giradischi

I download di mp3 rallentano, i cd non si vendono più, lo streaming cresce ma non è sostenibile e cannibalizza tutto il resto: cosa rimane con il segno più nella musica? I dischi in vinile. Da qualche anno le loro vendite crescono a dispetto di tutte le cassandre che giudicavano il fenomeno come una moda passeggera.

Non solo le vendite di vinile sono in crescita del 30 per cento rispetto allo scorso anno, ma la tendenza al rialzo sta pure accelerando anno dopo anno. Secondo le statistiche di Nielsen Soundscan 2,9 milioni di dischi in vinile sono stati venduti negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno, in crescita del 33,5 per cento rispetto al 2012. E’ dal 2006 che il fenomeno non si arresta, tanto che in soli sette anni il formato per ascoltare musica vecchio di 65 anni è salito del 338 per cento.

E mentre il boom continua, cambia anche il tipo di musica che si ascolta a 33 giri: se fino a pochi anni fa si trattava della ristampa di successi del passato tipo ‘Abbey Road’ dei Beatles o Lp dei Pink Floyd come ‘Dark Side of the Moon’ o Thriller di Michael Jackson, ora in vinile si ascoltano i nuovi successi tanto che quest’anno il vinile più venduto in America è stato l’ultimo album dei Daft Punk.

Certo, nel mercato complessivo della musica i 2,9 milioni di album venduti in vinile rappresentano ancora solo l’1,4 per cento di tutti gli album venduti nel 2013, rispetto ai cd il 3,7 per cento e meno dell’1 per cento è la loro quota di pubblico rispetto allo streaming online. Ma per chi non smette di godere della qualità del suono, malgrado tutti fruscii del mondo, è già una buona cosa continuare ad alzare la puntina e vederla atterrare morbidamente sui microsolchi senza essere considerato un inguaribile nostalgico.