L’importanza di coltivare il senso dell’umorismo ogni giorno, portando più risate nella vita e sperimentando i molteplici benefici che ne derivano. Imparare a ridere è un investimento sulla salute del corpo e della mente e sulla felicità personale a lungo termine

Viviamo in mondo pieno di problemi e incertezze in cui sembra vincere la seriosità ostentata, che nulla ha a che vedere con la serietà della consapevolezza. Tutti dovremmo riscoprire il piacere di una sana risata, perchè avere senso dell’umorismo non significa essere superficiali, ma avere gioia, passione per il bello e una letizia interiore che aiuta a vivere meglio nel trovare soluzione ai problemi con più creatività.

I benefici dell’umorismo sono scientificamente provati da numerosi studi. Se la clownterapia è usata per allietare le sofferenze o ridurre i tempi di degenza dei pazienti, una risata riduce lo stress ed è contagiosa, democratica, libera. Non per niente si insegna a ridere anche a politici, manager delle grande aziende ed imprenditori. In questo articolo impareremo come coltivare il dono dell’umorismo per una vita più felice e sana.

Indice

Cos’è l’umorismo?

L’umorismo è una forma di intelligenza emotiva che ci permette di cogliere gli aspetti incongrui, paradossali o sorprendenti della realtà e di trasformarli in fonte di divertimento. Si basa sul contrasto tra le aspettative e la realtà, tra il serio e il grottesco, tra il logico e l’assurdo. L’umorismo fa ridere perché ci fa scoprire qualcosa di nuovo, di inaspettato, di insolito.

Avere senso dell’umorismo è nella natura umana e ha un ruolo dell’evoluzione cognitiva, sociale e culturale. Secondo uno studio dell’Università di Bristol, realizzato su 700 bambini dalla nascita ai 4 anni di età, i neonati già apprezzano forme di comicità elementari come il sollettico, gli scherzi e le facce buffe. Se dal primo mese i bambini ridono, dagli 11 mesi sono in grado di apprezzare diversi tipi di umorismo fisico, visivo e uditivo che coinvolge altre persone o oggetti.

Dopo i due anni l’umorismo fa uso del linguaggio, (ad esempio ridere per parole senza senso) e comprende scherzi fisici come le spinte. A tre anni subentra la socialità e la voglia di essere divertenti per gli altri. Il potenziale dell’umorismo a livello medico è molto elevato e non solo nei bambini. Ridere fa bene perchè attiva energia positiva che attira altra positività: sfera emotiva e corporea comunicano scatenando energia vitale ed entusiasmo.

L’umorismo nella storia

L’umorismo è una caratteristica umana che si manifesta in diverse forme e culture, e ha una lunga tradizione nella storia. La parola “humor” deriva dal latino “umor” che significa fluido, ovvero liquido, come lo sono le sostanza umane di sangue, bile e catarro, che nelle antiche teorie definivano i tratti della personalità. Un equilibrio tra queste sostanze era associato al benessere, mentre caratteri strani o eccentrici erano definiti umoristici, ovvero comici e divertenti.

Tracce di umorismo sono presenti in ogni cultura fin dai tempi più antichi. Già nell’antichità, filosofi, poeti e scrittori hanno riflettuto sull’umorismo e hanno usato la comicità per esprimere le idee, criticare il potere, educare il pubblico o semplicemente divertire. La Grecia antica è considerata la culla della comicità occidentale, grazie alla nascita della commedia come genere teatrale, ma Platone ed Aristotele consideravano l’umorismo in modo positivo solo se virtuoso e controllato.

La Roma antica ereditò dalla Grecia il gusto per la comicità, ma lo adattò al suo contesto storico e culturale accentuando gli elementi farseschi e musicali. L’umorismo medievale si manifestò soprattutto nella letteratura popolare, che aveva lo scopo di intrattenere e istruire il pubblico ed era spesso basato sul contrasto tra le aspettative e la realtà, tra il sacro e il profano, tra il nobile e il plebeo.

