asini che producono versi di animali

Un paesaggio sonoro dove ascoltare versi di animali di ogni specie direttamente nel loro habitat. Se siete stanchi del rumore della città ecco dove immergersi nel suono della grande orchestra del regno animale

L’uomo vive immerso nella musica e nei rumori. I suoni ed ogni paesaggio sonoro sono importanti da un punto di vista artistico, scientifico e sociale. Ma la nuova frontiera del sound design sembra ispirarsi alla natura e ai versi di animali, forse come tentativo di avvicinarsi all’ambiente, si spera per averne maggior rispetto.

In realtà non c’è niente di nuovo, l’uso del suono per generare emozioni ha origini antiche se non preistoriche. E’ grazie all’evoluzione della tecnologia, a cominciare dal fonografo, che i rumori hanno iniziato a raccontare storie, ad esempio a teatro, al cinema o nei videogiochi. Per non parlare di compositori visionari che con la musica del rumore hanno fatto un balzo in avanti, arrivando a comporre musica con il suono di elicotteri mescolati a quartetti d’archi.

Orchestra degli animali

Lasciando perdere clacson, rumori del traffico ed elicotteri, per chi ama le sonorizzazioni in ambito prettamente naturalistico e i versi di animali, c’è l’interessante progetto realizzato anni fa da Bernie Krause per la Fondazione Cartier di Parigi. La Grande Orchestra degli animali prende il titolo da un libro del ricercatore bioacustico e musicista statunitense di cui è stata fatta una mostra multimediale e una versione online. Per dimenticarsi almeno un attimo del rumore del traffico quotidiano, basta chiudere gli occhi e ascoltare i diversi ambienti su un sito internet.

Tutti questi versi di animali e suoni di habitat naturali registrati prendono il nome di biophony e sono stati registrati, raccolti e catalogati a partire dal 1968. Si va dal suono della foresta pluviale amazzonica alla barriere coralline dell’Oceano Pacifico, dai versi delle balene fino agli elefanti. Per ogni paesaggio sonoro ascoltato sul sito, una cartina mostra il luogo di provenienza.

Ecologia del paesaggio sonoro

Bernie Krause ha cominciato la sua attività come musicista nell’ambito della sperimentazione elettronica affascinato da compositori d’avanguardia che utilizzavano i rumori come Karlheinz Stockhausen. Dopo aver collaborato nel 1979 con Francis Ford Coppola alla colonna sonora del film del Apocalypse Now, con The Doors e Van Morrison, ha unito l’esperienza su musica e rumori con la passione per la natura diventando uno dei pionieri nel campo della soundscape ecology.

L’ecologia del paesaggio sonoro è una disciplina della bioacustica di conservazione dei suoni naturali che svolge anche un importante ruolo di controllo dell’inquinamento umano. Dopo 40 anni di lavoro l’archivio di questo biologo musicista comprende complessivamente più di 5.000 ore di registrazioni realizzate in 2.000 habitat differenti che includono i versi di animali di circa 15.000 specie. Purtroppo metà degli ambienti naturali e delle specie di questa raccolta non esistono più e sono molti gli animali ad essere a rischio estinzione in molte zone.

Elefanti africani, lupi del nord America, uccelli della la tundra sono solo alcune delle specie minacciate da inquinamento e riscaldamento globale. La grande orchestra degli animali è un disco che purtroppo perde anno dopo anno alcuni elementi. Ecco perchè questi versi di animali non rappresentano solo un momento di meditazione estetica uditiva sul regno animale, ma sono un monito alle generazioni presenti e future perchè riflettano sui rischi ambientali di un mondo moderno che non vuole più ascoltare.

Rumore delle api

Se la natura può diventare un’esperienza sensoriale vicina all’arte, anche il suono degli insetti come il rumore delle api può venire codificato e diventare musica?  Chris Watson e Marcus Davidson tempo fa hanno realizzando “The Bee Sinfonia”, un progetto andata in scena nella cattedrale di Bergen in Norvegia e ideato per esplorare la possibilità di unire armonie vocali umane al rumore delle api.

Le api in volo muovono le ali ad una velocità di 250 – 300 battiti al secondo, generando un suono ad una frequenza una ottava sotto ai 440 hz, quindi compatibile con il canto umano. Questa nota varia a seconda del loro umore e delle attività svolte nell’alveare. Il musicista elettronico e sound designer Richard Devine ha addirittura registrato il rumore prodotto dall’attività di 12mila api divise in 4 arnie, un numero tale da generare un suono a volte armonioso e fluido, ma a volte inquietante, al punto che questa carica emotiva rumoristico musicale probabilmente finirà per sonorizzare un videogioco.

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