Aula di Università

Il rapporto tra università e lavoro: come scegliere cosa studiare in Italia e all’estero? Consigli, guide e test di orientamento per corsi e master universitari. Consulenze online per studenti su tesi, dottorati e specializzazioni

Finito il liceo o le scuole superiori spesso gli studenti si trovano davanti il grande dilemma su quale facoltà universitaria frequentare: come scegliere l’università giusta? Se proseguire il proprio programma di formazione e studi è fondamentale per chi ambisce ad una carriera professionale prestigiosa, approfondire le conoscenze in un settore piuttosto che un altro non è scontato, ma può risultare determinante per trovare lavoro o guadagnare di più nel proseguo della carriera.

Prima di scegliere quale università frequentare sarebbe quindi opportuno farsi alcune domande. Innanzitutto siamo davvero sicuri che proseguire gli studi dopo le scuole superiori sia una scelta vincente da un punto di vista professionale, di realizzazione professionale e soddisfazione personale? Per rispondere a questa domanda aiutano recenti ricerche sui laureati in Italia più richiesti e disoccupati. Solo in presenza di una grande passione o talento si può prescindere da argomentazioni più pratiche che vedremo in questo articolo.

Università e laureati in Italia

I laureati in Italia sono circa il 18% della popolazione, decisamente pochi a livello mondiale, per questioni sociali e culturali. Secondo gli ultimi dati Ocse siamo in coda ai paesi sviluppati che viaggiano con una media del 37%, mentre la Svizzera è al 41%. Il vero problema è che spendiamo molto meno delle altre nazioni in formazione e pubblica istruzione. Nella fascia tra i 24 e 35 anni però le cose stanno cambiando in meglio e il 27% dei giovani consegue un qualche tipo di laurea, nell’84% dei casi di primo livello.

Come cambiano le possibilità di trovare lavoro di un laureato rispetto a chi ha solo un diploma e perchè impegnarsi a fondo negli studi se poi si rimane disoccupati? Questa considerazione è vera ma solo in parte e dipende dal percorso di formazione scelto. Gli studenti italiani ad esempio preferiscono indirizzi umanistici a discapito di lauree in materie scientifiche, matematica o economia. Ciò è un grave errore dal punto di vista della carriera professionale. Sono proprio gli studi scientifici a garantire percorsi occupazionali migliori, contrariamente ad indirizzi umanistici, lauree in lettere, comunicazione o materie artistiche.

Perchè laurearsi?

E’ vero che avere una laurea fa guadagnare di più sul lungo termine e che un master è quanto di meglio possa esserci per diventare appetibili dalle grandi aziende. Appurato che chi esce dall’università trova lavoro più facilmente, quale facoltà scegliere? Malgrado le materie umanistiche siano le più scelte dagli studenti italiani, in realtà sono le specializzazioni con base scientifica e matematica ad offrire maggiori sbocchi lavorativi. Specie per le donne la scelta non può che basarsi sulla consapevolezza che non su fattori consolidati e abitudini socio culturali.

Una volta convinti dell’opportunità di continuare gli studi, le strade possono essere infinite. Ad esempio meglio studiare in Italia o all’estero? Molte università italiane sono di ottimo livello, ma per chi vuole il top della classifica tutto dipende dalle disponibilità economiche della famiglia. Ognuno dovrebbe andare nel posto migliore in cui può permettersi di andare, ma facendosi un esame di coscienza perchè impegno e sforzi economici richiesti potrebbero essere notevoli.

Più che scegliere l’università per questioni di classifica si dovrebbe fare attenzione al corso universitario più corrispondente ai propri interessi. Inutile essere ossessionati dal ricercare la migliore facoltà del mondo. La motivazione personale fare qualcosa che piace è più importante del prestigio, così come sapere effettivamente cosa si andrà a studiare. Chi ha alte aspettative e ambisce ad alti livelli di soddisfazione personale ed economica, deve sapere che il motore di tutto è dentro sè stessi.

Università e lavoro

Ma aspetti motivazionali e psicologici a parte, è innegabile che in questi decenni ed in particolare con l’avvento di internet, sono nate molte professioni a cavallo tra tecnologia e comunicazione. Presente e futuro professionale è tutto concentrato su figure in grado di conciliare intelligenza artificiale e aspetti umani, primo tra tutti la gestione dei social. Dai robotic engineer ai digital marketing specialist, dal machine learning engineer al brand ambassador influencer, le aziende sono già in cerca di nuovi laureati che hanno competenze economiche ma sanno anche gestire algoritmi e big data.

