Uccelli cantano su un ramo

Molte persone si dedicano al birdwatching per osservare e ascoltare gli uccelli che cantano. Alcuni ornitologi interagiscono con i vocalizzi, ma l’inquinamento acustico dell’uomo copre i cinguettii e ha effetti sulle biodiversità

Per studiare gli uccelli che cantano non serve essere esperti ornitologi, il birdwatching forse non è propriamente uno sport, ma richiama alla memoria l’Inghilterra, quando l’arte della caccia si sposava a quella dell’avvistamento presso la nobiltà del secolo. Oggi invece è una attività che consente di stare all’aria aperta e può essere praticato da persone di ogni età, in ogni habitat e in qualsiasi periodo dell’anno. D’altronde quasi diecimila i tipi di uccelli sono pronti per essere ascoltati e riconosciuti da chi ha pazienza e voglia di scoprirli.

Basta un binocolo e con l’aiuto della tecnologia ci si può improvvisare birdwatcher per mettersi ad osservare e studiare gli uccelli in natura imparando a distinguere il canto e conoscere il comportamento delle diverse tipologie di volatili. Si possono conoscere abitudini, specie stanziali e migratorie che in determinati periodi dell’anno si trovano a transitare in zone definite. Il birdwatching è una passione che ha contagiato e continua a entusiasmare gli amanti della natura con l’ascolto e il riconoscimento dei canti.

Canto degli uccelli

Nelle grandi città non è raro ascoltare il canto di uccelli ad ogni ora della giornata. Basta un albero in un giardino condominiale perchè merli, passeri o pettirossi ci allietino o infastidiscano con i loro canti dalle 4 del mattino. Ma se già non ne potete più di sentire tanti cinguettii all’alba, sappiate che questi uccellini sono destinati a cantare sempre più forte, proprio per farsi sentire. Ma perchè gli uccelli cantano? Perchè lo possono fare e fondamentalmente per delimitare un territorio o per conquistare un compagno.

Gli scienziati sostengono che gli uccelli cantano per procurarsi un partner o per proteggere il loro territorio. Ma oltre alla teoria evoluzionistica di Darwin, alcuni scienziati sostengono che il canto degli uccelli è parte di una ricerca della bellezza che esiste in natura, una consapevolezza conquistata nel tempo anche dagli animali. Il gusto degli uccelli si concentra sulle forme, sui colori del piumaggio, ma è nel mondo dei suoni che danno il meglio.

Secondo i biologi esistono 28 specie particolarmente dotate nel canto di vocalizzi. Alcuni si esibiscono in solitario su un filo del telefono, ma altri amano esibirsi in gruppo. Ad esempio lo scricciolo coda semplice di Perù e Ecuador ha un repertorio di 15-20 canzoni. Formate da quattro melodie, maschi e femmine si scambiano la parte con precisione sbalorditiva. Secondo gli studiosi il loro canto è il più complesso del mondo animale, ma cantare può non essere così facile nel baccano di un centro urbano tra traffico automobilistico, rumore di aerei, fabbriche.

Inquinamento acustico

Gli scienziati dell’Università di Leiden hanno verificato che per competere con i suoni a bassa frequenza del traffico stradale, le cinciallegre di città sono costrette a innalzare la tonalità vocale e a cantare molto più velocemente. Così facendo accorciano volontariamente la prima e più importante nota bassa di ogni loro canzone. Gli studiosi sostengono che a imporre questo comportamento sia la maggiore turbolenza delle città che inevitabilmente interferisce con la trasmissione dei suoni nell’aria molto più che nelle zone boschive.

Gli effetti del rumore sugli uccelli sono stati studiati anche nella zona della città di San Francisco da David Luther, professore di biologia alla George Mason University. Esaminando il canto dei passeri si è notato come, rispetto ai cugini che vivono in campagna, questa specie è costretta a cantare un tono più in alto. In questo modo però riduce l’estensione vocale e la gamma di melodie risulta alterata. Il risultato è una performance vocale complessivamente peggiore, con una diminuita capacità di attrarre compagni. Sono ovvie le ripercussioni a livello riproduttivo.

