Il vino analcolico sta guadagnando popolarità tra i consumatori che desiderano godere del piacere di una bevanda senza gli effetti dell’alcol. Ma cos’è davvero e quali sono le sue caratteristiche, il sapore, le tecniche di produzione e i vantaggi?

Negli ultimi anni, il vino analcolico ha catturato l’attenzione di molti consumatori che desiderano una bevanda che offra il gusto e l’esperienza del vino senza gli effetti negativi dell’alcol. Questa tendenza è in linea con un crescente interesse per uno stile di vita più sano e consapevole che riguarda in particolar modo l’alimentazione. Ma se il mercato di questa bevanda cresce, le conseguenze non riguardano solo la salute.

Il vino ha sempre avuto una sua posizione sul piano culturale, gastronomico ed economico. Prima di immergerci nelle varie sfumature dei vini senza alcol, è importante comprendere il contesto più ampio in cui si pone questa bevanda. Cos’è esattamente il vino analcolico, quali sono le sue caratteristiche distintive e come è giusto chiamarlo? In questa guida partiremo dalle leggi che ne regolamentano il nome, fino alle tecniche utilizzate nella sua produzione.

Indice

Che cos’è il vino analcolico?

Il vino analcolico, anche conosciuto come vino senza alcol, dealcolato o a basso contenuto alcolico, è una bevanda che imita il sapore e l’aroma del vino tradizionale ma contiene una percentuale di alcol molto bassa o nulla, non superiore al 0,5%. Questo tipo di bevanda si ottiene attraverso processi specifici che rimuovono l’alcol dal vino originale o, in alcuni casi, impediscono la sua formazione durante la fermentazione.

In Europa dal 2021 è permessa la produzione e vendita di vino dealcolato con tasso alcolico fino a 0,5% e parzialmente dealcolato con tasso tra 0,5% e 9%. Per non confondere i consumatori, precisi standard riguardano la sua produzione e l’etichettattura, volte a preservare gusto, qualità e sicurezza. In Italia lo si trova in commercio, ma non è possibile dealcolare i vini, così alcune aziende svolgono il procedimento all’estero.

Il processo di produzione

Una delle tecniche di produzione del vino analcolico è la dealcolizzazione, che comporta la rimozione dell’alcol dal vino dopo la fermentazione delle uve. Questo processo può avvenire attraverso diverse metodologie, tra cui la distillazione sottovuoto, la filtrazione a membrana e l’osmosi inversa. Ogni tecnica ha i suoi vantaggi e può influenzare il risultato finale in termini di gusto e qualità organolettiche finali.

La chiave per la produzione di un ottimo vino analcolico risiede nella conservazione del carattere distintivo delle uve utilizzate e nel mantenimento dell’equilibrio tra dolcezza, acidità e aroma. Come nel caso dei vini tradizionali, enologi esperti lavorano con cura per garantire che il processo di dealcolizzazione preservi tutte le qualità positive delle uve, producendo un prodotto finale che soddisfi le aspettative dei consumatori più esigenti.

Che sapore ha il vino analcolico?

Il vino dealcolato è disponibile in una varietà di tipi e stili, simili al vino tradizionale. Si possono trovare in commercio vini analcolici rossi, bianchi, rosati e persino spumanti, ognuno con le proprie caratteristiche di gusto e aroma. L’unico limite è che non si possono dealcolare totalmente i vini a denominazine di origine o indicazione geografica. Viceversa la dealcolizazione parziale, che abbatte la gradazione a 9%, è permessa a tutti i vini.

Anche se il vino analcolico non convince tutti, i produttori sostengono come non si tratti di semplice succo d’uva o addirittura di una bibita analcolica aromatizzata. Lo descrivono piuttosto come un prodotto artigianale che riflette l’attenzione al dettaglio e la cura nel processo di produzione. In linea teorica è  quindi possibile aspettarsi nei sapori la stessa complessità e qualità sensoriale che si trova nel vino tradizionale, ma senza l’alcol.

Come per i vini tradizionali, i consumatori possono quindi scegliere il vino analcolico che meglio si adatta ai loro gusti e alle loro preferenze. Sulle effettive qualità organolettiche ovviamente si è già acceso un ampio dibattito. I puristi sostengono che l’alcol sia parte della natura del vino, a cui dona sostegno ed equilibrio, mentre altri vignaioli sembrano più concilianti. Certamente esiste un enorme mercato una bevanda analcolica di questo tipo potrebbe conquistare.

Vantaggi del vino senza alcol

L’opportunità di bere vino analcolico offre in primo luogo vantaggi per la salute. Non assumere alcol riduce statisticamente il rischio di ammalarsi di varie patologie malattie e il consumo può avvenire senza preoccupazioni da parte di donne in gravidanza. Inoltre può anche essere meno calorico del suo corrispettivo alcolico, rendendolo una scelta preferibile per chi segue una dieta o desidera mantenere un peso forma.

Il consumo di vino analcolico è anche un’opzione sicura per chi deve mettersi alla guida, lavorare o svolgere altre attività che richiedono piena lucidità mentale. Poiché non influisce sul livello di alcol nel sangue, non ci sono rischi legati alla guida in stato di ebbrezza o alla compromissione delle capacità cognitive e motorie. Tutto senza rinunciare alla tradizionale possibilità di abbinare la bevanda con una varietà di piatti.

Tra i vantaggi dei vini senza alcol non si possono non citare gli aspetti economici, dato che il settore sta registrando una crescita significativa, trainata dalla crescente consapevolezza sul benessere dei consumatori che ricercano alternative a basso contenuto di alcol. Indagini di mercato testimoniano come l’interesse dei consumatori in molte regioni del mondo sia superiore alle aspettative, a tutto vantaggio dell’aumento della produzione e dell’offerta.

Il vino analcolico è una moda destinata a finire, o si farà strada anche in Italia e nei paesi a forte vocazione enologica? Le nazioni con una cultura del bere radicata nel territorio come la nostra, forse non saranno sedotte tanto in fretta da questa bevanda che tanto si discosta dalla tradizione. Eppure, se anche il Gambero Rosso parla delle etichette dealcolizzate più interessanti, significa che qualcosa anche in Italia si sta muovendo…


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Autore: Redazione
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