Come funziona l’umorismo?

Gli esseri umani di tutte le razze sorridono per dimostrare felicità e piacere. Ridere è un linguaggio universale che ha un enorme valore culturale e sociale. L’umorismo è un’espressione naturale che ricerchiamo come un bisogno perchè ci permette di vedere il lato positivo e divertente delle cose, anche quando sembrano grigie e noiose. E’ una capacità che possiamo allenare e migliorare, proprio come un muscol. Ecco perché conviene capire un pò meglio come funziona.

Fondamentalmente l’umorismo si basa su due meccanismi principali: l’incongruenza e la risoluzione. L’incongruenza è la discrepanza tra ciò che ci aspettiamo e che accade realmente, tra ciò che è normale e ciò che è strano, tra il logico e l’assurdo. L’incongruenza crea una tensione emotiva che cerca una spiegazione o una soluzione. La risoluzione è il momento in cui troviamo una spiegazione all’incongruenza, spesso inaspettata e sorprendente.

La risoluzione provoca una scarica emotiva di sollievo e piacere, che si manifesta con il riso o il sorriso. L’umorismo, quindi, è un modo per gestire le incongruenze della vita, trasformandole in opportunità di divertimento e apprendimento. Ci aiuta a relativizzare i problemi, a vedere le cose da una prospettiva diversa, a ridimensionare le nostre paure e a rafforzare la nostra autostima.

Nel libro Lo Humor il filosofo Noel Carrol sostiene come la comicità sia uno stato emozionale con una precisa funzione sociale. L’umorismo può favorire la condivisione di regole tra sconosciuti, alleviare la tensione tra persone, punire comportamenti scorretti o sedurre, ma può anche servire a dare un senso di superiorità e disprezzo nei confronti del goffo. Il bersaglio è particolarmente evidente nelle burle, che mortificano le vittime degli scherzi. Esistono forme di ironia sana ma anche il riso malvagio e cattivo.

Benefici di una risata

L’umorismo positivo è una forma di comunicazione sociale che ci avvicina agli altri, ci fa sentire parte di un gruppo, ci fa esprimere emozioni ed opinioni. Ma ridere fa anche bene al nostro corpo perchè coinvolge diversi muscoli del viso e del corpo e ha effetti positivi su diversi aspetti della nostra salute fisica, come il sistema immunitario, il sistema cardiovascolare, il sistema respiratorio e il sistema nervoso.

Ridere aumenta la produzione di anticorpi e di cellule immunitarie che combattono infezioni e malattie. Riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress che indebolisce le difese immunitarie. Abbassa la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, migliora la circolazione e la funzione dei vasi sanguigni, prevenendo l’ipertensione, l’infarto e l’ictus. Facilita la respirazione e aumenta l’ossigenazione del sangue e dei tessuti, favorendo la respirazione e la pulizia dei polmoni per chi soffre di asma o allergie respiratorie.

Ridere stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche naturali che agiscono come analgesici e antinfiammatori. Le endorfine inoltre migliorano l’umore e contrastano la depressione. Uno studio ha evidenziato che le persone con artrite reumatoide, che partecipano a sessioni di terapia dell’umorismo, hanno una diminuzione del dolore e una maggiore qualità della vita rispetto a quelle che non lo fanno.

Umorismo e psiche

L’umorismo non solo fa bene al corpo, ma anche alla salute mentale. Ridere e scherzare ci aiuta a liberarci delle tensioni, a esprimere le emozioni, a superare le paure e a vedere le cose da una prospettiva più positiva. Vediamo in dettaglio alcuni dei benefici che l’umorismo apporta alla nostra psiche.

