parco per bambini

Si chiama Kidzania il nuovo parco per bambini incentrato sui giochi di ruolo. Una mini città in cui piccoli uomini giocano a fare gli adulti, svolgendo attività riservate ai grandi e muovendosi liberamente senza genitori in tutta sicurezza

Quante volte i bambini vogliono apparire più grandi della loro età? Eccoli accontentati. L’idea di creare un parco per bambini dove ci si possa sentire adulti è di un imprenditore messicano. Kidzania vuole fornire una valida esperienza educativa ai giovani visitatori attraverso giochi di ruolo per bambini in un contesto protetto e accessibile a tutti, o quasi.

La formula di questo parco per bambini innovativo sembra piacere molto ai piccoli che si mostrano curiosi e desiderosi di sperimentare da soli cosa voglia dire diventare grandi. Il successo non si è fatto attendere. Dall’inaugurazione della prima sete a Santa Fe Mexico nel 1999, Kidzania ha fatto molta strada e continua ad espandersi in tutto il mondo. Attualmente è presente in 20 sedi estere mentre nuove location sono pronte per essere avviate. Probabilmente anche in Italia, a Milano o Roma.

In questo parco per bambini mamma e papà per una volta non hanno alcun ruolo. Se non ovviamente sborsare più di trenta euro per ogni figlio e la metà per loro, pur non partecipando. L’attenzione è rivolta ai giochi di ruolo in un vero contesto ricreato su misura per rendere ancora più reale il gioco. Grazie a un sistema gps posizionato in un braccialetto, i genitori possono però monitorare gli spostamenti del figlio mentre svolge il ruolo e l’attività che preferisce all’interno dalla mini società creata sulla falsa riga di quella reale. Un video della sede Kidzania di Londra illustra i principi educativi di questo nuovo parco per bambini.

Vivere nuove esperienze

Il punto è provare delle attività solitamente riservate agli adulti. C’è solo l’imbarazzo della scelta tra sessanta diverse attività coadiuvate da psicologici ed educatori anche all’interno di scuole. Dalla redazione di un giornale al palcoscenico di un teatro fino a scoprire cosa vuol dire pilotare un aereo. Ogni bambino può mettersi alla prova, stimolare il proprio pensiero creativo e aumentare la fiducia in se stessi.

Ecco che il sogno di diventare pompiere, astronauta o attrice diventa una realtà emozionante pronta per essere vissuta insieme ad altri giovani dai 4 ai 14 anni. Alla fine ognuno viene pagato per l’attività svolta. Come? Naturalmente in giochi o snack che può consumare all’interno del parco, o accumulare in una sorta di conto personale in buoni da spendere successivamente in ogni sede.

Parco per bambini o marketing?

Per i responsabile del parco per bambini questa è una buona occasione per crescere in modo consapevole, anche imparando a risparmiare. Certo per un bambino dai 4 ai 14 anni giocare a fare gli adulti può essere un’esperienza formativa. Si partecipa in prima persona ai meccanismi che regolano la comunità in giochi di ruolo che obbligano a comprendere meglio la realtà e anche gli stimoli provenienti dalla pubblicità. Che comunque è ben presente.

Tanto che alcuni genitori sconsiglierebbero vivamente una sua visita. Secondo loro si tratta di puro marketing a costo zero. Chi meglio che un bambino dalla mente fresca e ricettiva può essere condizionato dai messaggi più o meno subdoli nascosti ovunque? Effettivamente marchi come Domino’s, Lidl e la banca Hsbc non sono tanto di fantasia. Del resto per Kidzania risulta impossibile fare a meno degli sponsor.

Circa trenta marche, tra le multinazionali più conosciute, sono pronte a contendersi e assicurarsi la spesa del futuro di piccoli consumatori inconsapevoli. Si tratta dello stesso meccanismo che regola la realtà di tutti i giorni. Gli spot sono sempre più indirizzato al mondo dei bambini. Dalla moda all’intrattenimento, l’economia è trainata da ragazzini che decidono in completa autonomia. Magari non come vivere, ma certamente cosa acquistare.