“Citta della musica”, un atlante sonoro che racconta 21 città attraverso i loro suoni: mappe, timeline e aneddoti per partire con le cuffie in tasca.

C’è un momento, sfogliando “Città della musica” (Whitestar), in cui ti rendi conto che non stai leggendo una guida turistica e nemmeno una storia della musica popolare “classica”. Stai leggendo una cartina sentimentale del pianeta, disegnata con le cuffie al collo. Guia Cortassa prende ventuno “Capitali e luoghi della geografia musicale” e le racconta non attraverso i monumenti, ma attraverso i suoni che le hanno rese indispensabili.

Il libro è strutturato come un atlante sonoro: ogni capitolo è una città e ogni città è una costellazione di locali, etichette, studi di registrazione, strade e angoli di marciapiede dove è successo qualcosa che ha cambiato il modo in cui ascoltiamo. Seattle (grunge), New York City (dal jazz al punk al rap), Los Angeles (dal Laurel Canyon al gangsta, passando per il freak-folk di Venice Beach), Memphis, Nashville, Chicago, Austin, San Francisco, Salvador de Bahia, Liverpool, Manchester, Berlino, Parigi, L’Avana, Kingston, Dublino, Glasgow, Ibiza, Seul, Tokyo…

La selezione di Guia Cortassa è volutamente personale e, per questo, sincera. Non c’è pretesa di esaustività accademica ma ci sono tutte le città musicali più famose del mondo: la consapevolezza è che la musica popolare è sempre figlia di un posto, di un momento, di una temperatura dell’aria. È una guida che si potrebbe usare con lo zaino in spalla, ma è anche un atto d’amore verso la geografia umana: perché la musica non nasce nei palazzi del potere, nasce nei vicoli, nei seminterrati, nei club che puzzano di sudore e amplificatori valvolari.

A livello grafico ogni città ha la sua timeline a spirale che ricorda i solchi di un vinile (un cerchio perfetto dove gli anni ruotano intorno al centro come giri di un 33 giri), mappe stilizzate con linee rosse che collegano i luoghi iconici come se fossero vene di una città vivente, e foto d’epoca – alcune a tutta pagina, su carta patinata. Ogni elemento grafico serve a farti orientare nel tempo e nello spazio sonoro, come se stessi camminando per quelle strade con una playlist nelle orecchie.

“Città della musica” è la prova che la geografia non è solo latitudine e longitudine: è anche il punto esatto in cui qualcuno ha premuto REC e ha cambiato la vita a milioni di persone che non avrebbe mai conosciuto. Un atlante sonoro che ti fa venire voglia di prendere un aereo, noleggiare una macchina scassata e andare a cercare quel locale che non esiste più, solo per stare fermo davanti alla saracinesca abbassata e ascoltare il fantasma di un riff di chitarra.


Scheda del libro

Titolo: Città della musica. Capitali e luoghi della geografia musicale
Autore: Guia Cortassa
Editore: Whitestar



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Autore: Fulvio Binetti
Fondatore ed editore di Bintmusic.it dal 1998, Fulvio Binetti è musicista, produttore ed esperto di comunicazione digitale. Da oltre trent'anni offre consulenza strategica e creativa a grandi brand, major discografiche e network radiotelevisivi. Appassionato di innovazione, cura gli approfondimenti su musica, tecnologia, AI e lifestyle, applicando alla divulgazione online il rigore analitico del suo background tecnico e la sensibilità della produzione artistica. Leggi la o seguilo sui canali social.