verdura e frutta su un tavolo

Acquistare verdura e frutta a km zero è sempre più semplice. Si chiama Bjull il servizio che mette in contatto gli agricoltori italiani con i possibili clienti. Un modo per assicurarsi la qualità del prodotto e un’occasione per avvicinarsi al territorio abolendo le barriere di mercato

Ritorno alla terra grazie ai dispositivi digitali. Gli orti km zero sono solo un’idea di start up creata da Bjull per valorizzare il settore agroalimentare, vero fiore all’occhiello della produzione italiana. Del resto i dati parlano chiaro: la coltivazione di verdura e frutta va alla grande, siamo il primo paese europeo per numero di prodotti ad origine protetta riconosciuti. E il biologico avanza insieme a nuovi modelli di business con start up studiate per favorire incontri tra coltivatori e appassionati, scambi e vendita di produzioni agricole.

Perchè non approfittarne? Ecco che nasce Bjull dal genio di Sally Semeria figlia di un piccolo produttore agricolo ligure che insieme a Francesco Grandazzi inventa la prima community che permette di acquistare verdura e frutta direttamente dalla fonte. Un progetto azzardato? Per la protagonista la scelta imprenditoriale è stata ben calibrata a favore della passione per il food e la terra, fuori da schemi precostituiti.

Il contesto in cui si muove la start up Bjull è agevole pronto a privilegiare un autentico rapporto personale di condivisione. Dagli orti in aperta campagna a quelli urbani costruiti su terrazzi all’ultimo piano.. non esistono limiti all’ingegno. Possono partecipare piccoli e grandi insieme agli hobby farmers.. l’importante è potere usufruire di verdura e frutta coltivata in orti km zero.

Come funziona l’orto a km zero?

Il coltivatore si iscrive gratis sulla piattaforma digitale di Bjull, inserisce le foto dell’orto e dei prodotti e automaticamente viene messo in contatto con i clienti in zona alla ricerca di prodotti freschi. Un meccanismo semplice che si può paragonare a una bacheca digitale: Bjull raccoglie inserzioni per condividere eccedenze di verdura e frutta tra i coltivatori nelle immediate vicinanze. Lo scopo è mettere in contatto proprietari di orti con clienti interessati a comprare prodotti a km zero.

Un modo semplice e diretto che permette di conoscere direttamente chi ha coltivato e raccolto i cibi che si portano in tavola. Ma non solo, il meccanismo di condivisione diventa una vetrina per gli agricoltori oltre a essere un servizio senza intermediari per chi vuole acquistare le eccellenze della zona. E di risparmio in termini di denaro a favore della salute: verdura e frutta di stagione di sicura provenienza si accompagna all’amore di chi ha lavorato la propria terra.

Per ora a Bjull hanno aderito circa 150 coltivatori pronti ai primi scambi sul territorio. Lombardia, Liguria e Sicilia sono le regioni che hanno registrato maggiori preferenze ma c’è ancora molta strada prima che il progetto possa decollare e differenziarsi. Il freno principale è il rapporto difficile con il digitale vissuto negativamente dalle vecchie generazioni non ancora abituate al concetto vincente e ormai diffuso di sharing economy. Poi c’è tutta la campagna per farsi conoscere in Italia e all’estero a cui si unisce la ricerca di finanziatori del progetto in continuo divenire.