Lo streaming, vinile a parte, è l’unico mercato in continua ascesa nel panorama incerto della musica digitale. Tutto bene quindi? Mica tanto: mentre anche Apple si appresta a competere con Spotify entrando in scena con Beats, sono le maggiori star della musica mondiale a volere cambiare il mercato della musica digitale con un nuovo servizio che promette importanti novità: Tidal.

La possibilità di ascoltare musica gratis con Spotify non durerà all’infinito, statene certi: le major si lamentano dei bassi introiti ricavati con la pubblicità ma il vero problema dello streaming è quanto guadagnano gli artisti, davvero una miseria se paragonato con altri supporti musicali fisici e digitali. Taylor Swift non a caso se n’è andata qualche mese fa non senza polemiche.

La sfida di Spotify è stata strappare utenti al download illegale del p2p – non c’è bisogno di scaricare nulla se puoi trovare gratis tutta la musica che vuoi con un servizio bello, semplice ed efficiente, ascoltando in cambio qualche spot. Il problema è che il sistema non è economicamente sostenibile: servono almeno i soldi degli abbonati e per questo Apple con Beats non offrirà nessuna opzione gratis ma costerà 10 dollari al mese.

Gli artisti – non quelli indipendenti che arrancano da sempre, ma anche le star della musica – dopo avere accettato loro malgrado i nuovi contratti proposti dalle major, ora sembra volere alzare la testa e capitanati da Jay Z si sono ritrovati in 16 a New York City per annunciare il loro nuovo servizio di streaming. Tra di loro Beyonce, Rihanna, Kanye West, Jack White, Arcade Fire, Daft Punk, Usher, Nicki Minaj, Chris Martin dei Coldplay, Calvin Harris, Alicia Keys e Madonna.

L’idea di Jay Z, marito di Beyonce che ha acquisito il servizio di streaming Tidal all’inizio di questo mese per 56 milioni dollari, è creare, in società con altri artisti, un servizio di streaming innovativo capace di conquistare i fans grazie a nuovi contenuti esclusivi. Da studi di mercato autorevoli sembra che gli utenti saranno favorevoli a sborsare fino a 2,6 miliardi di dollari in più all’anno in musica se in cambio potranno avere backstage, notizie, immagini ed altri contenuti esclusivi dei loro beniamini.

Altro argomento molto sentito dalle star alle prese con la rivoluzione digitale, è la trasparenza. Le società di streaming sul mercato trattano in modo diverso gli artisti a secondo del loro potere contrattuale; certo non è una novità, ma mai come oggi nessuno capisce quanto valgono effettivamente i flussi degli ascolti. Con Tidal Jay Z ha ha affermato di volere essere super-trasparente, mostrando agli artisti e agli utenti i dati e pagando tutti allo stesso modo, o quasi, comprendendo nella fetta non solo gli artisti ma anche chi lavora alla produzione dei dischi come i produttori e gli autori.

Tidal parte da 17mila utenti a pagamento e se la deve vedere con Spotify che ha circa 60 milioni di utenti di cui 15 milioni a pagamento. La sfida sarà conquistare artisti e fans facendoli incontrare e connettere insieme attraverso musica, prodotti, contenuti, merchandising, magari anche con qualche campagna di crowd-funding in grado di coivolgere tutti dall’alto al basso.