chitarra acustica erba

Dopo anni passati a raccontare la crisi del mercato della musica, finalmente si intravede uno spiraglio di luce, anche in Italia. Fimi, la Federazione Industria Musicale Italiana, ha annunciato una crescita dei guadagni complessivi del mercato musicale nei primi 9 mesi del 2014 del 5%.

Il totale del giro di affari è di oltre 75 milioni contro i 72 del 2014: 41.338.433 per il mercato fisico che detiene ancora una percentuale del 55%, mentre il digitale nel suo complesso si prende il restante 45%, una enormità se pensiamo che dieci anni fa era inferiore al 5%. Analizzando il digitale per settore, i download rappresentano il 43%, seguiti dallo streaming in abbonamento per il 23% e per il 31% dai proventi derivanti dalla pubblicità. In particolare, mentre cd e vinile tutto sommato tengono diminuendo solo di un 4% complessivamente – con il vinile che registra un ulteriore +66% – crollano i download del 19% a tutto vantaggio dello streaming che aumenta di un 20% su base annua grazie a Spotify e agli altri servizi come Google Play, Deezer, TIMmusic cresciuti per quanto riguarda gli abbonamenti del 109% mentre i ricavi di YouTube, Vevo lo stesso Spotify dovuti solo alla pubblicità sono cresciuti del 78%.

Insomma anche nel piccolo mercato italiano sembra chiaro chi stia per vincere tra streaming, download e vinile. E’ ancora presto per cantare vittoria dato che il vinile con la sua rinascita rappresenta solo il 2-3% del mercato complessivo e in questi anni sono stati persi per strada decine di milioni di euro che non verranno mai compensati dallo streaming, però è abbastanza per capire quale sarà il futuro della musica.