hipster diventa youccie

State tutto il tempo a regolarvi barba e baffi, andate in giro con camicie vintage a quadrettoni smanettando su social e facendo foto color seppia in sella a bici con sellino in cuoio che vi portano al ristorante bio? Mollate il colpo, il tempo degli Hipster è finito. Il futuro è Yuccies

Ci pensa David Infante, scrittore americano di media e tendenze su Mashable a seppellire tutta un’epoca con un articolo che spiega come il futuro sia dei giovani Yuccie: Young Urban Creatives. Chi sarebbero questi nuovi creativi urbani? Secondo Infante discenderebbero direttamente da yuppies e hipsters, riassumendone un pò vizi e virtù tanto che c’è già chi li definisce come nuova generazione di giovani freelance capitalisti ispirati alla contro-cultura.

Lo Yuccie fa un lavoro creativo piuttosto che stare seduto in un ufficio tutto il giorno. Non che i soldi gli facciano schifo, anzi. Solo che il lavoro d’ufficio non regala allo yuccie il vero senso della vita. Il suo sogno, più che finire in qualche multinazionale del settore bancario finanziario o diventare consulente legale in uno studio di prestigio, è diventare ricco rapidamente ma conservando l’autonomia creativa.

Questo è il punto fondamentale: soldi a parte, l’importante è rimanere liberi di avere idee ed essere pagati per le proprie idee avendo la possibilità di continuare a coltivare sogni senza finire nel tritacarne del marketing. Non che gli Hipster non avessero capacità imprenditoriali o non sapessero sfruttare le nuove tecnologie creando nuovi progetti in nicchie sofisticate. Solo che alla fine sono diventati vittime della loro stessa immagine fatta di barbe, camicie a quadri e iPhone.

Chissà se faranno la stessa fine anche gli Yuccie. Non che gli Hipster non odiassero venire catalogati e probabilmente non avrebbero mai immaginato di finire nel calderone insieme a tutti gli altri. Alla fine però i media hanno cominciato a parlare di loro… ed ecco com’è finita.