Mano intenta a tingere tessuti con colori naturali

Tingere tessuti con colori naturali accompagna da sempre l’uomo e ha contraddistinto l’evoluzione delle civiltà. Quasi tutte le piante contengono sostanze coloranti, ma quali sono le più adatte per colorare naturalmente?

Tingere tessuti con colori naturali non è solo una mania dell’uomo moderno alle prese con problemi di sostenibilità ambientale. E’ sempre stata una prerogativa delle civiltà nel corso della storia. Una modalità ora tutta da riscoprire per una nuova moda sostenibile.

Fin dal tempo dei graffiti preistorici l’uomo ha cercato un modo per dipingere e colorare. Tutto è sempre avvenuto con l’aiuto di materiali che trovava in natura, fino alla scoperta del primo colorante sintetico ottenuto dal catrame, nel 1856. Un evento che ha rivoluzionato le tecniche di colorazione e dato il via all’utilizzo incondizionato dei colori chimici in tutti i settori delle attività umane. Dalla loro introduzione sul mercato sono sempre stati più utilizzati anche nell’abbigliamento per tingere tessuti, nella decorazione e persino nell’alimentazione.

Le ragioni sono evidenti. Scintillanti e uniformi, i colori sintetici hanno una buona resa e una volta studiata la composizione, hanno costi irrisori.

Limiti coloranti sintetici

I coloranti sintetici assicurano prodotti convenienti e pratici. Ma quale prezzo per ambiente e salute? Sono difficili da smaltire e quindi destinati a rimanere a lungo nell’ambiente. Sostanze inquinanti dai nomi inquietanti come formaldeide, fenoli, benzoli, vengono utilizzati in quantità per combattere muffe, tarme e pieghe nei tessuti. Inoltre la produzione sintetica di colorante consuma energia per un processo che in natura avviene semplicemente grazie all’energia solare.

Tingere tessuti con colori naturali necessita di impegno ma il risultato è unico. Sul mercato la differenza è però nel prezzo. I coloranti naturali costano in media il 20% in più di quelli chimici e la gente non è ancora disposta a fare questo passo. Si tratta di un grosso lavoro nelle mani dell’informazione, l’unica capace di incrementare il numero dei consumatori e mettere in moto alternative alla portata di tutti. Maggiore consapevolezza anche nel vestire è un trend che si fa strada a partire dal controllo della filiera produttiva dove la voce tintori è solo una delle tante presenti.

Come fare i colori naturali

Le antiche tecniche per tingere tessuti con colori naturali sono già presenti nei manuali del Cinquecento e Seicento di Venezia, città all’avanguardia. Tutto avviene tramite un processo di bollitura di foglie, radici, cortecce, erbe e fiori da cui si estrae il colorante naturale. Nel frattempo viene preparato il tessuto, a bagno con mordenti semplici come il sale, il limone, l’allume di rocca o il tannino indispensabili per fissare i colori e anche per crearne di nuovi.

La fase di tintura vera e propria viene fatta in questo momento, quando al colore naturale si aggiunge il tessuto trattato tramite un’ulteriore bagno in ammollo o bollitura. Il risciacquo ripetuto più volte (l’acqua si deve schiarire) è l’ultima fase di lavorazione. Il risultato è unico per capi di biancheria ecologicamente compatibili sia con la pelle (non provocano pruriti e allergie) sia con l’ambiente.

Tingere tessuti con le piante

Una volta creati i colori base si può mescolarli e ampliare a piacimento la gamma cromatica su indumenti realizzati con fibre naturali quali lino, cotone, seta. Le piante, gli ortaggi e la frutta più comune per estrarre i colori naturali sono i seguenti.

Verde Le foglie della felce, la pianta della malva e l’oleandro sono le piante più utilizzate da chi vuole ottenere una tinta definita. Ma persino in cucina è possibile trovare materiale valido. Foglie di spinaci scartate possono diventare per esempio materiale da cui estrarre colore. Lo stesso con le foglie di alloro capaci di regalare sfumature verde oliva molto interessanti.

Rosso Oltre che dalla cocciniglia (pidocchio del cactus esportato dal Perù in tutto il mondo), si ricava anche dalle radici della robinia, pianta comune nell’area mediterranea. Anche il mallo del frutto della noce da recuperare a settembre dona effetto rossastri così come la radice di tarassaco. Arancione Fiore del Girasole, aghi di larice, la corteccia del prugno.

Marrone Le foglie di castagno, la corteccia del ciliegio. Viola Foglie di cavolo rosso, barbabietole e melograno. Giallo Buccia del bulbo della cipolla, il fiore della primula e della ginestra, le foglie dell’ippocastano, le foglie della betulla, la corteccia del melo, le foglie del rovo. Senza dimenticare la curcuma per un giallo luminoso. Blu La pianta del guado comune in Europa, o dell’indaco tipico dell’India. Mirtillo, sambuco, uva, gelsi neri.

Come abbinare i colori?

Ruote di colore e scale cromatiche a parte. Per combinare i colori basta un poco di buon senso e qualche semplice consiglio da rispettare ma anche da infrangere. Ormai le vecchie regole di non abbinare il rosso con il rosa o il nero con il blu per esempio non esistono più, stilisti di lusso sono stati i primi a non rispettarle anzi a farle diventare un vanto. Le stesse tinte possono avere sfumature talmente varie che è difficile definirle.

Pittori di ogni tempo si sono misurati con la creazione di pigmenti colorati e con le sensazioni di effetti armonici e discordanti. Teorie sul colore, studi sulla percezione fino al contributo di artisti del calibro di Van Gogh e Matisse. Lo stesso Matisse consigliava di osservare i tappeti orientali in cui i colori sono protagonisti attraverso giochi e composizioni.

Colori naturali e marchi in vendita

Diverse aziende italiane propongono tessuti biologici e sostenibili. Il famoso marchio H&M porta avanti ormai da anni il progetto di utilizzare entro il 2020 cotone proveniente esclusivamente da fonti sostenibili. Così come Zara e Benetton hanno deciso di eliminare sostanze dannose nel processo di produzione. E nell’alta moda?

A Milano è attivo ormai da qualche anno il corso formativo Out of fashion per promuovere un nuovo ideale di moda sostenibile, etica e compatibile. Docenti di fama internazionale tengono corsi e intervengono durante le lezioni scandite da un percorso modulare da uno a sei masterclass con ulteriori incentivi per le nuove leve. Intanto stilisti di lusso come Stella McCartney e Giorgio Armani sono pronti ad appoggiare la causa