zucchero di canna

Lo zucchero è un alimento molto diffuso. Sfuso o nascosto nei cibi, semplice, raffinato o grezzo. E’ difficile resistere al suo gusto, ma fa bene o fa male? L’importante è non esagerare senza rinunciare ai piaceri della gola

Lo zucchero semplice, integrale, grezzo o di canna, tutti lo usiamo e sappiamo a cosa serve. Dona quel piacere del gusto dolce che diventa un’abitudine e a volte aiuta a conservare meglio i cibi. Ma fa bene o male? Meglio consumarne poco o preferire dolcificanti naturali come i malti e lo sciroppo d’acero. Ma qual è la differenza tra proprietà e caratteristiche dei vari tipi? Bisogna fare chiarezza. Spesso li distingue solo il prezzo e la provenienza. L’apporto calorico e le sostanze nutritive contenute sono quasi le stesse.

Zucchero fa bene o fa male? Come al solito dipende dalle quantità che se ne consuma. I nutrizionisti sostengono da anni che utilizzare troppo zucchero è dannoso per la nostra salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il livello di zuccheri aggiunti nella dieta quotidiana con cibi e bevande non dovrebbe superare il dieci per cento dell’energia totale. Non più di cinquanta grammi al giorno, ovvero circa dodici cucchiaini. La quantità giusta in realtà è abbastanza difficile da calcolare. Se prendiamo in considerazione solamente gli zuccheri extra assunti durante la giornata la misura si dimezza a 25 grammi di zucchero, ovvero 6 cucchiaini da tè.

Perchè lo zucchero fa male

In America lo zucchero è considerato alla stessa stregua dell’alcool e del tabacco perchè, oltre a dare dipendenza, ha conseguenze deleterie sull’organismo umano. Pubblicato sulla rivista Nature, lo studio The toxic truth about sugar effettuato dall’University of California, ha dimostrato ancora una volta come l’eccessivo consumo di zucchero può creare dipendenza e l’insorgere di malattie come diabete, malattie cardiovascolari e perfino tumori.

Peso eccessivo e obesità diventano campanelli d’allarme che il governo americano non vuole più ignorare. Per questo è importante scrivere sui contenitori dello zucchero e sulle bibite gassate “nocivo alla salute” alla stregua dei contenitori per sigarette ma soprattutto tassare cibi e bevande che utilizzano zucchero aggiunto. Se le etichette nutrizionali sono un valido aiuto, anche il buon senso facilita la scelta. Lo zucchero semplice si trova in gran quantità negli alimenti e bevande dolci più comuni, quelle che piacciono tanto ai bambini.

Rimedi ai cibi zuccherati

Lo zucchero si trova in grande quantità in merendine, succhi di frutta e bibite, sotto accusa per il sovrappeso nei bambini. Attenzione è facile assuefarsi al sapore dolce: carie ai denti e rischio di obesità sono dietro l’angolo. La multinazionale Nestlè, ha dichiarato che entro il 2020 ci sarà una riduzione del contenuto di zucchero su tutti i prodotti (5% in meno) senza alterare il sapore. La soluzione è utilizzare uno zucchero naturale con una nuova formula. Così per produrre le classiche barrette di cioccolato si utilizzerà il 30% di zucchero, ma è soprattutto sui prodotti dei bambini come merendine e bevande che si vuole puntare.

La tendenza verso una alimentazione sana basata sul benessere richiede un’adeguamento del mercato con prodotti a basso contenuto di zuccheri e ‘light’ spesso ricchi di dolcificanti artificiali, di cui però non si conoscono ancora bene gli effetti sulla salute. Anche la dicitura senza zuccheri aggiunti è da valutare. Una bibita arriva a contenere fino a 10 cucchiaini di zucchero, mentre sono 5 quelli di un succo di frutta che con la frutta ha ben poco da spartire. Limitarne l’uso rimane sempre la soluzione più valida, oltre a conoscere le proprietà dei vari tipi: quali sono?

Zucchero bianco

Lo zucchero bianco raffinato, il comune saccarosio, proviene dalle radici della barbabietola. Viene sottoposto a una lunga serie di trattamenti negli storici zuccherifici italiani. E’ dannoso ai denti, fa ingrassare e promuove malattie come il diabete e patologie cardiovascolari. Inoltre non è un alimento indispensabile, può essere eliminato o molto limitato senza nessun pericolo.

Lo zucchero, oltre a essere contenuto nella barbabietola e nella canna da zucchero sotto forma di saccarosio si trova nella frutta (fruttosio), miele (glucosio), malti da cereali (maltosio) e nel latte (lattosio). E poi si nasconde nei cibi industriali. Compare tra gli ingredienti principali dei dolci più comuni ma si trova anche nella passata di pomodori, nei cereali della prima colazione e nella frutta secca. Basta dare un’occhiata alle etichette.

Zucchero di canna

Lo zucchero di canna spesso è preferito dagli amanti della cucina naturale. Ma è davvero meglio? Non è detto, anzi, meglio precisare. Il viaggio per arrivare in Italia non è certo a impatto zero. Quello di canna grezzo proviene infatti dalle piantagioni dei paesi tropicali e subtropicali. Subisce processi di raffinazione più o meno intensi e il colore non deve trarre in inganno. Il colore marroncino può essere il risultato di miscelazioni di zucchero purificato con melasse ricavate nella fase di lavorazione. Ma attenzione alle etichette. A volte viene colorato con un colorante chimico (E150) solo per apparire più naturale.

Zucchero di canna integrale è da preferire anche se l’apporto calorico è quasi il medesimo. Subisce meno processi di lavorazione e mantiene alcune sostanze nutritive (poca cosa). Il gusto fa la differenza per chi non ama i sapori dolci stucchevoli. Il sapore risulta meno dolce, più naturale rispetto allo zucchero comune.

Il Mascobado per esempio è prodotto tramite un procedimento tradizionale delle Filippine. Ha un colore scuro, è umido e si accompagna a un forte aroma. Si chiama Guarapo quello dell’Ecuador che si ottiene dalla macinatura della canna e si cristallizza tramite evaporazione. Altro tipo è il Panela il suo nome deriva dalla forma con cui è venduto nei mercati dell’Ecuador. In pani avvolti in foglie di mais che vengono grattugiati all’occorrenza. Prima della cottura viene chiarificato e corretto senza l’aggiunta di coloranti.

Differenze tra zuccheri

Zuccherare caffè e dolci che consumiamo abitualmente con lo zucchero integrale è una buona idea anche se costa di più? Il valore calorico e le sostanze nutritive presenti negli zuccheri tradizionali o integrali sono simili. Cambia il sapore e la percentuale di saccarosio che incide fortemente sulla quantità degli zuccheri contenuti nel sangue (glicemia). Quindi se si vogliono preparare dolci più sani senza rinunciare al gusto, meglio privilegiare il vero zucchero di canna della varietà Mascobado che risulta anche facilmente reperibile.

Alternativa allo zucchero? Miele, zucchero d’uva, fruttosio, malto, sciroppo d’agave, sciroppo d’acero, succo di mela e uvetta sono i sostituti ‘più naturali’. Anche la stevia è una valida alternativa a patto di rispettare le giuste dosi, senza esagerare. Ma è possibile preparare ottimi dolci anche senza zucchero. Basta imparare a cucinare facili ricette alla portata di tutti.