Videogiochi: forma di intrattenimento globale in crescita. Benefici, rischi di dipendenza e importanza di un uso equilibrato e consapevole.

Nel mondo ci sono oltre 2,7 miliardi di persone che giocano ai videogiochi. Alcuni si dedicano solo per pochi minuti al giorno, mentre altri passano ore davanti a console e computer, partecipando a gare e competizioni. L’ascesa degli esport ha portato il Comitato Olimpico Internazionale a decidere su una possibile inclusione nei futuri programmi delle Olimpiadi. Il loro successo però non è tutto.

Mentre la scienza continua a indagare sui benefici e i rischi psicologici e fisici associati al gaming, la società sta vivendo una trasformazione antropologica profonda, le cui conseguenze sono ancora da comprendere. Una delle domande più frequenti per i genitori è se sia giusto regalare una console ai propri figli. Come vedremo in questo articolo, alcuni videogiochi possono essere utili all’apprendimento e persino essere impiegati a scopo terapeutico.

Indice

Mercato dei videogiochi

Il mercato globale dei videogiochi ha superato i 175 miliardi di dollari, rendendolo uno dei settori di intrattenimento più redditizi al mondo. Il 59% della popolazione americana utilizza videogiochi abitualmente. I dispositivi portatili hanno permesso di conquistare centinaia di milioni di nuovi utenti. In Italia la spesa annua è di circa 1,7 miliardi di euro.

Sui social più usati, giochi come Farmville, The Sims ed altri, occupano le giornate del 65% degli italiani. Sì gioca ai videogiochi da soli, con amici, fratelli, figli e genitori o con altre persone online (11%) per un totale di 24 milioni di ore al giorno. Si utilizzano vari dispositivi come le console, i giochi gratis sul PC scaricati da internet, il social gaming online e i videogames sul cellulare.

La passione per i videogiochi ha reso l’Italia uno dei principali mercati europei, al quarto posto dopo Regno Unito, Francia e Germania. Sebbene la lettura di libri nel nostro paese è meno diffusa che all’estero, quando si tratta di intrattenimento virtuale, gli italiani sembrano non badare a spese.

La crescita dei giochi sui social

Con l’espansione dei social network, anche il social gaming ha acquisito un ruolo centrale nel mondo videoludico. Grazie a piattaforme come Facebook, giocare online è diventato un’esperienza condivisa da milioni di persone. L’integrazione tra gioco e reti sociali ha cambiato le dinamiche dell’industria, portando le aziende a creare sempre nuove app da scaricare su smartphone e tablet.

Questo fenomeno rappresenta un cambiamento epocale e non solo per l’industria. Un fenomeno parallelo è infatti l’applicazione delle logiche di gioco in contesti come l’educazione, il lavoro e persino la risoluzione di problemi sociali. In futuro, il gaming potrebbe diventare uno strumento chiave per insegnare comportamenti virtuosi e migliorare le dinamiche sociali.

La cosiddetta gamification riguarda ogni ambito economico sociale e si espande ben oltre le mura di casa. Ad esempio lo shopping, la gestione delle aziende e i processi di apprendimento e formazione. Nel futuro anche i problemi sociali forse si risolveranno con un gioco che insegnerà alle persone il senso civico e i comportamenti virtuosi. Sia che si tratti di ambiente, società, economia, vincere ai punti riguarderà la vita di tutti i giorni.

Benefici dei videogiochi

I videogiochi non sono solo un passatempo; se utilizzati in modo consapevole, possono apportare benefici significativi. Gli exergames, ad esempio, incoraggiano il movimento fisico proponendo attività come balli e sport virtuali. Questi giochi sono particolarmente indicati per i bambini obesi o in sovrappeso, e studi dimostrano che possono incentivare i ragazzi a praticare sport anche nella vita reale.

Giochi d’azione e strategia migliorano la velocità decisionale, la memoria e l’attenzione. In particolare, alcuni studi mostrano che i giocatori sono in grado di prendere decisioni più velocemente, mantenendo però precisione e accuratezza. In particolare i videogiochi d’azione educherebbero il cervello a prendere decisioni il 25% più velocemente in ogni ambito, senza sacrificare la precisione.

Anche le capacità cognitive degli adulti e anziani traggono benefici dai giochi per la mente  che possono migliorare memoria, multitasking e visione. Altri migliorano l’attenzione o sono efficaci nel modificare comportamenti sbagliati, ad esempio nell’alimentazione. Altri ancora migliorano la vista rendendo i giocatori più sensibili a sfumature di colore e contrasti.

