mani su tastiera

Giornalisti e critici musicali, croce e delizia di musicisti e artisti. A volte vengono insultati e bistrattati da questi ultimi, secondo il vecchio assioma – se conoscessero la musica, suonerebbero, al posto di sparare vaccate sugli altri’, oppure blanditi e ossequiati nella speranza che scrivano almeno uno straccio di articolo: parlane pure male di me, ma parlane. Ma se tutto avesse un prezzo?

Ma no, cosa avete capito. Per questo genere di cose basta e avanza l’informazione politica. Qui invece parliamo di musica e di un nuovo servizio offerto in Inghilterra ai giovani artisti. Facciamo un passo indietro: giornalisti e critici musicali influenti (o riconosciuti tali) ricevono normalmente quintali di cd da: giovani promesse, parenti di giovani promesse, amici di giovani promesse, fidanzate, conoscenti. Poi ci sono i cd degli ex giovani (promesse) e via di seguito.

La speranza della giovane promessa (e via di seguito) è che la mano benedetta del giornalista apra le porte del successo. Non si sa bene come e perchè, ma la giovane promessa ci crede. Per il giornalista musicale beccato dalla giovane promessa alla presentazione della biografia su quel tale artista famoso, i problemi sono vari e nell’ordine: non mostrarsi delusi quando la giovane promessa incensa il giornalista per il libro appena presentato e con l’altra mano porge il proprio cd; dove mettere tutti i cd ricevuti; quando trovare il tempo per ascoltarli; cosa fare dopo averli ascoltati.

Insomma, un lavoro degno di un ufficio artistico di una major. Sarà forse questo motivo che ha spinto qualcuno a creare un servizio apposito che prevede che artisti e gruppi paghino un costo affinchè i giornalisti ascoltino e parlino della loro musica. Perchè non rivolgersi direttamente agli uffici stampa o alle agenzie di pubbliche relazioni per far recensire un proprio disco? Perchè questo nuovo servizio costa meno e assicurerebbe le recensioni di un numero ristretto di giornalisti del settore.

In pratica, oltre ad un prezzo iniziale per l’iscrizione, poi si paga solo un costo aggiuntivo per ogni giornalista con cui si desidera entrare in contatto. Ciò presuppone che “The Men From The Press”, il nome del nuovo servizio, oltre ai giornalisti abbia altri collaboratori che si preoccupino di fare una prima selezione di tutto il materiale ricevuto. Proprio la selezione che il nostro eroico critico giornalista da solo non può fare.

Sull’iniziativa si è aperto un dibattito tra chi sostiene che la critica in materia culturale non possa sottostare ad un listino prezzi. In realtà in linea di principio non ci sarebbe nulla di eticamente sbagliato visto che tutto avviene alla luce del sole. Il problema è che malgrado internet, le reti sociali, i blog e tutto il resto, l’importanza della stampa di qualità e dei media nel fare opinione è sempre più forte, anche nella musica. Musicisti e giornalisti lo sanno già fin troppo bene perchè ci sia qualcuno che fin subito proponga loro addirittura di mercanteggiare.