adeguato. Disturbi del sonno, dell’umore, dell’attenzione e della memoria

Cure mediche e terapie

La fame nervosa è un disturbo che richiede un intervento multidisciplinare, che coinvolga medici, psicologi, nutrizionisti e altri specialisti. L’obiettivo della terapia è quello di interrompere il ciclo delle abbuffate, di migliorare l’autostima e l’accettazione del proprio corpo, di sviluppare abilità di coping per affrontare lo stress e le emozioni negative, di stabilizzare il peso corporeo e di prevenire le ricadute.

La terapia può essere individuale, di gruppo o familiare, a seconda delle esigenze e delle preferenze del paziente. Tra le tecniche psicologiche più usate ci sono la terapia cognitivo comportamentale, la terapia interpersonale, la terapia focalizzata sulle emozioni e la mindfulness. In alcuni casi può essere utile anche l’uso di farmaci antidepressivi o stabilizzatori dell’umore. La cura della fame nervosa richiede tempo e impegno, ma può portare a una significativa riduzione dei sintomi e a un miglioramento della qualità di vita.

Per combattere la fame nervosa si usano le stesse metodologie mediche o psicologiche per intervenire contro stress, ansia e insonnia, imparando a prevenire e a gestire i carichi emotivi. L’importante è riuscire a cambiare stile di vita, dedicarsi a passatempi divertenti e passioni dimenticate, magari riscoprendo l’arte o la musica come fonte di benessere. L’aiuto di un esperto può essere fondamentale, oltre alla forza di volontà, per ridefinire priorità, stili di vita e scelta di alimenti che calmino la fame svolgendo un’azione antidepressiva.

Rimedi per la fame nervosa

Chi soffre di questa patologia prima di rivolgersi al medico di fiducia o a un dietologo, spesso cerca di controllare la fame nervosa cominciando a mangiare meno senza un aiuto esterno. Se per i casi più gravi rivolgersi agli specialisti è fondamentale, è possibile anche possibile cercare di modificare l’approccio personale al cibo. Ad esempio dedicando il giusto tempo al piacere di mangiare, assaporando con calma e tranquillità il cibo cucinato, magari in buona compagnia.

Inoltre bisogna eliminare bevande zuccherate e snack e mangiare cibi a basso indice glicemico che allontanano il bisogno di zuccheri che innesca meccanismi compensativi: pasta di grano duro, semi oleosi, legumi, cerali integrali insieme a frutta secca e fresca, verdura di stagione non amidacea. Pesci come sgombri e sardine, ricche di omega 3, aumentano il buon umore. Al posto del sale utilizzare le piante aromatiche, le spezie e in particolare lo zenzero.

E’ importante fare attività fisica quotidianamente senza esagerare. Sfruttare qualsiasi occasione dal camminare all’iscriversi in palestra. Per riequilibrare l’organismo bisogna cercare di riprendere il controllo sulla propria vita, indagando e osservando i propri atteggiamenti. Per ritrovare consapevolezza si può scrivere un diario sulle sensazioni provate prima, dopo e durante le abbuffate. Può essere d’aiuto fare meditazione ed esercizi di respirazione. Respirare bene insieme alla pratica dello yoga aiuta a riequilibrare l’organismo.

Quando capitano episodi di fame nervosa si può cercare di ingannare il cervello aiutandolo a dimenticare un bisogno che è solo apparentemente irrefrenabile. Può essere d’aiuto dedicarsi al proprio corpo e coccolarsi con un bagno caldo rilassante, oppure preparare tisane alle erbe. Facendo una telefonata a un amico, guardando un film o leggendo, in pochi minuti la voglia di mangiare potrebbe ridimensionarsi fino a sparire.


Articolo precedenteDog sitter e app dog sitting: guida breve
Articolo successivoDischi jazz migliori album da ascoltare
Autore: Redazione
Da due decenni esploriamo idee che dalla musica coinvolgono cultura, società e lifestyle. Scrivendo di passioni, tecnologia, mercato, economia e benessere, trattiamo alcuni temi anche per stimolare riflessioni che promuovano uno stile di vita più armonioso e consapevole. Le nostre pubblicazioni hanno raggiunto milioni di lettori.