uccelli che cantano

Fare musica con gli uccelli che cantano? C’è chi non solo studia i vocalizzi dei pennuti, ma cerca anche di interagire con loro per creare nuove composizioni intrecciando natura, evoluzione e bellezza

Uno di questi è David Rothemberg, clarinettista, compositore, filosofo e appassionato ornitologo e professore di Filosofia e Musica presso il New Jersey Institute of Technology. Venne alla ribalta già con il suo primo libro Why birds sing, un viaggio nel mistero degli uccelli che cantano. La sua esperienza di musicista insieme agli uccelli non mancò di incuriosire. Perchè qui non si tratta solo di rispondere al canto dei pennuti, ma di interagire con loro creando nuova musica.

Frutto di cinque anni di studi in giro per il mondo, il libro, diventato poi in un documentario trasmesso dalla BBC TV, includeva anche un cd con un duetto con “George”. Non è un cantante qualsiasi, ma un uccello Lira che vive nel Parco Nazionale di Lamington, nel Queensland in Australia. Successivamente David Rothenberg ha prodotto altri cd collaborando con vari musicisti e portando sul palco nei concerti live gli uccelli canterini. La ricerca di David si è sempre concentrata sui meccanismo evolutivi e sulla bellezza. E’ insomma un tentativo riuscito di unire arte e scienza.

Lo scopo dei suoi studi è anche capire perchè esistono uccelli che cantano. La conclusione è tanto ovvia da essere geniale: perchè lo possono fare. Proprio come noi, in fondo. Così “George”, uccello Lira simile ad un fagiano con una grossa coda piumata, può cantare per un giorno intero. Vere e proprie melodie con una struttura del tutto simile alla musica umana. C’è un inizio, una parte intemedia ed una fine. In più danza e arricchisce il suo canto con frammenti di melodie che di solito ascolta da altri uccelli. Mentre in questo caso ad ispirarlo sono le note suonate dal clarinetto di David.

Perchè gli uccelli cantano?

Ma George non è l’unico pennuto ad amare il canto. I biologi stanno studiando 28 specie particolarmente dotate in questo campo. Alcuni si esibiscono in solitario su un filo del telefono, ma altri amano esibirsi in gruppo. Ad esempio lo scricciolo coda semplice di Perù e Ecuador ha un repertorio di 15-20 canzoni. Formate da quattro melodie, maschi e femmine si scambiano la parte con precisione sbalorditiva. Secondo gli studiosi il loro canto è il più complesso del mondo animale.

Gli scienziati sostengono che i pennuti cantano per procurarsi un partner o per proteggere il loro territorio. Ma David va oltre la teoria evoluzionistica di Darwin. Secondo lui il canto degli uccelli farebbe parte di ricerca estetica della natura, una consapevolezza conquistata nel tempo e che anche agli animali fa apprezzare la bellezza delle cose. Il gusto degli uccelli si concentra sulle forme, sui colori del piumaggio, ma è nel mondo dei suoni che danno il meglio.

Canto che divide e musica che unisce

Nel campo della scienza evoluzionistica un altro punto centrale è capire come le specie animali si sono differenziate e quali sono i motivi che hanno creato un isolamento riproduttivo in insiemi di varietà compatibili: territorio, divisioni geografiche, migrazioni, ma non solo. Si è scoperto che i segnali comportamentali possono avere un ruolo importante nelle dinamiche di accoppiamento. In particolare negli uccelli la compatibilità canora è fondamentale.

Per scoprirlo i naturalisti hanno preso in considerazione decine di esemplari di due varietà affini di passeri che condividono territorio e habitat ma che si differenziano nel canto, la Sylvia c. cantillans e Sylvia c. moltoni. Hanno registrato suoni, gorgheggi, cinguettii e li hanno fatti riascoltare agli uccelli osservandone le reazioni. Risultato? Sia i maschi che le femmine sottoposte al canto dell’altra specie hanno mostrato una diffidenza non riscontrata con il canto degli uccelli della loro varietà. E’ proprio la differenza nelle frequenze dei cinguettii a provocare l’isolamento riproduttivo che crea la separazione delle specie e una diversa storia evoluzionistica.

Insomma condividere i gusti musicali con l’anima gemella non è un caso e non riguarda solo gli uomini. Le varietà che non si capiscono con i suoni, si differenziano anche geneticamente. Gli appassionati dello stesso genere musicale sono più propensi ad attrarsi, ad avere rapporti amorosi e quindi a riprodursi? Chissà. Non esistono statistiche e studi precisi in merito. Comunque se ascoltate hard rock, pensateci due volte prima di fidanzarvi con un appassionato di musica jazz.