Giocare può migliorare anche l’autostima e aiutare le persone a superare fobie. I puzzle game stimolano l’organizzazione di spazio e azione, mentre i giochi strategici sono insegnano il decision making e potrebbero aiutare ad affrontare la realtà in modo corretto. Chi gioca spesso sviluppa una maggiore capacità di coordinazione tra vista e udito. Se utilizzati con consapevolezza, alcuni videogiochi possono avere un ruolo terapeutico per bambini e adulti.

Giochi come strumento terapeutico

I videogiochi si possono utilizzare in ambito medico per la cura di varie patologie o sindromi. Giocare con la salute significa utilizzare gli stimoli offerti dalle nuove tecnologie per indurre comportamenti virtuosi, movimenti, allenamenti ad esempio negli ospedali per accelerare la guarigione dei pazienti ricoverati. Studi accademici confermano come affiancare le terapie tradizionali al gioco possa offrire benefici inaspettati.

I videogiochi curativi sono una realtà sempre più presente nel mondo della medicina. Usati per trattare varie patologie, questi giochi stimolano i pazienti a compiere esercizi fisici o mentali in modo divertente e coinvolgente. Un esempio è la suite Top! Together to Play, sviluppata per aiutare i bambini con gravi malattie neurologiche a partecipare a giochi virtuali ispirati a quelli tradizionali.

Per i pazienti non vedenti, Novis ha creato giochi che sfruttano suono e tatto, permettendo esperienze di gioco immersive. Anche durante la pandemia, i videogiochi hanno dimostrato la loro utilità: la campagna Play Apart Together, lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha promosso il gaming come un mezzo per mantenere i contatti sociali a distanza.

Dipendenza da videogames

Nonostante i numerosi benefici, il gaming non è privo di rischi. L’Internet gaming disorder è una patologia riconosciuta anche dall’Oms, in cui l’uso eccessivo di videogiochi può causare isolamento, problemi comportamentali e perfino disturbi psichiatrici. Recenti studi della University of Utah hanno evidenziato che alcuni giocatori sviluppano difficoltà nel controllo degli impulsi o disturbi come l’autismo.

La scelta dei giochi è fondamentale per evitare contenuti inappropriati. A tal proposito, il sistema di classificazione Pegi (Pan European Game Information) aiuta i genitori a selezionare giochi adatti all’età e maturità dei bambini. Sebbene la violenza presente in alcuni giochi sia oggetto di dibattito, è importante che i giovani non fraintendano i messaggi veicolati dai giochi. Alcuni ragazzi potrebbero percepire gli input virtuali in modo sbagliato.

Da una parte è innegabile il successo dei videogiochi e alcuni benefici, ma è anche vero che Console e Play Station in generale non godono di buona reputazione. Se da un lato esistono benefici educativi e stimoli per la mente e il corpo, dall’altro si tratta di capire quanto tempo i ragazzi possano giocare evitando eventuali effetti negativi a livello psichiatrico o di sviluppare patologie dovute alla sedentarietà.

Giocare con moderazione

Come tutte le tecnologie che possono sviluppare dipendenza, anche i videogiochi devono essere utilizzati con moderazione. Se nell’utilizzo di smartphone e social non mancano eccessi che possono provocare problemi di isolamento o depressione, il rischio di dipendenza è reale anche nei videogiochi. Non significa però che si debba demonizzare il mezzo. Quali sono i limiti che un giocatore non dovrebbe superare?

I nuovi mezzi digitali, come tutte le invenzioni in generale, creano stili di vita che evolvono insieme alla società. Quando si mischiano etica, economia e comportamenti sociali, la realtà si complica e in mancanza di regole imposte, non resta che affidarsi alla propria consapevolezza cercando di usare il buon senso. Se la scienza non è concorde nello stabilire limiti precisi, i politici lo sono ancora meno.

In alcuni paesi, come la Cina, il governo ha imposto limiti rigorosi all’uso dei videogiochi per i minori, riducendo le ore di gioco settimanali a tre e limitando gli acquisti in-game. Tuttavia, dietro queste decisioni si nascondono anche motivazioni economiche, volte a frenare la crescita delle aziende tecnologiche. Se non ci pensano i politici la responsabilità spetta ai genitori che con le app di parental control possono monitorare il tempo di gioco dei bambini.



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