Bicchiere di vino rosso senza solfiti

Cosa significa vino senza solfiti aggiunti, come si produce e riconosce? Definizione e normativa dei vini naturali che non utilizzano conservanti nel processo di fermentazione. Quali sono e dove trovarli nelle regioni d’Italia

Il vino senza solfiti aggiunti è una nuova filosofia del bere che privilegia la produzione completamente naturale. Contrariamente ai vini biologici dove la dicitura ‘bio’ è riferita alla coltivazione, la dicitura ‘nessun solfito aggiunto’ sulle bottiglie garantisce che nella fermentazione dell’uva non è stato usato nessun additivo alimentare sintetico. Ma davvero è possibile ottenere comunque un buon vino?

Produrre vino senza solfiti aggiunti sembrerebbe qualcosa di strano o impossibile, dato che tutte le bottiglie, anche le più pregiate, ne contengono. Ma cosa servono? In pratica i solfiti non sono altro che sostanze chimiche comunemente utilizzate nel processo di vinificazione come conservanti e stabilizzanti. Sono aggiunti sotto forma di sali di zolfo, gas o soluzioni di anidride solforosa direttamente nella spremitura o durante la fermentazione. I loro livelli sono regolati prima dell’imbottigliamento e solitamente non vengono percepiti a livello olfattivo o nel gusto.

Quanti solfiti contiene una bottiglia? Il processo di fermentazione produce solfiti naturalmente, ma per quelli aggiunti esiste un limite massimo che corrisponde secondo la normativa europea a 150 mg/l per il vino rosso e 200 mg/l per quello bianco. Se i vini sono dolci le quantità si alzano a 200 e 250 mg/l.

Vino senza solfiti cosa significa

La definizione di vino senza solfiti avviene quando la quantità di solfito è inferiore a 10 milligrammi di solfiti per litro. Indubbiamente se siete in cerca di un prodotto completamente naturale, sarebbe opportuno scegliere vini che non contengono questo ingrediente industriale prodotto sinteticamente. Il solfiti, seppur contenuti in molti alimenti e utilizzati come conservanti, possono provocare reazioni allergiche e nel vino spesso li si accusa di fare venire il mal di testa. Alcuni studi dicono che sono tollerati meglio dal fegato.

Svantaggi vini senza solfiti in teoria non ce ne sono anche se i maggiori produttori sostengono che il loro utilizzo sia indispensabile per non rischiare di ritrovarsi con bottiglie di aceto. Tutto dipende dal tipo di uva e prodotto che si vuole ottenere ma ci sono bottiglie di questo tipo ancora buone dopo 15 anni e vini tradizionali orrendi dopo 3 anni. Da un punto di vista organolettico, specialmente nel vino giovane, non dovrebbe cambiare molto. Nelle bottiglie più vecchie ci sono sicuramente problemi di conservazione. I produttori che non utilizzano solfiti consigliano di bere questi vini naturali entro 5 anni, o massimo tre anni se si tratta di vino bianco.

Come produrre vino senza solfiti

Il vino senza solfiti non contiene sostanze chimiche che a lungo andare possono diventare dannose per l’organismo ed è ciò che i consumatori, sempre più attenti alla naturalezza delle cose, si aspettano di trovare da un prodotto che arriva dalla terra. Come fare ad avere tutte le buone caratteristiche organolettiche dei prodotti vinicoli tradizionali aggiungendo la naturalezza?

Fare vino senza solfiti è ovviamente abbastanza semplice, il difficile è evitare che si degradi nel tempo, sia in bottiglia che una volta aperto. La sfida dei produttori è proprio questa, ma è chiaro che i problemi sono maggiori se parliamo di aziende che producono centinaia di migliaia di bottiglie all’anno. I costi di una produzione totalmente naturale di qualità sarebbero insostenibili. Questo settore è quindi appannaggio di piccoli produttori artigianali che producono vino in quantità molto piccole, a livello di migliaia di bottiglie.

Vini senza solfiti vendita online

Ecco una serie di informazioni, tendenze, manifestazioni ed eventi per seguire da vicino l’evoluzione di questo prodotto e su come sceglierlo. I produttori lo spiegano in modo appassionato attraverso una serie di documenti. E’ possibile acquistare direttamente online vino biologico proveniente dalle cantine italiane conoscendo descrizione e dettagli dei metodi di fermentazione naturale.

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