theremin

Sviluppatori e ingegneri oggi fanno a gara nel realizzare iper strumenti facili da suonare. Ma il primo strumento touchless della storia è il Theremin. Ecco la sua storia e gli artisti che ancora lo usano nei dischi

Oggi come ieri c’è una moltitudine di gente che è affascinata dalla musica. Sicuramente vorrebbe anche sapere suonare uno strumento, ma non ha nessuna voglia o tempo per studiare e imparare. Diciamo che preferisce fare altro. Fissare lo smartphone tutto il giorno? Anche. Sta di fatto che nell’era del consumo facile e veloce i vecchi pianoforte e chitarra sono finiti in una nicchia di mercato destinata a pochi nostalgici o eletti. Vedete voi come definirli.

Certo ci sono ancora appassionati di tutte le età che per hobby si dedicano allo studio della musica. Ci sono anche genitori che fanno sacrifici per mandare i figli a scuola di pianoforte. Può essere anche per una questione di status. Ma è passato il tempo in cui avere un pianoforte in casa significava qualcosa per tutta la famiglia. Ora nei salotti fanno bella mostra di sè smart tv e schermi grandi come pareti e tra le mani dei giovani virgulti spopolano i dispositivi elettronici.

Ma anche per chi ha un cervello tv centrico, essere uno spettatore o ascoltatore passivo alla lunga può non bastare. Aggiungete il fatto che sui social sembrano tutti a caccia di cose da condividere. Mischiatelo con l’umana smania di avere un minuto di popolarità. Capirete perchè tra tecnologia e musica una delle sfide del futuro riguarda l’invenzione di strumenti semplici da suonare alla portata di tutti.

Air instruments, suonare l’aria

Cosa significa suonare senza fare fatica? Chi suona uno strumento, pur tralasciando la teoria è l’armonia, conosce le difficoltà nel prendere confidenza con i tasti di un pianoforte o di una chitarra. Senza parlare degli strumenti a fiato. Le dita si intrecciano e fanno male e si passano giorni, mesi o anni ad arrancare tra le note. Il tentativo degli ingegneri è creare strumenti talmente semplici da non dovere nemmeno essere toccati. Esistono già: si chiamano air instruments o iper strumenti.

In questa gara partecipano ricercatori di tutto il mondo dato che ci sono anche grossi interessi economici in ballo. Una interfaccia musicale facile da suonare e alla portata di tutti avrebbe un enorme mercato. Stimolerebbe una serie di sinergie tra internet, case discografiche, media, comunicazione. Pensate: uno si sveglia la mattina e compone la canzone del secolo. Senza sapere suonare nulla. Incredibile vero?

Theremin primo iper strumento

Se questo per voi è un grosso timore più che un auspicio, sappiate che in realtà nella storia è già stato inventato qualcosa del genere. Non proprio semplice da suonare ma comunque senza tasti da schiacciare o toccare. Si chiama Theremin, dal nome del suo inventore che lo elaborò nel 1920 in unione Sovietica. Oltre ad essere il primo iper strumento touchless, è anche considerato come il primo strumento musicale elettronico mai inventato.

Il professor Leon Theremin si direbbe un visionario capace di anticipare il futuro. Il suo strumento è una specie di scatola con due antenne posizionate sui lati. Si suona muovendo le mani avvicinandole e allontanandole dalle antenne per produrre le note di varia altezza e modificarne il volume. Se volete ascoltare il suo suono e suonarlo potete provare il Doodle che Google ha realizzato all’anniversario di Clara Rockmore, una delle interpreti di Theremin più famose della storia.

Brani famosi con Theremin

Dato che questo strumento è privo di tasti e l’altezza delle note non viene modificata per semitoni come negli strumenti a tastiera, il Theremin ha un suono molto particolare. E’ stato utilizzato inizialmente nella musica classica, dal Compositore russo Dmitri Shostakovich in alcuni pezzi orchestrali. Più recentemente, oltre che nella musica sperimentale ed elettronica, è stato protagonista di molte colonne sonore di film negli anni ’40 e ’50.

Ma usano il Theremin anche gruppi pop e rock. Ad esempio i Beach Boys in Good Vibrations, ma anche gruppi storici del rock come Jimmy Page e Led Zeppelin. Tra gli artisti italiani a riscoprire il suo particolare suono magico e melodioso ci sono stati alcuni artisti pop rock come Afterhours, Perturbazione, Baustelle e Vinicio Capossela. Ma come potete vedere nel video qui sotto è nella musica classica che gli esecutori danno il meglio di sè. Forse ispirandosi alle performance di Clara Rockmore. Non facile, ma bello da ascoltare.