A 20 anni dalla scomparsa di Tom Jobim, il percorso artistico e umano dell’artista è descritto meticolosamente in una nuova biografia scritta da Sérgio Cabral e tradotta da Salvatore Solimeno per CasadeiLibri Editore.

Antonio Carlos Jobim è uno dei maggiori compositori, musicisti e interpreti del ‘900, capace di inventarsi insieme ad un gruppo di poeti, musicisti e artisti, un vero e proprio genere musicale: la bossanova.

Chi è l’autore Sérgio Cabral, classe 1937, è uno dei grandi del giornalismo musicale brasiliano: fondatore di riviste e collaboratore delle più grandi testate di stampa e tv, ha svolto un ruolo fondamentale di memoria storica della musica brasiliana scrivendo le biografie di artisti come Pixinguinha, considerato uno dei più grandi compositori brasiliani di Choro, di Nara Leao, la signora della bossanova, di Ataulfo Alves, ed è sua la ‘Storia delle Scuole di samba di Rio de Janeiro’. Sérgio Cabral ha avuto modo di frequentare e diventare amico dei protagonisti delle sue opere, come nel caso di Antonio Carlos Jobim, il ‘maestro sovrano’ della musica brasiliana ancora oggi amato in tutto il mondo.

La vita di Jobim Il libro percorre tutto la storia di Jobim a partire dal nonno fino alla fine dei suoi giorni, l’8 dicembre del 1994. In oltre 400 pagine di biografia a cui segue una dettagliata discografia c’è narrazione, ma anche dialoghi diretti che l’autore confessa di avere registrato anche di nascosto nei suoi incontri con Jobim, schivo alle interviste. Ci sono gli incontri, fondamentali per la nascita della bossanova, a cominciare da personaggi come Vinicius de Moraes e João Gilberto di cui vengono riportate delle lettere; c’è la musica, le registrazioni e i backstage dei concerti; c’è la vita bohèmien, il whisky e i momenti di vita privata, che si intrecciano con la vita sociale e politica una nazione che ha perso le libertà sotto il regime militare.

Musica e affari Oltre a tutto ciò nel libro è evidente come l’esplosione di un fenomeno musicale si intrecci suo malgrado con vicende legate ai concetti di prodotto e mercato, a cominciare dai rapporti complicati con editori, case discografiche e con il mondo della comunicazione, senza i quali la bossanova non sarebbe mai esistita. Per quanto concerne il suo rapporto con gli editori Jobim amava affermare ‘In Brasile c’erano gli apprendisti stregoni, a New York gli stregoni’. Basti pensare alla cessione dei diritti d’autore di Garota de Ipanema – canzone tra le più eseguite nel mondo – per 28 anni ad un editore che con una piccola clausola sul contratto raddoppiava quel periodo a sua insaputa e ne detiene ancora oggi i diritti.

Il valore della bossanova Eppure quella capitanata da Antonio Carlos Jobim e João Gilberto rimane una rivoluzione autentica: se il primo si inventa armonie e melodie senza tempo grazie ad una preparazione che è classica e popolare allo stesso tempo, il secondo trova un nuovo modo di suonare la chitarra e di cantare che diverrà un marchio di fabbrica. La bossanova è una sintesi di forme musicali e ritmi che conquista subito anche il jazz e i jazzisti, ma ha la fortuna e il merito di arrivare ad un pubblico molto più ampio che viene irresistibilmente travolto dalla sua sensualità in tutto il mondo. Così mentre Jobim conquistava l’America di Frank Sinatra e sulle sue armonie improvvisavano Stan Getz e i grandi musicisti jazz, Sergio Endrigo e Ornella Vanoni interpretavano la saudage mischiandola al cantautorato e alla tradizione melodica italiana entrando nel cuore degli italiani.