Uso smartphone aumenta nel mondo

L’uso dello smartphone aumenta in Italia e nel mondo in ogni strato della popolazione mentre sono in calo altri dispositivi come tablet e pc. Come si utilizzano i nuovi cellulari per comunicare, divertirsi, informarsi e fare shopping

L’uso dello smartphone è in costante aumento. Sia che si tratti di lavoro, svago, divertimento, di comunicare o cercare informazioni, questi dispositivi sono sempre più al centro delle vite degli italiani. L’avanzata non riguarda solo la vita quotidiana dove si utilizzano per compiere operazioni di ogni genere: oramai hanno superato i pc anche nel download di contenuti digitali. Peccato che l’utilizzo eccessivo possa diventare una vera patologia o dipendenza che in forma più o meno grave colpisce tutti, nessuno escluso.

L’uso dello smartphone è spesso un abuso che ci segue ovunque: in strada mentre si cammina, sull’autobus, in metropolitana o peggio in auto o al ristorante. Sbirciatine al social di turno tra bip e notifiche sono oramai parte integrante di giornate passate in cerca di qualche forma di gratificazione. Perchè proprio di questo si tratta. Il problema non è certo avere paura di sfruttare le enormi potenzialità del mezzo tecnologico. Bisogna però essere consapevoli dei cambiamenti psicologici e sociali che un utilizzo sempre più frequente dello smartphone comporta.

Ci sono studi come quello pubblicato dal Psychonomic Bulletin & Review, che sostengono come nel cervello dell’uomo non sia proprio banale il controllo cognitivo degli impulsi e spiega invece come sia molto sensibile alle ricompense. Niente di straordinario ma non c’è da stare troppo sereni, dato che l’argomento riguarda da vicino direttamente l’evoluzione dell’uomo. C’è però chi ironizza sul lato umano della faccenda e infine c’è chi si analizza la questione da un punto di vista statistico.

Uso smartphone per fare cosa

Lo smartphone si usa sempre e ovunque, ma per fare cosa? Se computer e internet hanno cambiato il modo di stare insieme e di comunicare, studiare, divertirsi e lavorare, i nuovi cellulari a cosa servono: telefonare, ascoltare musica, inviare messaggi o fotografare? Lo svela una ricerca del Pew Research Center basata su un sondaggio realizzato su un campione di popolazione adulta americana. L’utilizzo dei dispositivi riguarda un pò tutto l’insieme delle attività umane ovviamente. Con percentuali diverse non solo a seconda del tipo di utilizzo, ma anche a seconda dell’età degli intervistati.

L’uso dello smartphone come navigatore gps sembra al primo posto. In generale il 90% delle persone lo utilizza per ottenere informazioni sulla propria posizione. Il 67% ascolta musica come con un normale player mp3 piuttosto che ascoltare canzoni in streaming o la radio fm. In particolare questo utilizzo apparentemente vecchio del mezzo telefonico, sembra essere ancora molto diffuso in Italia. Un 38% di italiani usa ancora il telefono per ascoltare la radio con l’antenna contro il 22% degli americani. Tra le altre attività svolte da chi ha uno smartphone, c’è chi partecipa a video chiamate o chat, guarda video, televisione o servizi in streaming a pagamento.

Utilizzo dipende dall’età

L’uso degli smartphone varia a seconda della fascia d’età. In generale tra i 18 e i 29 anni, oltre ad ascoltare musica e monitorare le attività sportive, si fanno acquisti di prodotti e servizi direttamente online. Tra i possessori di dispositivi in giovane età, l’acquisto di visione di film o video on demand è quasi doppia rispetto a chi ha più di 50 anni. Se ne deduce che l’idea di telefono come strumento per telefonare e inviare sms è diventato appannaggio esclusivo dei più anziani.

Per i giovani l’utilizzo dello smartphone passa sempre attraverso internet sia che si tratti di comunicare, informarsi, ascoltare o vedere. Da qualsiasi punto di vista si vogliano analizzare i dati di questa ricerca, è chiara una cosa. Uno strumento dalle dimensioni così ridotte con tutte queste potenzialità rappresenta una vera rivoluzione per tutti. Non solo per il mercato di prodotti e servizi, ma anche a livello sociale, umano e culturale. I vantaggi sono evidenti, i rischi un pò meno.

Smartphone per fare shopping

Secondo una recente analisi affettuata dall’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, in Italia i cellulari di ultima generazione hanno superato il Pc nell’utilizzo di internet. Cambia il modo di informarsi e di fare shopping. Ci si informa sui prodotti, si fanno confronti leggendo caratteristiche e scaricando offerte, sconti, coupon per ogni genere di cosa. Grazie ai dispositivi portatili il mercato online è in piena evoluzione. Un futuro che da virtuale diventerà reale grazie al proximity marketing e alle vendite multicanale.