Quali i laureati più richiesti? Secondo le ultimi analisi di vari istituti di ricerca, le maggiori possibilità di trovare lavoro dopo la laurea si riassumono sotto l’acronimo di Stem: Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Le percentuali occupazionali in questo caso sono dell’82% circa, contro il 74% delle restanti discipline. Volendo fare un discorso di genere, le donne scontano ancora stereotipi culturali penalizzanti e questi ambiti professionali sono ancora a prevalente maggioranza maschile.

In futuro i laureati in Italia più richiesti saranno quelli specializzati in materie scientifiche, geo-biologico, agrario, ingegneria. Discreta anche l’area giuridica, l’indirizzo linguistico, architettura e buone prospettive per economia. Saranno sempre meno richiesti laureati in aree umanistico letterarie, psicologia, insegnamento. Non bene anche ingegneria civile e ambientale, medicina, statistica, politica e sociale.

Salari neolaureati in italia

La laurea serve a guadagnare di più? Le ultime statistiche di Almalaureaa danno una visione d’insieme sulle realtà di oltre 150 mila studenti laureati in Italia usciti dalla scuola. Secondo queste ricerche chi sceglie di continuare il percorso di studi dopo il diploma ha ancora una convenienza economica e a lungo termine fa meno fatica a trovare lavoro. Trovano infatti occupazione circa il 70% dei giovani a un anno dalla laurea, ma la percentuale sale a circa l’87% dopo 5 anni.

Il tasso di occupazione dei laureati è del 78% contro il 65% di chi ha un diploma considerando un intero ciclo di vita professionale tra 20 e 64 anni. Il problema in Italia è rappresentato casomai dai guadagni. Lo stipendio di chi si laurea, ad una età media di circa 26 anni, si attesta tra i 1000 e i 1500 euro mensili, rispettivamente dopo 1 e 5 anni. Secondo uno studio di OD&M Consulting la classifica delle retribuzioni su base annua alla prima occupazione in Italia è la seguente:

  1. Laurea in ingegneria 28.180 euro
  2. Materie tecnico scientifiche 26.600 euro
  3. Giuridiche economiche 26.067 euro
  4. Lauree umanistiche 22.400 euro
  5. Letterarie 20.970 euro

Retribuzioni laureati in Europa

C’è da dire che a parità di titolo di studio ed esperienza, i laureati uomini guadagnano circa il 10% in più rispetto alle donne. Il gender pay gap comunque esiste in ogni paese del mondo, anche in nazioni dove a parità di università frequentata, i giovani lavoratori sono retribuiti molto più che in Italia. La differenza di retribuzioni tra il nostro paese ad esempio è molto elevata in confronto alla Germania, dove un laureato con dottorato guadagna circa il doppio (63 mila euro) che un giovane italiano. Ma nel resto d’Europa le cose come vanno?

Le retribuzioni dei giovani laureati con e senza dottorato nel resto d’Europa sono decismanete più alte e l’Italia con i suoi 28 mila euro è solo al 14 esimo posto. Secondo l’indagine Starting Salaries realizzata dalla società di consulenza aziendale Willer Tower Watson, al primo posto c’è la Svizzera, con oltre 73 mila euro, seguita da Danimarca, Norvegia e Germania dove i neo laureati guadagnano circa 50 mila euro. Peggio di noi fanno solo Spagna e Portogallo, ma ciò che che stupisce negativamente è la differenza minima di retribuzione tra un nostro neodiplomato e un neolaureato con dottorato di ricerca: solo 7 mila euro, un 28% in più, contro il 70% dei paesi più avanzati. Il grafico rende bene la situazione.

salari neolaureati in europa

Cervelli in fuga

E’ chiaro che di fronte ai precedenti dati sui salari dei laureati in Europa, molti giovani studenti italiani scelgono di andare a lavorare all’estero. La cosiddetta fuga di cervelli in Italia riguarda prevalentemente giovani ricercatori neolaureati altamente qualificati. In Europa la percentuale di chi vive in uno stato diverso da quello di residenza è circa il 3% ed più o meno la stessa percentuale riguarda gli italiani all’estero, ma in Italianel 35% dei casi si tratta di neolaureati che scelgono prevalentemente di andare a lavorare in Inghilterra, Germania, Francia e Svizzera.

