test di intelligenza

I test di intelligenza basati sulle domande standard del QI potrebbe dar luogo a esiti fuorvianti e non misurare efficacemente le capacità intellettive. A questa conclusione è giunto un gruppo di ricercatori dopo un’indagine online su un campione di migliaia di persone

Il test di intelligenza come strumento per misurare il QI delle persone non è attendibile scientificamente. Secondo un’indagine online promossa qualche tempo fa da un gruppo di ricercatori canadesi della Western University dell’Ontario sembra che sia praticamente impossibile sintetizzare le diverse componenti dell’intelligenza in un singolo esame. I test di intelligenza messi a punto da un gruppo di psicologi francesi nei primi del ‘900 per misurare la velocità di apprendimento dei bambini e poi utilizzati anche in campo diagnostico, come nel caso della scala Weschler, in realtà misurano il nostro vocabolario, la nostra capacità di risolvere problemi, di ragionare ed avere una mente logica e così via, ma presumono che tutto ciò non possa essere modificato con l’apprendimento.

Per questo motivo, secondo gli ultimi studi a cui hanno partecipato oltre 100 mila persone in tutto il mondo, il test sul quoziente intellettivo si è rivelato inattendibile perchè troppo limitativo. Il completamento è arrivato con dodici test cognitivi utili a sondare le capacità di memoria, ragionamento, attenzione, programmazione, ma anche esperienze e stili di vita. I risultati hanno mostrato che esplorando una così ampia gamma di capacità cognitive, esistono almeno tre componenti distinte dell’intelligenza: memoria a breve termine, ragionamento e componente verbale. Inoltre raccogliendo così tanti dati su un campione così grande di persone i ricercatori hanno verificato come l’età, il sesso e la passione per i videogiochi per esempio, possano influire sulle funzioni cerebrali.