vigneto riviste vino

Sul fatto che il binomio musica vino sia vincente non ci sono grossi dubbi. Ma cosa c’è di meglio di produrre dei buoni vini a suon di musica?

Musica e vino? Qualcosa di più di un semplice rapporto occasionale. Basterebbero alcune metafore usate dai compositori per descrivere impressioni di carattere musicale a confermarlo: il ‘sapore’ di un timbro, la ‘sonorità fruttata o aspra’ di uno strumento, oppure un ‘vellutato impasto’ orchestrale. Solo semplici assonanze con il linguaggio enologico? Impossibile, deve esserci qualcosa di più e che va oltre gli stereotipi del buon bevitore. Certo è che la passione del buon bere ha attraversato tutta la storia della musica occidentale: dalle canzoni bacchiche del Rinascimento fino all’interesse mostrato da molti grandi musicisti e compositori di musica classica del passato come Bach, Stravinskij, Mozart, Beethoven, Schuman, Brahms. Gioacchino Rossini si guadagnò addirittura l’appellativo di “musicista gastronomo” grazie alla sua passione per la buona tavola e il Rosso di Bordeaux.

Nessuno però aveva mai pensato di sonorizzare vigneti del Brunello con la musica. Ci ha pensato il Sig. Giancarlo Cignozzi della tenuta Paradiso di Frassina di Montalcino: “Più volte ho accompagnato i vendemmiatori al suono della fisarmonica e ho sempre avuto la sensazione che l’armonia musicale potesse creare un’atmosfera magica sulle uve e sui mosti. Ho quindi ‘sonorizzato’ prima le cantine e poi ho iniziato a sperimentare la diffusione della musica lungo i vigneti.. Quando verranno a maturazione le uve e i vini che hanno subito sia in pianta che in botte il condizionamento armonico di Mozart, Mahler, Vivaldi e altri, si potrà gustare nella sua completezza il primo ‘wine & music’ della storia enoica.”.