Riduce lo stress. Quando ridiamo, il nostro corpo produce endorfine, sostanze chimiche che ci fanno sentire bene e che contrastano gli effetti negativi dello stress. Inoltre, ridere fa diminuire i livelli di cortisolo e adrenalina, ormoni che aumentano la pressione sanguigna e il battito cardiaco. L’umorismo aiuta quindi a rilassarci e a gestire meglio le situazioni stressanti.

Migliora l’umore. Ridere ci rende più felici e soddisfatti della vita. L’umorismo ci permette di apprezzare le cose belle e di non lasciarci sopraffare dai problemi. Una risata stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore e che previene la depressione. E’ quindi un antidoto naturale alla tristezza e alla malinconia.

Rafforza l’autostima. Ridere di se stessi e delle proprie debolezze ci aiuta a non prendere tutto troppo sul serio e a non essere troppo severi con noi stessi. L’umorismo ci insegna ad accettarci per come siamo, con i nostri difetti e le nostre qualità, e a non vergognarci di mostrarli agli altri. Ci fa sentire più sicuri di noi stessi e più capaci di affrontare le sfide.

Favorisce la creatività. Ridere stimola il pensiero laterale, ovvero la capacità di trovare soluzioni originali e inusuali ai problemi. È un sintomo di intelligenza perché ci spinge a uscire dagli schemi mentali e a vedere le cose da angolazioni diverse. Ci rende quindi più flessibili, aperti e innovativi alle sfide quotidiane.

Migliora le relazioni. Ridere insieme ad altre persone crea un legame di affinità, complicità e fiducia. Facilita la comunicazione, la collaborazione e la risoluzione dei conflitti. Aiuta anche a essere più tolleranti, empatici e altruisti verso gli altri. L’umorismo è quindi un elemento fondamentale per costruire relazioni sane ed armoniose.

Imparare a ridere

Molte persone sottovalutano il potere di una risata. Perchè i bambini ridono circa quattrocento volte al giorno mentre gli adulti solo quindici? Il problema è che negli ambienti di lavoro e in qualsiasi situazione quotidiana, più che di senso dell’umorismo, siamo bombardati da problemi, notizie negative e frustrazioni che alimentano un clima di insicurezza che isola e fa sentire soli.

Se sui social tutti si odiano e la vita sembra non sembra presentare occasioni gioiose, ci sono molte tecniche e attività divertenti che possono aiutare a sviluppare senso dell’umorismo. Si può imparare a ridere come esercizio volontario coltivando ogni giorno una letizia interiore che allontana le paure. L’importante è fare uscire la risata da dentro ritrovando la leggerezza dei bambini.

I genitori per primi devono trovare la chiave comica dei figli per insegnare a fronteggiare le difficoltà e in generale la vita. Ridere è una attitudine familiare e mamma e papà possono trasmettere ai figli un atteggiamento aperto al sorriso. Bastano racconti divertenti della giornata, oppure si possono leggere insieme filastrocche, storie fantastiche e buffe. Anche da adulti non è mai tardi per imparare a ridere, ma come?

Per gli adulti vale sempre la pena fare un sorriso pensando a se stessi, alla vita e alle situazioni che capitano, anche senza motivo. Il solo atto della risata è sufficiente ad attivare molti meccanismi benefici. Che il sentimento di gioia sia più o meno spontaneo non è importante, anche ridere per finta è una buona pratica. Va bene anche giocare a fare i buffoni. Come? Si può provare ad iniziare la giornata facendo boccacce allo specchio senza condizioni e liberamente.

Un’espressione del volto rilassata aiuta a ridere più spesso ed il messaggio che si segnala agli altri è di personalità generosa, estroversa e cordiale. La risata è contagiosa e associata a esercizi di respirazione e movimenti collettivi è ancora più semplice si scateni. Nel quotidiano è importante sdrammatizzare cercando di allontanare le situazioni negative e guardando le cose da un punto di vista positivo. E imparare a ridere è il modo migliore per vedere i problemi in modo diverso, cambiare abitudini e rompere i soliti schemi di pensiero.


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Autore: Redazione
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