peer to peer

Un rapporto del governo degli Stati Uniti mette in dubbio la tesi secondo cui la crisi della musica sarebbe legata esclusivamente alla pirateria digitale

Francia e Inghilterra hanno delle leggi per mettere un freno agli utenti del peer to peer. Si chiamano Digital Economy Act e Hadopi. Da molti anni l’industria musicale e cinematografica fanno pressioni sui politici americani per l’introduzione di qualcosa di simile.

La tesi è sempre stata che il peer to peer fosse responsabile di danni inestimabili al mercato dell’intrattenimento. Questi calcoli ora vengono messi in discussione da una relazione ufficiale del governo americano. Commissionata dal Congresso degli Stati Uniti, pur accettando la tesi che le varie forme di pirateria siano un freno all’economia, solleva molti dubbi sulle metodologie utilizzate dai ricercatori che lavorano per case discografiche e studios cinematografici. In particolare vengono messe in dubbio le perdite di miliardi di dollari esibite dall’industria dello spettacolo derivanti dalla contraffazione.

Secondo il rapporto non possono essere imputate al peer to peer con certezza a causa della mancanza di studi approfonditi e di un’infinità di variabili da considerare.

Impatti economici peer to peer

Gli esperti ritengono sia difficile, se non impossibile, quantificare gli impatti economici del peer to peer. Molte ricerche considerano ad esempio ogni file musicale illegalmente condiviso con una mancata vendita. Quindi calcolano le perdite totali moltiplicando il costo di una canzone per i milioni di file scaricati illegalmente. Ma questo metodo ignora che se il file sharing non esistesse, probabilmente ci sarebbe molta meno musica in circolazione, piuttosto che molta più gente disposta a spendere soldi in dischi.

Inoltre il confronto tra le vendite di musica e cd degli anni ’90 rispetto ad oggi, pur essendo gravemente penalizzante, non considera le forme alternative di fruizione musicale. Nel frattempo sono nati nuovi canali tv, radio online, suonerie. Non esaminano nemmeno la concorrenza che la musica negli anni ha via via ha subito dal boom di prodotti di intrattenimento come giochi, dvd, pay-tv. Ma non è tutto: secondo la relazione il peer to peer potrebbe avere avuto addirittura impatti positivi a livello di marketing. C’è chi ha scaricato mp3 solo per un ascolto di prova, prima di procedere all’acquisto di copie legittime. Parole che sembrano fatte apposta per creare ulteriori polemiche.