vendita cd giappone

Che la vendita di cd qui abbia lasciato posto prima agli mp3 e poi allo streaming lo sanno tutti: ma sarà proprio questa la tendenza in tutto il mondo? Lo strano caso di un Giappone in cui lo streaming non sfonda

Recentemente vi abbiamo parlato del sorpasso dello streaming su mp3 e cd. D’altronde non è una novità, basta dare un occhio ai titoli dei giornali o guardare il comportamento dei giovani. Di fine dei cd e della musica fisica, malgrado un incremento della vendita di vinile – che comunque a livello complessivo rimane marginale – in fondo se ne parla da molti anni con una certa preoccupazione e non certo solo in Italia.

Non serve nemmeno essere esperti del settore per capire come nell’era degli smartphone e della musica liquida, il possesso della musica sia superato dai fatti… Ma sarà proprio vero? Analizzando la vendita di cd e di musica in varie parti del mondo si scopre che non funziona così dappertutto: ci sono paesi molto evoluti anche a livello tecnologico, in netta controtendenza. Quali sono? Indovinate, non lo avreste mai detto. In Giappone ancora il 78% delle vendite di musica arrivano dai compact disc.

Quando pensiamo al Giappone non possiamo che andare indietro nel tempo alla storia dei supporti musicali. Nel lontano 1979 è nato nei laboratori di Tokyo il primo Walkman capace di rivoluzionare la fruizione della musica. La stessa invenzione del cd porta la firma di Norio Ohga, intraprendente giovanotto giapponese che voleva diventare un cantante d’opera e che alla fine divenne presidente della Sony. Sarà questo il motivo di tanto affetto nei confronti dei cd da parte dei giapponesi?

Vendita di cd e noleggio non calano

Dato che l’industria realizza guadagni molto maggiori dalla vendita di cd che non con lo streaming e gli mp3, sicuramente è questo il motivo che consente al Giappone di piazzarsi al secondo posto dopo gli Usa come fatturato della musica complessiva con 2,44 miliardi di dollari all’anno. Ma analizzando i dati si scopre che mentre in Giappone il 78% della musica è venduta ancora su cd e solo l’8% dei ricavi arriva dalla musica digitale (streaming e mp3), in America con la musica fisica siamo solo al 23% contro il 68% del digitale.

vendite musica fisica
Percentuale musica fisica sul totale

Il paradosso continua se pensiamo che lo shopping online in Giappone è molto sviluppato. Se aggiungiamo il fascino esercitato dalla pirateria, potrebbe sembrare ancora più strano che tanti fans giapponesi si rechino ancora senza esitazione in uno degli oltre 6000 negozi di dischi per acquistare cd ad un prezzo minimo al dettaglio tra 23 e 28 dollari, fissato da una legge entrata in vigore nel 1953. Non basta? Malgrado sia stato tanto ostracizzato dall’industria senza grossi risultati, in Giappone furoreggia ancora il noleggio dei compact disc offerto da circa 2400 negozi.

prezzo vendita cd
Prezzo di vendita dei cd

Qual’è il segreto del Giappone?

Dell’elisir di lunga vita dei cd vorrebbero certo impadronirsi tutti, dagli artisti ai produttori passando dalle etichetti indipendenti alle major. In realtà apparentemente il sistema discografico giapponese non ha fatto nulla di particolare, se non aver saputo mantenere alto il valore dei cd, anche da un punto di vista economico, e quindi di conseguenza l’interesse delle masse. La qualità dell’offerta non c’entra, dato che in realtà più che altro si tratta di vendite di musica pop realizzata da boy band e girls band.

Proprio con questo pubblico di idol groups, però le case discografiche sono riuscite a mantenere un contatto basato sull’offerta di prodotti fisici tra merchandising, edizioni limitate, b-sides e dvd, ma non solo. Le confezioni di cd spesso includono anche biglietti dei concerti, coupon per incontrare direttamente gli artisti e offrono la possibilità di votare i proprio idoli a concorsi annuali. Il fatto poi che gli idoli prima o poi invecchino, non spaventa più di tanto: ad una maggiore età corrisponde anche maggiore disponibilità economica da parte del pubblico. A ben pensarci anche al concerto dei Pooh allo stadio di San Siro c’era il tutto esaurito: ma non chiedete a gli italiani di acquistare un cd…