L’inquinamento acustico causato dell’uomo vai ad interferire con la biodiversità. Presumibilmente uccelli di città e campagna svilupperanno percorsi evoluzionistici diversi sulla base del loro canto. Proprio la capacità di adattare il canto al rumore potrebbe essere la causa della proliferazione di alcune specie rispetto ad altre nelle aree metropolitane. Al contrario di altre specie scomparse dalle città, per esempio le cinciallegre riescono a sopravvivere molto bene in molte aree metropolitane.

Canto e biodiversità

Il rapporto Birds in Europe realizzato da Birdlife International, dice che complessivamente ci sono un 70% di specie selvatiche di uccelli a rischio estinzione in Europa. Considerando un totale di 541 specie di uccelli selvatici in 50 Paesi europei, siamo passati dalle 40 specie in pericolo degli anni 1990-2000, alle 68 del periodo 2000-2010. Il rumore ovviamente non è la sola causa, ma si aggiunge ad una concomitanza di fattori negativi che influiscono sulla vita degli uccelli e non solo.

Tra le specie più a rischio rumore, anche se nessuno quasi mai ne parla, c’è l’uomo. Infatti i troppi decibel delle grandi città sono una importante causa di patologie anche gravi. Chi è sottoposto ad inquinamento acustico soffre maggiormente di cardiopatie, disturbi del sonno, stress, inoltre può subire ritardi nell’apprendimento e invecchiamento precoce. Il silenzio non sarà ancora un elisir di lunga vita, ma quasi. Ecco perchè sempre più specialisti consigliano di proteggere le orecchie cominciando dall’ascoltare musica a basso volume, sperando che anche il canto degli uccelli diventi meno forte.

Uccelli che cantano con l’uomo

Gli uccelli che cantano da sempre in incuriosiscono l’uomo sotto vari aspetti naturalistici, di carattere evolutivo o anche musicale. Ma c’è chi va ancora oltre, come David Rothemberg, clarinettista, compositore, filosofo e appassionato ornitologo e professore di Filosofia e Musica presso il New Jersey Institute of Technology. Il suo primo libro Why birds sing, diventato poi in un documentario trasmesso dalla BBC TV, è un viaggio nel mistero del canto degli uccelli frutto di cinque anni di studi in giro per il mondo. Si vede lo studioso interagire con George, non un cantante qualsiasi, ma un uccello Lira che vive nel Parco Nazionale di Lamington, nel Queensland in Australia.

Questa specie di uccelli simili a fagiani con una grossa coda piumata possono cantare per un giorno intero. Si tratta di vere e proprie melodie con una struttura del tutto simile alla musica umana. C’è un inizio, una parte intermedia ed una fine. In più danza e arricchisce il suo canto con frammenti di melodie che di solito ascolta da altri uccelli. Mentre in questo caso ad ispirarlo sono le note suonate dal clarinetto di David. Successivamente David Rothenberg ha prodotto altri cd collaborando con vari musicisti e portando sul palco nei concerti live gli uccelli canterini. La ricerca di David si è sempre concentrata sui meccanismo evolutivi legati alla bellezza.

Canti ed evoluzione

Condividere i gusti musicali con l’anima gemella è una sana abitudine che non riguarda solo gli uomini e che interessa molto la scienza evoluzionistica. Un punto centrale è capire come le specie animali si sono differenziate e quali sono i motivi che hanno creato un isolamento riproduttivo in insiemi di varietà compatibili: territorio, divisioni geografiche, migrazioni, ma non solo. Si è scoperto che le varietà di uccelli che non si capiscono con i suoni, si differenziano anche geneticamente e i segnali comportamentali possono avere un ruolo importante nelle dinamiche di accoppiamento. In particolare la compatibilità canora è fondamentale.

Per scoprirlo i naturalisti hanno preso in considerazione decine di esemplari di due varietà affini di passeri che condividono territorio e habitat ma che si differenziano nel canto, la Sylvia c. cantillans e Sylvia c. moltoni. Hanno registrato suoni, gorgheggi, cinguettii e li hanno fatti riascoltare agli uccelli osservandone le reazioni. Risultato? Sia i maschi che le femmine sottoposte al canto dell’altra specie hanno mostrato una diffidenza non riscontrata con il canto degli uccelli della loro varietà. E’ proprio la differenza nelle frequenze dei cinguettii a provocare l’isolamento riproduttivo che crea la separazione delle specie e una diversa storia evoluzionistica.

