Non sono solo insopportabili per il rumore: le Vuvuzelas, trombette di onorata provenienza – venivano utilizzate anticamente per richiamare gli abitanti dei villaggi ed erano ricavate da corna di antilope – ma diventate famose nella loro versione in plastica colorata al Mondiale di calcio in Sudafrica, potrebbero essere escluse dagli stadi dei prossimi Giochi Olimpici di Londra del 2012 per il pericolo che possano diffondere malattie e virus durante gli eventi sportivi.

A porre l’allarme, che mira probabilmente a metterle definitivamente fuori uso per il sollievo delle orecchie di tutti, una nuova ricerca che dimostra come soffiando dentro il corno di plastica si possano produrre fino a 4 milioni di goccioline al secondo diffondendo nell’aria germi in modo più veloce ed efficace di starnuti e colpi di tosse. Per analizzare il rischio vuvuzela è stato utilizzando un dispositivo laser.

‘Proprio come per la tosse e gli starnuti, devono essere adottate tutte le misure per prevenire la diffusione di malattie come influenza o tubercolosi’, ha affermato il dottor Ruth McNerney della London School of Hygiene & Tropical Medicine. ‘Quando gli spettatori partecipano a un evento sportivo non dovrebbero aver paura di finire tra suonatori di vuvuzela con il rischio di inalare grandi quantità di aerosol di questo tipo’.

In pratica alle persone con infezioni non dovrebbe essere permesso di soffiare nelle vuvuzelas vicino ad altre persone ed in particolare in spazi chiusi e in luoghi in cui vi è il rischio di infettare altri.

Dato che uno stadio è comunque considerato un ‘luogo chiuso’ e che sarà molto difficile chiedere un certificato medico ad ogni spettatore, si ritiene probabile che per le olimpiadi del 2012 il comitato organizzatore porrà un divieto totale alle vuvuzelas.