youtube mp3 converter online

Scaricare musica dai video con gli YouTube mp3 converter online è una mania diffusa. Ma il download di canzoni gratis con lo stream-ripping in realtà è una forma di pirateria perseguita dalla legge: il maggiore servizio è stato chiuso

Come spesso succede nelle fasi di transizione dell’era digitale le soluzioni drastiche si trovano dopo che i problemi assumono proporzioni significanti. In questo caso a finire sul banco degli imputati sono dei servizi di YouTube mp3 converter online. Perchè se è vero che fin dai tempi di Napster esiste il problema della pirateria, l’era dello streaming non è certo immune dal fenomeno.

Gli YouTube mp3 converter online sono quindi una forma di pirateria? In pratica consentono di scaricare la musica dai video online direttamente sul proprio computer in formato mp3. Basta copiare l’url (indirizzo del browser) di un video musicale trovato su YouTube e copiarlo in uno di questi servizi per scaricare la canzone in formato mp3 su pc, tablet o smartphone. Insomma un modo semplice e gratis per scaricare musica. Peccato che, come spesso succede in questi casi, questa idea geniale non solo non rispetta i diritti d’autore dei musicisti, ma grazie ai banner presenti sui siti di stream-ripping rappresenta una rendita per chi offre il servizio.

Gli YouTube mp3 converter lucrano sul lavoro di artisti, produttori ed etichette discografiche, producendo guadagni illeciti? Lo pensa chi si impegna a produrre canzoni e video, evidentemente non solo per divertimento. E fin dai tempi di Napster questo è il concetto base di chi si batte contro la pirateria.

YouTube mp3 converter è pirateria?

Se la pratica dello stream-ripping per un pò è stata tollerata, l’insopprimibile voglia degli utenti di scaricare musica gratis evidentemente ha fatto raggiungere al fenomeno proporzioni troppo evidenti. Provate a cercare i servizi di stream-ripping su Google e capirete. Il primo sito a finire sotto accusa in tribunale è stato youtube mp3, responsabile del 40% di tutte le violazioni in questo settore.

Youtube mp3 faceva capo ad una società tedesca e funzionava in tutti i paesi del mondo. Tradotto in 25 lingue il sito è arrivato ad avere 60 milioni di utenti mensili. Questa piattaforma non era collegata in alcun modo a YouTube e offriva il servizio dai suoi server gratuitamente, senza bisogno di scaricare software. I guadagni e i finanziamenti per le infrastrutture tecnologiche gli arrivavano dalla la pubblicità. Non una manciata di euro di ricavi, mentre le perdite virtuali per le etichette erano di decine o centinaia di milioni canzoni piratate.

Siti simili di stream ripping

Le case discografiche rappresentate dalla RIAA (Recording Industry Association of America) alla fine hanno ottenuto che il servizio fosse chiuso e che il dominio passasse ad una casa discografica. A Philip Matesanz, creatore di Youtube mp3 è stato inoltre proibito di creare un nuovo servizio di stream-ripping. Basterà a fermare il fenomeno? A giudicare dai siti simili presenti in rete si direbbe di no.

Alcune ricerche sostengono che gli YouTube mp3 converter online siano utilizzati dal 50% dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni in tutto il mondo, a partire dall’America, fino al Brasile, all’Europa e all’Australia. Insomma un fenomeno globale che a questo punto l’industria discografica vede come una seria minaccia. Per questo, dopo questa prima vittoria, le etichette hanno fatto una richiesta direttamente a Google affinchè elimini dai risultati di ricerca questo tipo di servizi.