L’uccellino canta Bach

Tra gli uccelli che cantano è da citare senz’altro il Cyphorhinus Arada, conosciuto in portoghese come Uirapuru e nei paesi anglosassoni come scricciolo musicista o organista per le sue particolari qualità canore. Questo piccolo e coloratissimo uccellino che vive nell’area Amazzonica, già protagonista di leggende e favole, è stato studiato dall’Istituto Max Planck di ornitologia in Germania in virtù della sua particolare capacità di produrre melodie forti ed elaborate.

Gli studiosi, coadiuvati dal biologo Henrik Brumm e dal compositore Emily Doolittle, hanno scoperto che lo scricciolo musicista nel suo canto utilizza gli stessi intervalli, ottave, quinte giuste e quarte perfette, che hanno una sorprendente somiglianza con la musica occidentale e con le forme abitualmente utilizzate da tutti i compositori a cominciare da Bach. Non contenti, hanno provato a proporre ad un gruppo di ascoltatori il canto degli uccelli insieme a versioni delle canzoni generate dal computer con intervalli leggermente modificati. Gli uccellini sono stati giudicati come dotati di maggiore musicalità.

L’Uirapuru non è solo famoso nella mitologia e nell’arte, le sue melodie sono ben presenti anche nella musica musica brasiliana. Il compositore Heitor Villa-Lobos già nel 1917 ha voluto omaggiare il pennuto componendo un pezzo per balletto chiamato Uirapuru. Anche in questo caso i ricercatori sottolineano comunque come tutti gli uccelli siano musicali: in natura ci sono 4000 specie diverse di uccelli che intonano altrettanti canti differenti, magari non tutti così piacevoli.

Anche i topi cantano

Gli appassionati dello stesso genere musicale sono più propensi ad attrarsi, ad avere rapporti amorosi e quindi a riprodursi? Chissà. Per quanto riguarda l’uomo non esistono statistiche e studi precisi in merito ma l’importanza della voce nel sedurre è sicura. Comunque il fenomeno sembrerebbe riguardare varie specie animali e non solo gli uccelli che cantano. Se nel caso dei pennuti una certa propensione al canto non può creare grossa sorpresa, la stessa cosa non si può dire nell’immaginare un topo che si metta a cantare dolci melodie per conquistare una femmina.

Eppure gli studiosi dell’Università di St. Louis di Washington, Timothy Holy e Zhongseng Guo, hanno scoperto che anche i topi cantano vere e proprie canzoni d’amore. Cresce insomma la lista di esseri viventi capaci di emettere suoni con caratteristiche musicali, che vede l’uomo in compagnia di uccelli, pipistrelli e poche altre specie di mammiferi come balene, delfini e gibboni. Ma dalla vocina di un roditore non aspettatevi di ascoltare qualcosa di simile ad una melodia umana. In realtà il canto di questi animali non è percepibile dall’orecchio umano. Si tratta di ultrasuoni che una volta rielaborati al computer nascondono vere e proprie melodie, ricche quanto quelle degli uccelli.

I ricercatori non sono ancora sicuri sul ruolo che il “canto” dei topi avrebbe nella selezione di un compagno da parte di una femmina. Insomma, la possibilità che il maschio più abile nel canto sia anche avvantaggiato dal punto di vista riproduttivo, come accade negli uccelli, deve essere ancora studiata. Gli scienziati sono arrivati alla scoperta in modo casuale, mentre analizzavano la risposta di alcuni topi maschi agli stimoli provocati da feromoni sessuali contenuti nelle urine delle femmine di topo. L’esperimento, ripetuto con 45 topi diversi, ha prodotto sempre risultati positivi e con melodie differenti.

Ornitologia e specie di uccelli

L’uomo moderno, forse per una malcelata inferiorità nei confronti di chi vola, o per questioni di appetito, non è mai stato magnanimo nel definire gli uccelli. Galline, oche, struzzi, merli sono stati sinonimi di stupidità, ma come ha dimostrato Jennifer Ackerman nel libro The genius of bird, la loro intelligenza è simile a quella di molti primati. Hanno una memoria incredibile, possono orientarsi e contare, tanto che nel corso dei secoli, dalla colombe fino alle aquile, l’uomo li ha addestrati e utilizzati anche come simbolo di potere.

Sempre lo stesso uomo vive intere giornate chiuso in uffici con le luci al neon guardando computer e cammina per strada con gli occhi appiccicati allo smartphone, ma basta sollevare lo sguardo al cielo per scoprire l’universo affascinante degli uccelli. Dai passeri ai piccioni fino ai merli e ai gabbiani, anche le nostre città sono diventati la metà preferita di molte specie tra le oltre 10 mila che popolano la terra. Ma come riconoscere e ascoltare il canto degli uccelli? Ecco una guida con l’elenco di specie diverse insieme a fotografie, descrizione e modalità di richiamo.

Per riconoscere il canto degli uccelli si può usare lo smartphone con BirdGenie, una applicazione che contiene una lista di suoni emessi dalle diverse specie basandosi sul tono, timbro e ritmo. Disponibile per Android e iPhone questa app contiene anche informazioni su più di 90 specie di uccelli e ben 145 tipi di canto. Basta registrare il segnale prodotto dall’uccello nel proprio habitat e il gioco è fatto, questo semplice strumento è divertente ha molteplici opzioni, una flessibilità notevole per la visualizzazione e soprattutto fa il lavoro che solo un esperto potrebbe svolgere.

Cantiuccelli Come riconoscere i principali canti: una guida per ascoltare i richiami più popolari suddivisi in categorie e in ordine alfabetico per una ricerca più agevole

Lipu Si tratta di un’associazione nata per la conservazione della natura, partendo proprio dalla protezione dei volatili e dei loro habitat

All About Birds Una splendida guida sulle diverse specie nel mondo, con foto e descrizioni di abitudini e ambiente. Molte sono le fotografie, immagini e video di specie diverse granivori, insettivori, acquatici, rapaci, canarini, uccelli esotici e pappagalli

Hobbyuccelli Il portale italiano di ornitologia: contiene informazioni su allevamento e cura, alimentazione, patologie aviarie, birdgardening, birdwatching di rapaci e la falconeria

Avibase Un database riguardante tutti gli uccelli del mondo, contiene più di 2 milioni di record che riguardano 10.000 specie e 22.000 sottospecie

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Birds Una guida fotografica con immagini tecnicamente ricercate e video dedicati agli uccelli in Italia e in Europa per tutti gli appasionati di natura e ambiente

Birdwatching riconoscimento uccelli

Per conoscere più da vicino le specie di uccelli che si aggirano vicino a casa, individuare gli stormi che migrano o divertirsi con il gioco del riconoscimento in un parco e nel bosco, si può iniziare dal quotidiano, alzando gli occhi al cielo e semplicemente godere di quella sensazione di gioia che trasmette il volo libero degli uccelli nel cielo. Con circa settemila appassionati gli italiani sono ancora lontani dalla frequentazione degli americani che sembra comprendere ben 20% della popolazione, seguita dall’Inghilterra con il 6% in continua crescita come la voglia di vivere un’esperienza avventurosa a contatto diretto con la natura.

In Italia la Lipu (Lega italiana protezione uccelli) sostiene da anni chi pratica il birdwaatching a livello amatoriale con informazioni, appuntamenti a tema per chiunque è alle prime armi e vuole osservare e anche difendere gli uccelli che vivono in una determinata zona. Visite guidate nelle riserve naturali, possibilità di aiutare a salvare uccelli e habitat con programmi mirati sono attività di sensibilizzazione nel rispetto della natura presso le sue oasi protette.

Si può fare birdwatching in tutta Italia nei parchi e nelle riserve naturali dove esistono sezioni dedicate all’osservazione degli uccelli. Un’occasione per scoprire paesaggi incontaminati e immergersi nella bellezza della natura. Dal Parco Nazionale del Gran Paradiso con l’aquila in primo piano, alla pianura del Delta del Po dove da anni si svolge una fiera internazionale dedicata al birdwatching (Po Delta Birdwatching Fair) tra concorsi fotografici, escursioni e prove sul campo. E ancora all’interno del Parco della Maremma, come nel Parco del Gargano è possibile effettuare escursioni in qualsiasi periodo dell’anno.