Volare Domenico Modugno

Com’è nata Volare, la più famosa canzone italiana di sempre? A 60 anni di distanza, la storia del successo dell’autore e interprete Domenico Modugno

Qual’è la strada per fare successo nella musica? Chi si chiude in casa a studiare per ore, chi coltiva amicizie influenti, chi confida nella propria volontà, chi nei soldi di papà, chi spera nel punto c… Un insieme di tutto? Chissà. Comunque sia, chi cerca la svolta farebbe bene a continuare a leggere per sognare di volare.

Domenico Modugno nasce il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare, provincia di Bari. Figlio di brigadiere dei carabinieri, da adolescente impara a suonare la chitarra e la fisarmonica. Nel 1945 compone le sue prime canzoni, che non inciderà mai, mentre frequenta l’Istituto di Ragioneria a Lecce. Nel 1947 per un breve periodo si trasferisce a Torino in cerca di fortuna, alloggiando in una baracca e lavorando come cameriere e come apprendista gommista. Nel 1949, tornato dal servizio militare, inizia ad esibirsi con la fisarmonica alle feste del suo paese natale, ma solo per un breve periodo. Ha infatti ben altre ambizioni.

Da attore a cantante

Fin da bambino Domenico Modugno è affascinato dal cinema, così si trasferisce ancora a Torino e poi a Roma, dove, senza un soldo, alloggia presso il convento dei frati camaldolesi al Celio. Pensa di iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia, la scuola per attori. Si presenta al provino con una barzelletta e viene accettato: il suo sogno è diventare attore. Al centro conosce la sua futura moglie e Franco Migliacci, che diventerà uno dei più importanti parolieri italiani.

Domenico Modugno riesce solo a fare la comparsa in qualche film e continua ad esibirsi come musicista nelle bettole con un repertorio di sue canzoni e di brani popolari in dialetto brindisino. Finchè un giorno, nel film “Carica eroica” di De Robertis, nel ruolo di un soldato siciliano, canta una ninna nanna popolare. La sua voce piace, così viene chiamato dal direttore del secondo canale radiofonico che gli propone di ideare e condurre una trasmissione musicale in quattro puntate. Siamo agli inizi del 1953. Il programma viene trasmesso alle 22 dal secondo canale radiofonico.

Le prime canzoni come autore

Domenico Modugno esegue una canzone in ogni puntata, proponendo brani come La cicoria o La barchetta dell’amore che inciderà molti anni dopo. Alla fine dello stesso anno ottiene un contratto discografico con l’RCA Italiana e inizia a pubblicare i suoi primi dischi a 78 e a 45 giri di canzoni in dialetto pugliese e siciliano. E’ ancora pressochè sconosciuto al grande pubblico. Nel 1956 passa alla Fonit Cetra e riesce a debuttare come autore al Festival di Sanremo. Tra le sue canzoni MusettoIo, mammeta e tu.

Il nome di Domenico Modugno inizia a circolare nell’ambiente, gli richiedono delle canzoni. Propone all’amico Migliacci di provare a scrivere un testo. Lui non lo ha mai fatto, non sa nemmeno da che parte cominciare, ma dopo un sonno agitato si sveglia con in testa le parole: “Nel blu dipinto di blu, volavo nel cielo blu”. Modugno intuisce la forza dell’idea; manca ancora qualcosa. Ci lavorano per giorni e giorni, intitolano il brano “Sogno in blu”: “Ieri ho sognato il più bello dei sogni perché mi dipingevo le mani e la faccia di blu, poi come un foglio di carta dal vento rapito, incominciavo a volare nel cielo infinito”.

Volare nel successo

Quello che successe dopo lo racconta la moglie in una intervista: “Durante un temporale improvviso in una notte, il vento spalancò la finestra e Modugno cominciò a recitare – volavo oh oh – e poi a urlare a squarciagola – volare oh oh. Chiamò Migliacci e gli disse: ‘vieni a sentire, la canzone è finita.’ Volevano mandarla a Sanremo ma non si trovava nessun cantante disposto a interpretarla. Volare sembrava una canzone folle, incantabile, senza senso. Decise l’avvocato Caiafa della FonitCetra: “Sei l’unico che può farla, Mimmo, questa la canti tu!”.

Nel blu dipinto di Blu trionfa a Sanremo, Modugno diventa il simbolo della voglia di rinascita e di riscatto di un’Italia che vuole “volare”. Nel 1958 dopo Sanremo la canzone arriva terza all’Eurofestival e vince tre Premi Grammy come miglior disco, canzone e interprete. Anche il Cash Box Bilboard gli assegna l’Oscar per la migliore canzone e l’industria musicale gli conferisce tre dischi d’oro. Nel solo 1958 “Volare” vende 800.000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel resto del mondo.

Modugno si esibisce all’Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti, poi parte per un lungo tour a Boston, Buffalo, Los Angeles e New York dove, il 18 settembre, suona alla Carnegie Hall. Gli americani lo chiamano Mr. Volare. Il 45 giri rimane primo nell’hit parade americana per ben tredici settimane consecutive, record ineguagliato per un disco italiano. Secondo i dati riportati dalla Siae, nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi.