“Voice Machine” di Bonnie Gordon è un’opera affascinante e sorprendente che, a partire dal canto dei castrati, esplora un universo sonoro tanto eccentrico quanto enigmatico attraverso la storia della musica e delle tecnologie vocali

“Voice Machine: The Castrato, the Cat Piano, and Other Strange Sounds” di Bonnie Gordon, pubblicato dalla University of Chicago Press, rappresenta un’avventura intellettuale attraverso la storia della musica e delle tecnologie vocali, spingendo il lettore a riconsiderare le proprie nozioni su ciò che costituisce il “suono” e l'”umanità”. Gordon, con un’approfondita ricerca storica illumina il lettore sui fenomeni acustici che sfidano la nostra comprensione tradizionale.

Il tema centrale del libro è la figura del castrato, cantanti maschi che, sottoposti a castrazione prima della pubertà, sviluppavano voci straordinariamente potenti e agili, in grado di coprire una vasta gamma di toni. Questi individui, celebri nel XVIII secolo, incarnano un’interessante confluenza di corpo e macchina, naturale e artificiale. Gordon esplora non solo la loro storia musicale, ma anche le implicazioni sociali e culturali della loro esistenza, trattando temi di genere, sessualità e identità.

Un altro capitolo intrigante riguarda il “piano dei gatti”, uno strumento musicale apparentemente surreale descritto in varie fonti storiche, la cui fonte soonora sarebbe stata il miagolio dei gatti le cui code venivano schiacciate premendo dei tasti. Sebbene possa sembrare una leggenda metropolitana, Gordon utilizza questo esempio per esplorare il confine tra intrattenimento e crudeltà, e per riflettere su come la sofferenza animale sia stata sfruttata per il piacere umano nel corso della storia.

L’autrice connette questi argomenti storici anche a questioni contemporanee. Ad esempio, il discorso sui castrati si collega alle moderne tecnologie vocali, come l’autotune e o la sintesi vocali per finire ai deepfake vocali che alterano le voci umane in modi sfidando le nostre percezioni di autenticità e naturalezza. Uno dei pregi maggiori del libro è la sua struttura interdisciplinare che include studi musicali, storici, analisi filosofiche e riflessioni sociologiche.

Gordon non si limita a narrare storie bizzarre, ma le utilizza come trampolino per discussioni più profonde sulla natura dell’espressione umana e della creatività tecnologica, offrendo una prospettiva multifaccettata che arricchisce la comprensione del lettore. Questo approccio rende “Voice Machines” non solo un libro di storia della musica, ma anche un contributo significativo alla teoria dei media e agli studi culturali.

Si tratta quindi di un’opera brillante che invita i lettori a esplorare il mondo sonoro con occhi nuovi, trasformando fenomeni apparentemente marginali in punti di partenza per una riflessione profonda su ciò che significa essere umani in un’era di tecnologie sempre più invasive. Un libro per chiunque sia interessato a capire come la tecnologia e la cultura si sono sempre intrecciate per plasmare le nostre vite e le nostre identità.


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Titolo: Voice machines. The Castrato, The Cat Piano and other strange sound
Autore: Bonnie Gordon
Editore: The University of Chicago Press


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.