Si chiama On Space Time Foam la maestosa installazione fluttuante costituita da tre livelli di pellicole trasparenti creata dall’artista Tomas Saraceno per essere toccata, calpestata e vissuta dal pubblico

L’opera d’arte gonfiabile dell’artista architetto visionario Tomas Saraceno arriva fino a 34 metri d’altezza. Il pubblico è il vero protagonista, invitato a interagire camminando e saltando sulla stessa struttura sospesa al pari di un materassino gonfiabile trasparente.

Chi l’ha detto che l’arte deve essere una cosa noiosa e solo per esperti? La cultura può essere anche gioiosa. E questa è sicuramente una mostra divertente, oltre che una occasione per conoscere da vicino il geniale artista e architetto di fama internazionale Tomas Saraceno. Noto per le sue installazioni sorprendenti, e soprattutto per la sua continua ricerca di ecosistemi alternativi, città futuribili a basso impatto ambientale. Poche parole, al maestro piace stupire con i fatti e soprattutto le opere che valgono molto di più delle parole.

La filosofia di Tomas Saraceno viene subito percepita di fronte alla sua opera concepita per la stanza all’interno dell’Hangar: una gigantesca bolla d’aria oppure struttura fluttuante a tre livelli costruita con pellicole trasparenti pronta per essere ‘giocata’ da chiunque voglia provare l’ebrezza di salire su una scala, togliersi le scarpe e camminare sulla superficie che assomiglia a una bolla d’aria.

Sogno di un futuro ecologico e sostenibile? Certamente il pensiero dell’architetto va in quella direzione e si impegna a creare modelli abitativi capaci di superare l’emergenza che il Pianeta grida ormai da anni e pochi sembrano sentirla. Un altro esempio è il progetto denominato Aerocene, questa volta l’attenzione è rivolta allo spazio dove si bruciano cifre incredibili di idrocarburi.

La soluzione alternativa è di creare una struttura gonfiata ad aria e trasportata dal vento, una specie di mongolfiera come un pallone solare nero, che si muove grazie all’energia solare. Una sola persona si trova agganciata alla struttura sempre controllata da funi trattenute dallo staff dell’artista in uno spazio immenso, nel New Mexico presso le White Sands Dunes, lo stesso luogo dove è atterrato lo Shuttle negli anni ’80.