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Le famiglie italiane spendono 1,7 miliardi in videogiochi. Un settore in pieno sviluppo malgrado la crisi abbia colpito le altre attività del tempo libero

L’Italia piange miseria e finisce quasi sempre regolarmente in fondo alle classifiche europee nei consumi di libri, giornali e cultura in generale. Ma nei videogiochi la crisi del bilancio familiare svanisce e gli italiani primeggiano nei consumi meritandosi un quarto posto in Europa dopo Gran Bretagna, Francia e Germania. Le sfide davanti allo schermo coinvolgono amici, fratelli, figli, genitori. Tutta la famiglia e oltre davanti al monitor, per una attività che occupa il tempo libero nelle case del 59% degli italiani che giocando a videogames tra televisore, computer, internet e cellulari, trascorrono complessivamente tutti i giorni 24 milioni di ore.

Il 20% del tempo è dedicato ai videogiochi tradizionali, poi ci sono console, giochi scaricati da internet e online, social gaming, videogiochi su cellulare, mentre l’11% si gioca insieme ad altri giocatori online. Proprio con i dispositivi portatili e tablet si sono aperte altre terre di conquista per le aziende sempre a caccia di nuovi giocatori. Su Facebook giochi come Farmville, The Sims ed altri occupano le giornate del 65% dei giocatori italiani. Qualcuno sostiene che non sia esattamente il massimo crescere chiusi in casa, magari da soli, davanti ad uno schermo che ci proietta in un mondo virtuale. Altri sostengono i benefici mentali di una pratica che interessa la mente e non solo. Come al solito serve senso della misura di cui ci si augura i genitori italiani siano dotati.