Anche la capacità attrattiva di studenti stranieri in Italia non è troppo elevata dato che ci sono il 14% di dottorandi stranieri contro una media europea del 23%. Tra i motivi le difficoltà per la lingua ma soprattutto la mancanza di borse di studio e di supporti economici presenti in altre nazioni. Gli aiuti che altri paesi offrono ai neolaureati non riguardano solo il percorso di studio, ma anche per il proseguio della vita sociale e familiare, specie delle donne che oltre ad essere mamme vogliono avere un ruolo attivo ed importante in ambito professionale.

Insomma i nostri cervelli scappano all’estero ma qui ne arrivano pochi con un saldo decisamente negativo che non può non preoccupare per il futuro del nostro paese. Se cerchiamo i motivi economici dell’annosa discussione sui cervelli in fuga dal nostro paese non possiamo che considerare la scarsa presenza in Italia di multinazionali nel settore ricerca e sviluppo. Cosa serve un dottorato se poi nessuno lo richiede?

Orientamento per universitari

Comunque la si voglia vedere, è chiaro che scegliere cosa studiare all’università non possa più prescindere dal considerare il futuro del mercato del lavoro. In queste pagine abbiamo raccolto alcune delle migliori informazioni pratiche per conoscere più da vicino il mondo delle Università in Italia e all’estero. Orientamento ai corsi di laurea, finanziamenti, dottorati e possibilità lavorative.

Universitaly Sito curato dal Ministero dell’Istruzione per conoscere corsi di laurea, scoprire finanziamenti, borse di studio e trovare bandi per dottorati. E’ presente una sezione per studenti e una per famiglie con le risposte ai dubbi più comuni.

Studentville Come funziona l’università e quale facoltà scegliere? Una guida completa dedicati agli studenti con approfondimenti che vanno dal giorno dell’iscrizione, fino ai costi da sostenere e ai libri da acquistare

Tesionline Un sito dedicato alla conservazione e alla divulgazione delle tesi di laurea, master, dottorato e specializzazione. Inoltre molti approfondimenti e consigli in collaborazione con ‘Corriere Lavoro’

Cosp Centro per l’orientamento allo studio e alle professioni dell’Università degli Studi di Milano: un filo diretto con le scuole, soluzioni e risposte alle domande degli studenti

Unibocconi Le pagine dedicate all’orientamento universitario con tutte le informazioni utili e i consigli per accedere e frequentare l’Università Bocconi di Milano

Almaorienta E’ il servizio dell’Università di Bologna dedicato all’orientamento di studenti e famiglie per scegliere come iscriversi per affrontare l’esperienza universitaria in piena consapevolezza da un punto di vista formativo e professionale

Università italiane

Se siete in cerca di un elenco di università italiane qui di seguito potete trovare gli atenei divisi per città e specializzazione

Miur Il sito del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca: notizie, attività e approfondimenti su ricerca scientifica e tecnologica, alta formazione artistica e musicale

Cestor elenco di tutti gli atenei presenti nelle città italiane con specializzazioni, corsi di laurea, indirizzi e recapiti telefonici e online

Unitelematiche Un portale riconosciuto dal Miur che elenca e rappresenta tutte le università telematiche italiane per scoprire le offerte didattiche e come frequentare corsi e dare esami appoggiandosi su internet

Erasmusplus Programma di istruzione e formazione promosso dalla Commissione Europea per lo scambio internazionale tra studenti, tirocinanti, insegnanti animatori e volontari

Università all’estero

Se invece di scegliere di studiare in una università italiana si scegliesse un corso universitario all’estero, in quale nazione Europea converrebbe laurearsi per una carriera prospera? Per rispondere a questa domanda viene in aiuto l’indagine Education at a glance realizzata dall’Ocse e che contiene una serie di dati molto completi riguardanti il livello qualitativo delle strutture presenti in tutto il mondo: dalle possibilità di accesso, alla qualità di istruzione, insegnanti, ambiente di apprendimento. Non ultima vengono prese in considerazione i ritorni economici di chi ha conseguito titoli di studio nelle varie nazioni.

Dove conviene laurearsi? In questa speciale classifica che considera i maggiori guadagni dovuti ad una specializzazione nel corso della vita, l’Italia è all’undicesimo posto con una media di 190 mila euro. Al decimo la Repubblica Ceca con 263 mila euro, poi salendo con il reddito da laureato ci sono Germania, Francia, Austria Polonia, Ungheria, al quinto posto con 353 euro malgrado un ampio gap maschi femmine che guadagnano circa la metà a parità di titolo di studio. Svizzera, Irlanda  e Lussemburgo sono ai primi tre posti con un incremento di guadagno che in una intera carriera va  dai 422 euro agli oltre 570 mila euro del piccolo stato.