tecnologia e cultura

Il rapporto tra tecnologia e cultura riguarda sempre più da vicino le modalità di fruizione dell’arte da parte del pubblico dei nativi digitali: dal tradizionale museo nascono nuove applicazioni di realtà virtuale in grado di sviluppare percorsi interattivi ricchi di stimoli

Valorizzare il patrimonio culturale utilizzando nuovi strumenti e nuovi linguaggi che nascono dal rapporto tra tecnologia e cultura e studiati su misura per un pubblico che si differenzia per età e competenze: una nuova rivoluzione digitale? Niente di preoccupante anzi, si tratta di promuovere, arricchire e trasformare una semplice visita al museo in un’esperienza che coinvolge la persona a 360 gradi.

Questa è la sfida di molte nuove startup che si muovono tra tecnologia e cultura come ad esempio l’azienda genovese Ett che da semplice società di consulenza nel campo dei new media è riuscita a diventare una vera e propria industria digitale creativa. La ricetta è semplice: integrare all’aspetto puramente tecnologico quel bagaglio culturale di conoscenze indispensabili per organizzare un servizio multimediale di grande impatto sullo spettatore. Il successo è assicurato: Ett vanta 400 installazioni multimediali in 50 musei e da privati mentre si fanno strada nuove prospettive di ampliamento con idee e progetti innovativi in diversi ambiti. Quali sono le novità?

L’apporto della tecnologia alla cultura

Cambiare modo di stare in un museo Grazie alle installazioni multimediali i visitatori possono sperimentare un nuovo modo di comunicare attraverso applicazioni innovative capaci di sfruttare le nuove tecnologie.

Facile, immediato e divertente Grazie a dispositivi indossabili per visualizzare realtà virtuali come l’Oculos Rift e Samsung Gear Vr, tutto è direttamente fruibile. Si parte dalla simulazione di percorsi e visite virtuali che consentono al visitatore di conoscere più da vicino la storia che si circonda e di approfondire le tematiche preferite, fino all’esplorazione di mondi illusori, fantastici. Inoltre non mancano giochi, filmati e percorsi interattivi ad allietare la permanenza all’interno del museo.

Eliminare barriere tra visitatore e opera Coinvolgere diventa l’aspetto fondamentale che definisce l’intera esperienza multisensoriale. Si utilizzano allestimenti interattivi, sistemi 4D di ultima generazione, maxischermi touch e touchless oltre ai già citati visori per la realtà virtuale capaci di rivoluzionare i tradizionali sistemi di comunicazione.

Musei del futuro: alcuni esempi

Per ora si tratta di progetti sperimentali che riguardano ancora una ristretta realtà comunque in forte crescita, anche all’estero. L’ Acquario di Genova con la sala degli Abissi è tra i primi esempi di installazione permanente di realtà virtuale in Italia che permette al pubblico di scendere nei fondali marini, mentre al museo del mare, sempre a Genova, si vive l’ebrezza di una tempesta virtuale a bordo di un veliero con tanto di spruzzi reali.

Si “entra” nei quadri alle Gallerie dell’Accademia di Venezia dove in occasione dell’inaugurazione della una nuova sala museale è stato possibile calarsi nella storia e abbandonarsi agli eventi in un percorso di apprendimento di grande impatto. Persino il campo dell’archeologia si rivela un canale attraente ancora in fase di sperimentazione: al Museo dei Fori Imperiali a Roma il visitatore poteva avvicinarsi alle opere seguendo le fasi della restaurazione e conoscere sin nei minimi particolari la storia del museo grazie a un sistema da comunicazione senza fili, mediante dispositivi bluetooth.

Pubblico al centro dell’opera

Sempre di ricerca di nuove sinergia tra tecnologia e cultura si occupa con lo Studio Azzurro, un gruppo di professionisti impegnati nell’esplorazione delle possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche. La ricerca è rivolta all’integrazione tra immagine elettronica e ambiente fisico, con lo spettatore al centro del percorso percettivo: attraverso il semplice toccare, calpestare ed emettere suoni gli ambienti definiti ‘sensibili’, reagiscono in qualche modo a queste sollecitazioni e si modificano.. e poi video ambientazioni, video installazioni come nuove culture tecnologiche e sistemi interattivi in continua evoluzione pronti ad inaugurare nuove modalità di fruizione ai musei.