Attratti dal green ma spaventati dal tradizionale contorno e stile di chi gioca a questo sport? Ecco l’Urban Golf, e le sue infinite varianti per trovare buche e giocare tra strade, tombini e discariche nelle periferie o nei centri storici delle città

L’origine dell’Urban golf non è così chiara, ma si hanno notizie di una gara in Scozia nel 1741 mentre risale al 2004 la data del primo torneo a Londra. Parente stretto del golf tradizionale, si gioca sempre all’aperto, in uno scenario che niente a che vedere con i campi verdi da cartolina, ma in mezzo a strada, cantieri, zone industriali e aree urbane dismesse.

Un modo divertente per togliere quella patina esclusiva che la pratica del golf ha sempre avuto, almeno in Italia? Forse, sta di fatto che all’estero è un gioco che raccoglie un discreto numero di appassionati e per cui si sono organizzati dei veri e propri campionati per le strade della città, con percorsi creati su misura per i golfisti.

Il problema per i giocatori, oltre agli ostacoli urbani da superare con destrezza, è non farsi del male e divertirsi senza preoccupazioni. La sicurezza è garantita dall’utilizzo di materiale particolare tipo palle da tennis e da squash insieme all’utilizzo di una particolare pallina per più lenta adatta a questo gioco.

Chi gioca a Urban Golf e alle sue varianti (street golf, cross golf) lo considera anche un modo utile per riappropriarsi degli spazi inutilizzati delle città e di dare libero sfogo alla propria capacità di impugnare una mazza da golf e di esibirsi in divertenti esibizioni simili a vere evoluzioni in cui la pallina gioca a ritmo frenetico seguendo traiettorie definite. E non solo basta dare un’occhiata ai video che circolano sul web per rendersi conto di che cosa stiamo parlando: giovani e anziani alle prese con una pallina da indirizzare secondo percorsi o più liberamente… freestyle, altra variante da prendere in considerazione.