Un viaggio alla scoperta del vino prodotto in Cina, tra storia, tradizione e innovazione. Tutte le potenzialità e le sfide che devono affrontare i produttori dei vini cinesi moderni per affermarsi sul mercato interno ed internazionale con bottiglie di qualità e prestigio

Il vino prodotto in Cina è una realtà in forte crescita, sia in termini di produzione che di consumo. Sebbene spesso trascurata a favore di regioni vinicole più tradizionali, come Francia e Italia, la Cina sta rapidamente guadagnando riconoscimento nel panorama enologico mondiale. E’ infatti il sesto produttore mondiale di vino, con una superficie vitata di circa 800 mila ettari e una produzione annua di oltre 11 milioni di ettolitri.

Il vino cinese è anche sempre più apprezzato dai consumatori, sia nazionali che internazionali, grazie alla qualità e alla varietà delle sue proposte. Con una storia millenaria nel campo dell’agricoltura, la Cina sta quindi diventando una delle destinazioni emergenti anche per i bevitori appassionati. Questo articolo esplorerà la storia, la produzione attuale in rapida crescita e le curiosità più interessanti legate al vino prodotto nel paese asiatico.

Indice

Storia del vino cinese

Il vino cinese ha origini antichissime, che risalgono almeno al 2000 a.C., quando i cinesi iniziarono a coltivare la vite e a produrre il primo vino fermentato a base di uva, chiamato “putao jiu”. Il vino ebbe un ruolo importante nella cultura e nella religione dell’antica Cina, tanto da essere considerato una bevanda sacra e un dono degli dei. Fu anche oggetto di scambi commerciali e culturali con altri popoli, come gli indiani, i persiani e i romani.

Nel corso dei secoli, il vino cinese subì diverse influenze e trasformazioni, a seconda delle dinastie che si succedettero al potere e delle mode che si diffusero tra la popolazione. Conobbe periodi di splendore e declino, fino ad arrivare alla fine dell’Ottocento, quando l’arrivo dei colonizzatori europei portò una svolta decisiva nella viticoltura. Gli europei introdussero infatti nuovi vitigni, nuove tecniche di vinificazione e gusti, che fecero nascere i vini cinesi moderni.

L’evoluzione della produzione di vino in Cina è stata rapida e sorprendente, soprattutto negli ultimi decenni. Grazie al forte sviluppo economico e sociale ha beneficiato di investimenti pubblici e privati, di una maggiore apertura al mercato internazionale e di una crescente domanda interna. Ha così raggiunto livelli di qualità e di competitività sempre più elevati, conquistando premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

Cultura del vino in Cina

Il cibo e le bevande fanno parte della storia dei popoli: quale tradizione del vino c’è in Cina? Fino a qualche decennio fa era un prodotto riservato alla fascia più ricca della popolazione. Le bottiglie di importazione erano considerate come un vero status symbol, con il prezzo come indicatore di pregio. Mentre fine del XIX secolo è ripreso anche l’impianto di varietà di uve europee, oggi la nuova classe media sembra sempre più interessata all’acquisto di bottiglie.

In Cina i corsi per sommelier e le scuole di enogastronomia sono sempre più seguite specie dai più giovani, che si avvicinano alla bevanda consumando il 48% del vino importato. Sui social cinesi si parla sempre di più di bottiglie e si sta sviluppando una tendenza di consumo più consapevole, basato sulla qualità che non sul prezzo. Un consumo consumo basato sul piacere di condividere una buona bottiglia con gli amici in vari momenti della giornata.

Il vino cinese è una delle rivoluzioni della Cina moderna che avanza in ogni settore e quindi anche nel mercato internazionale delle bevande alcoliche. La Cina, oramai tra i primi produttori di vino al mondo, ha anche l’ambizione di sviluppare un proprio sapore e non solo copiare gli altri. Alcuni imprenditori si sono associati con i migliori produttori francesi investendo cifre considerevoli su vitigni, sulla produzione di vino e per formare enologi esperti e sommelier direttamente in Europa.

Le regioni vinicole cinesi

Regione di Ningxia È considerata una delle più promettenti per la produzione di vino rosso cinese, grazie alla qualità dei suoi terreni sabbiosi e alla presenza di cantine moderne e tecnologiche. Situata nel nord-ovest della Cina, lungo il fiume Giallo. Qui il clima è continentale, con inverni rigidi e estati calde e secche. I vigneti si trovano ad altitudini comprese tra i 1100 e i 2200 metri, e sono protetti dalle montagne Helan.

Regione di Xinjiang nel nord-ovest della Cina, al confine con il Kazakistan e la Mongolia. Ha un clima arido e desertico, con escursioni termiche notevoli. I vigneti si trovano principalmente nella valle del fiume Tarim, dove si beneficiano dell’irrigazione artificiale. La regione di Xinjiang è la più grande produttrice di uva e di vino cinese, con una varietà di stili che spazia dal vino dolce a quello secco, dai vini bianchi ai rossi.