Fa shopping con lo smartphone l’80% delle persone ad ogni ora della giornata. In particolare è lo smartphone il compagno d’acquisti preferito, nei momenti ‘morti’, di attesa e la sera quando tutto tace e ci si può dedicare a ricerche mirate per avere informazioni su modelli, prezzi, negozi con tutti i dettagli del caso. Non a caso i cosiddetti acquisti di mezzanotte rappresentano una modalità di acquisto in aumento. I consumatori pubblicano haul video come esperienze di shopping da condividere in rete con tanto di immagini e descrizioni sul prodotto indagato in tutte le sue peculiarità, primo tra tutti il prezzo

Grandi e piccole aziende sanno perfettamente che la tendenza dello shopping online sarà sempre più mobile e flessibile per assecondare i desideri del consumatore. E’ uno sbocco fondamentale per incrementare le vendite e valorizzare la qualità del Made in Italy in Italia e soprattutto all’estero. Non a caso il Mobile Advertising vale già il 30% del mercato pubblicitario online e il 9% su quello complessivo. Si tratta di un fatturato di 715 milioni di euro spesi in banner e servizi come Adwords, con un incremento del +53% sull’anno precedente. Tra i formati di banner più utilizzati ci sono immagini e video, seguiti dal Keyword Advertising. Personalizzazioni di offerte e messaggi ‘su misura’ possono avvenire online ma anche con l’uso smartphone in-store.

Uso dello smartphone in vacanza

Molti italiani usano il proprio smartphone anche per pianificare e prenotare le vacanze, oppure per guardare le previsioni del tempo e avere informazioni dettagliate sui luoghi da visitare. Ma rimanere connessi a internet è un piacere e un onere a cui difficilmente si rinuncia anche in vacanza. Anche nei momenti di svago è difficile staccare la spina, tanto che nove italiani su dieci portano il proprio smartphone sempre con sè al mare o in montagna. Le località turistiche sono scelte anche in base alla presenza o meno di connessione WiFi e copertura. Nella classifica generale dei Paesi europei che si connettono più frequentemente nell’arco della giornata durante le vacanze, l’Italia si piazza al secondo posto a pari merito con la Francia. Primo il Portogallo mentre i tedeschi sono gli ultimi.

L’uso dello smartphone degli italiani in vacanza riguarda al primo posto Whatsapp per comunicare in tempo reale senza bisogno di utilizzare gli sms, ormai decisamente superati. Nel dimenticatoio collettivo finiscono anche le guide cartacee sostituite dalle più moderne Google Maps consultate dal 64 per cento dei vacanzieri. Facebook rimane il più popolare social media per scambiarsi le foto, aggiornare e soprattutto condividere il proprio diario di viaggio. Tra le novità si registra una crescente richiesta per applicazioni che riguardano recensioni e tour guidati in località che non si conoscono. È anche in aumento il trend di chi si affida al cellulare per pagare le spese durante la vacanza, dai biglietti aerei alla sistemazione in albergo.

Pagare con lo smartphone

Qual’è la cosa che tutti hanno in tasca oltre al portafoglio? Il cellulare o meglio, lo smartphone. Ecco perchè già nel presente, ma soprattutto nel futuro, tutti faremo acquisti nei negozi e online utilizzando lo smartphone al posto della carta di credito, all’insegna di velocità, convenienza e sicurezza. La tecnologia già utilizzata da Google Pay e Apple Pay sfrutta il Mobile Proximity Payment (Mpp) ed è già una realtà da parecchi anni in Giappone, Corea, Filippine , Kenya e Stati Uniti.

Il Mobile Payment ha la piena tracciabilità del denaro e funziona con la tecnologia NTC (Near Field Communication) che permette la comunicazione, tramite un segnale a radiofrequenza, tra chip del telefono e una etichetta (tag) della merce o di un dispositivo nella cassa del negozio. I pagamenti vengono effettuati conctactless, senza contatto, la distanza massima tra smartphone e tag per evitare problemi non deve superare i 4 cm. Il sistema è sicuro e veloce e solo per pagamenti superiori ad una certa somma è previsto l’inserimento di un pin di sicurezza.

Scaricare contenuti con smartphone

Un rapporto realizzato da Limelight Networks in Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia, sostiene che l’uso degli smartphone ha superato i computer anche nel download di contenuti. I telefoni Android sono i più utilizzati (62%), seguiti dagli iPhone (46%). Un aspetto di questa rivoluzione mobile che riguarda tecnologia, mercato e stili di vita, è il sorpasso dei video sulla musica: film, spettacoli televisivi o di intrattenimento sono diventati i contenuti più scaricati online (16.88% contro 14,46% della musica), mentre avanzano anche i download di giochi (12,24% rispetto al 9,92% dello scorso anno).

Come già abbiamo avuto modo di sottolineare lo streaming non ha eliminato la pirateria. Per i Millennials, i ragazzi dai 18 ai 33 anni, sembra che l’unica cosa importante sia scaricare musica o video gratis, indipendentemente dal fatto che si tratti di contenuti piratati o meno e in generale tutte le nuove modalità di fruizione sembra possano convivere a seconda delle necessità personali. Insomma anche con l’utilizzo degli smartphone al posto di pc o tablet, la pirateria non sembra diminuire: trovare contenuti gratis tra film, giochi, musica, soprattutto per le nuove giovani generazioni sembra una abitudine consolidata a cui non si può rinunciare.

Propensione al pagamento dei contenuti scaricati
Propensione al pagamento dei contenuti scaricati

Più che un’epoca di transizione tra i vari supporti musicali o video, siamo al punto che ogni mezzo può andar bene: basta sia veloce, rapido e possibilmente gratuito. Secondo i dati nelle tabelle di Limelight, rispettivamente il 16,88% e il 14,46% degli americani scaricano quotidianamente video e mp3 piratati. Il 48,9% degli intervistati inoltre dice di scaricare musica solo se è gratis. Per i produttori di contenuti ciò che crea grande preoccupazione per il futuro è che questi numeri aumentano ancor di più se si analizzano i comportamenti dei Millennials.

Contenuti scaricati via smartphone
Contenuti scaricati via smartphone (Dati e grafica di Limelight Networks)