troppo lavoro

Si chiama workaholism la sindrome della dipendenza da troppo lavoro. Una patologia che colpisce l’8% di lavoratori in tutto il mondo. Ma prolungare oltre ogni limite la propria dedizione al lavoro fa male

Oggi lavorare è considerata una fortuna visti i tempi che corrono. Ma attenzione a non esagerare. Troppo lavoro fa male e può trasformarsi in workaholism. Termine inglese traducibile come ‘ubriacatura da lavoro’ che a lungo andare può avere serie conseguenze sulla salute.

In ufficio il vostro capo richiede sempre maggiore impegno. E’ importante raggiungere i risultati che i capi si sono prefissati. Non si può sbagliare e poi per voi avere troppo lavoro non è mai stato un problema. Ma tra passione, ambizione e ossessione il confine è labile se inserito in un determinato contesto lavorativo e sociale. Sempre maggiori esigenze e aspettative diffuse in ufficio possono diventano fonte di stress e ansia. E’ allora che scattano meccanismi psicologici pronti ad annegare qualsiasi pensiero con una dose eccessiva di lavoro.

Tecnologia favorisce workaholism

Nuovi dispositivi sempre più affidabili permettono una continua connessione sempre e ovunque. Difficile staccare la spina. Lo dicono gli esperti e i dati raccolti sul campo pronti a dichiarare l’esistenza della sindrome del workaholism. Una forma di dipendenza di natura ossessiva capace di insinuarsi in qualsiasi persona, senza distinzione di genere e tipo di lavoro.

Segnali di troppo lavoro

Al troppo lavoro ci si abitua gradualmente e senza rendersene conto diventa una vera dipendenza a tutti gli effetti. Ma esistono una serie di allarmi che possiamo attivare per verificare la nostra condizione.

  • Pensare al lavoro in ogni momento della giornata e delle notte. L’ossessione per scadenze e appuntamenti si somma alla paura ingiustificata ed esasperata di licenziamento.
  • Lavoro compulsivamente, con automatismi ormai consolidati dalla mente. Come un bisogno irrefrenabile, difficile da controllare al pari di una qualsiasi forma di dipendenza.
  • Rimanere connessi. Controllare mail, rispondere alle chiamate e non abbandonare mai il proprio tablet o dispositivo mobile. Al giorno d’oggi è facile essere reperibili ovunque e non staccare mai dagli impegni lavorativi

Conseguenze troppo lavoro

Abbiamo già approfondito in un articolo i problemi per la salute generati da questa sindrome dei giorni moderni. Riassumendo in breve le patologie più frequenti sono:

  • Insonnia seguita da altri disturbi legati alla digestione, mal di testa e molto altro
  • Relazioni personali e familiari scadenti. I problemi di relazione sono inevitabili e si aggravano con il passare del tempo
  • Ansia e depressione. Si accompagnano generalmente a chi soffre di workaholism

Chi colpisce maggiormente

  • Manager, imprenditori, artigiani e liberi professionisti sono i più esposti alla dipendenza da loro a partire dal carico di responsabilità a cui sono sottoposti quotidianamente
  • Personalità con un’elevata motivazione al successo e al perfezionamento in un contesto lavorativo esigente

Lavorare troppo cosa fare

Solitamente è quasi impossibile interrompere da soli il circolo vizioso, c’è bisogno di un aiuto esterno. Al pari dell’alcolismo è necessaria una terapia psicologica individuale mirata per indagare le diverse cause del malessere e valorizzare la persona. Bisogna adottare delle strategie di comportamento per ingannare la mente e distoglierla dai modelli sclerotizzati. Meglio concentrarsi su se stessi, sulla propria vita privata e riappropriarsene.

In America esiste dal 1983 il gruppo workaholics Anonymous ormai diffuso in tutto il mondo. Si tratta di condividere su internet le esperienze e trovare un valido sostegno per andare avanti cercando di migliorare la propria ossessione da troppo lavoro senza dimenticarsi che lavorare meno non fa solo bene al benessere, ma anche alla produttività.