Regione di Shandong Sulla costa orientale della Cina, affacciata sul mar Giallo, dal clima temperato e umido, con influenze marittime. I vigneti si trovano principalmente nella penisola di Shandong, dove si godono di una buona esposizione solare e di una ventilazione costante. La regione di Shandong è la più antica e storica per la produzione di vino cinese, ed è famosa per il suo vino bianco secco, ottenuto da vitigni internazionali come il Chardonnay e il Riesling.

Yunnan, situata nel sud-ovest della Cina, al confine con il Vietnam e il Laos. Ha un clima subtropicale e variabile, con zone montuose e zone pianeggianti. I vigneti si trovano soprattutto nella zona nord-occidentale della regione, dove si raggiungono altitudini elevate e si beneficiano di un microclima favorevole. E’ una delle zone più recenti e innovative per la produzione di vino cinese, ed è nota per vini rossi eleganti e complessi, ottenuti da vitigni francesi come il Cabernet Sauvignon e il Merlot.

Vitigni e i vini cinesi

Il vino prodotto in Cina si caratterizza per diversità e ricchezza di sfumature. La Cina coltiva infatti sia vitigni internazionali, come Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay e Riesling, sia vitigni autoctoni, come Longyan, Beibinghong e Shuanghong. Tra questi, alcuni sono particolarmente adatti al clima e al terreno cinese, come il Cabernet Gernischt, una varietà di Cabernet Franc che si è adattata bene alle regioni nord-orientali della Cina.

Tra i vini cinesi più rappresentativi ci sono il Changyu Noble Dragon, un rosso prodotto dalla storica cantina Changyu, fondata nel 1892. Si tratta di un vino dal colore rubino intenso, dal profumo fruttato e speziato, dal sapore morbido e persistente. Un altro vino degno di nota è il Grace Vineyard Tasya’s Reserve Chardonnay, un bianco prodotto dalla cantina Grace Vineyard, fondata nel 1997 nella regione di Shanxi. Si tratta di un vino dal colore giallo paglierino, dal profumo floreale e fruttato, dal sapore fresco e minerale.

Tra gli spumanti possiamo menzionare il Chandon Brut, un metodo classico prodotto dalla cantina Chandon China, nata dalla collaborazione tra il gruppo francese Moët Hennessy e la cantina cinese Ningxia Nongken. Si tratta di un vino dal colore giallo dorato, dal profumo di agrumi e fiori bianchi, dal sapore secco e vivace. Tra i dolci, il Changyu Golden Icewine Valley Vidal Icewine, è un vino da uve appassite prodotto nella regione di Liaoning. Ha colore giallo ambrato, profumo di miele e frutta esotica e un sapore dolce ed equilibrato.

Sfide e opportunità di mercato

Il vino prodotto in Cina si trova oggi ad affrontare diverse sfide, ma anche a cogliere nuove opportunità. La sfida più grande è legata alla qualità, in quanto il vino cinese deve ancora migliorare la sua immagine e la sua reputazione, sia sul mercato interno che su quello internazionale. Per farlo, è necessario che i produttori investano in ricerca, innovazione e formazione, oltre che in certificazioni e controlli.

La Cina deve infatti adottare pratiche agricole più rispettose della natura e della biodiversità, oltre che promuovere una cultura del consumo responsabile. Vanno ridotti i problemi legati all’uso di pesticidi, fertilizzanti e acqua, che possono avere impatti negativi sull’ambiente e sulla salute dei consumatori. Per quanto riguarda la concorrenza, il vino cinese deve competere con i vini provenienti da altri paesi, sia emergenti che consolidati.

La differenziazione dell’offerta può diventare una opportunità per valorizzare le caratteristiche distintive dei propri terroir, vitigni e stili. il vino cinese può ampliare la sua gamma di prodotti, proponendo bianchi, rosati, spumanti e dolci, oltre che vini biologici, naturali e biodinamici. Per farlo, è necessario sperimentare nuove tecniche di vinificazione e affinamento, oltre che a collaborare con enologi e consulenti esperti.

Per quanto riguarda il mercato, il vino cinese può beneficiare dell’aumento del consumo di vino nel paese, soprattutto da parte delle giovani generazioni, più aperte e curiose verso nuovi prodotti e sapori. Ma può anche conquistare nuovi mercati esteri, soprattutto quelli asiatici, ma anche europei e americani. Per farlo, è necessario che sappia promuovere il proprio brand, partecipando a fiere, eventi e concorsi internazionali, oltre che creando una rete di distribuzione efficace.


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Autore: Redazione
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