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Una ricerca realizzata dall’Università di Oslo per cercare di capire le nuove tendenze d’ascolto dei giovani utenti e come si evolverà la fruizione della musica in futuro con i servizi di streaming musicale

L’evoluzione dei supporti musicali della musica digitale e in particolare lo streaming ha radicalmente modifica le tendenze di ascolto dei giovani. I servizi on demand offrono una quantità incredibile di brani, probabilmente inducono a cambiare spesso e saltare da una canzone all’altra ma non solo. I comportamenti reali sono stati analizzati nell’arco di nove settimane in una ricerca realizzata in Norvegia.

La cosa che balza subito all’occhio è che  gli utenti hanno ascoltato in media 92 artisti diversi. In generale si va dai 30 fino a 200 artisti, ascoltati sempre in circa due mesi, da una stessa persona. Piuttosto che ascoltare singoli brani preferiscono scegliere album completi. ‘La nuova generazione di ascoltatori è attratta da una vasta gamma di artisti, mentre ci sono indicazioni sul fatto che l’album come entità separata è ancora vivo’, dice il prof. Maasø, responsabile presso il Dipartimento di Media e Comunicazione dell’Università.

Novantadue artisti in media differenti ascoltati in due mesi sono effettivamente molti, sicuramente più di quelli ascoltati con classici supporti come cd o lp. Segno, secondo Maasø, di un nuovo modo di usare la musica, in cui l’ascoltatore è più informato e forse anche più capace di scegliere rispetto al passato.

Canzoni singoli o album interi?

D’altronde questa tendenza è confermata anche dalle playlist radiofoniche. Secondo il direttore di una radio norvegese, dalle 40 nuove canzoni a rotazione nelle playlist del 2002, si è passati alle 75 canzoni del 2009. Negli ultimi anni con la diffusione di internet c’è stato un enorme incremento in termini di numero di canzoni proposte al pubblico in ogni forma e su ogni media. Come già abbiamo visto, è più facile fare e distribuire nuova musica, ma le canzoni ‘durano’ meno e diventa sempre più difficile avere visibilità e vivere di musica.

L’altro aspetto importante emerso nello studio è che si ascoltano più brani di uno stesso artista e cioè che il concetto di album non sarebbe a rischio scomparsa come qualcuno aveva previsto. Una percentuale che va dal 60% all’80% degli appassionati non cerca il singolo, ma il nome dell’artista e poi ascolta tutto l’album. La ricerca ha inoltre confermato come l’aumento di visibilità degli artisti tramite festival, concerti e ovviamente trasmissioni televisive, porti ad un incremento notevole di persone disposte ad ascoltare la loro musica anche mediante lo streaming. Insomma tutto cambia per rimanere uguale?