Yuccie nuovo Hipster un pò Yuppie di città

Gli Yuccie sono i giovani freelance capitalisti animati da un pensiero indipendente pronti cavalcare le nuove tendenze. Uno stile che rappresenta un modo di vivere alternativo secondo una visione creativa della realtà

Il futuro è Yuccie: Young Urban Creatives. Parole di David Infante, scrittore americano di tendenze e autore di un articolo diventato molto popolare. Chi sarebbero questi nuovi creativi urbani? Una nuova generazione di giovani freelance capitalisti sui 20-30 anni ispirati dalla controcultura. A metà strada tra Yuppies e Hipsters, riassumendone vizi e virtù. Senza dimenticare la generazione dei Millennial e quella dei Gen Xers che comunque indicano una parte della società.

Come definire queste categorie? I giovani uomini sono sempre in cerca di identità da condividere. Un tempo i gruppi nascevano attorno a ideali politici, band o generi musicali, che in qualche modo si ripercuotevano nel mondo della moda e creavano identità condivise. Oggi nulla è cambiato se non le definizioni.

Yuppies e Hipsters

Gen Xers chiamati anche Gen X o Baby Boomer, nati tra il 1965 e il 1980 sono la generazione che precedono i Millennial. Sulla rivista di economia Forbes la definizione è puntuale. A seguire la Generazione Y, i Millennial o Net Generation nata negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo. Una padronanza notevole nelle tecnologia digitale, comunicazione e media rispecchia lo stile che li contraddistingue.

Yuppies e Hipsters rispecchiano una filosofia di vita opposta anche se non seguono una ben precisa identificazione. L’aspetto definisce il tipo di persona. Tipico degli Yuppies è l’attenzione spasmodica per l’apparenza, ostentazione delle marche di prestigio: lo status sociale elevato è un elemento fondamentale che li contraddistingue. Molto più rilassati e apparentemente disinteressati sono il popolo degli Hipster, gli alternativi non pò snob per eccellenza: barba e baffi, camicie vintage a quadrettoni, biciclette vintage con sellino in cuoio e cibo biologico. Peccato che alla fine siano diventati vittime della loro stessa immagine fatta di barbe, camicie a quadri e iPhone.

Yuccie e giovani urbani

Dopo l’Hipster, arriva lo Yuccie. Questione di evoluzione. Lo Yuccie fa un lavoro creativo ed è sempre in movimento anche fisicamente: non sta certo seduto in un ufficio tutto il giorno alle prese con la routine. Ha bisogno di confrontarsi con gli altri, viaggiare, progettare: i soldi non gli fanno schifo, anzi. Il suo sogno, più che finire in qualche multinazionale del settore bancario finanziario o proporsi come consulente legale in uno studio di prestigio, è diventare ricco rapidamente conservando l’autonomia creativa.

Questo è il punto fondamentale: soldi a parte, l’importante è rimanere liberi e lavorare sviluppando i propri sogni senza finire nel tritacarne del marketing. Politica progressista? Difficile ma non impossibile. Capacità imprenditoriali e sfruttamento delle nuove tecnologie creano nuovi progetti e lavori. Il fenomeno delle Start up è tra le possibilità più ricercate dai nuovi giovani imprenditori attenti all’andamento del mercato come specchio di uno stile di vita da condividere.

Lavorare nel campo della tecnologia e new economy è tra le ambizioni dei Yuccie. Google è il modello di grande azienda che più si avvicina al loro modo di intendere il lavoro, tra meditazione, yoga e dispositivi di ultima generazione. Lo stile di abbigliamento e di vita si avvicina a quello tipico Hipster ma è più curato ed elegante. Le abitudini alimentari sono rivolte al mondo del vegetariani. Ma più che finire in qualche multinazionale del settore bancario finanziario o diventare consulente legale in uno studio di prestigio, il sogno è diventare ricco rapidamente conservando l’autonomia creativa.