Tecnologia e cultura

Il rapporto tra tecnologia e cultura cambia le modalità di fruizione dell’arte da parte del pubblico. Il museo diventa luogo di aggregazione aperto a tutti per conoscere, sperimentare e divertirsi tra realtà virtuale e percorsi interattivi

Tecnologia e cultura sono sempre più protagonisti di una nuova sfida per valorizzare le opere di ogni ambito ed epoca. Nuovi strumenti e linguaggi studiati su misura svelano il patrimonio culturale per un pubblico che si differenzia per età e competenze. Cambia il modo di stare in un museo.

Nel gioco tra tecnologia e cultura installazioni multimediali e video in anteprima promuovono, arricchiscono e trasformano una semplice visita in un’esperienza che coinvolge totalmente la persona. La qualità della resa è altissima. Spesso la visione sul web di un’opera d’arte precede quella reale, può indurre alla visita dal vero ma anche sostituirla. La piattaforma Google Cultural Institute permette ad esempio di ammirare le opere d’arte custodite nei musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. Ci si può muovere virtualmente tra le sale espositive, indagare, osservare e ingrandire fin nei minimi particolari.

L’imperativo diventa coinvolgere materialmente lo spettatore, rendere l’opera interattiva. Ognuno può creare la propria galleria pronta per essere condivisa.

Tecnologia e cultura divertente

Grazie a dispositivi indossabili per visualizzare realtà virtuali come l’Oculos Rift e Samsung Gear Vr, tutto è direttamente fruibile. Si parte dalla simulazione di percorsi e visite virtuali che consentono al visitatore di conoscere più da vicino la storia che si circonda e di approfondire le tematiche preferite, fino all’esplorazione di mondi illusori, fantastici. Inoltre non mancano giochi, filmati e percorsi interattivi ad allietare la permanenza all’interno del museo.

Eliminare barriere tra visitatore e opera e coinvolgere diventa l’aspetto fondamentale che definisce l’intera esperienza multisensoriale. Si utilizzano allestimenti interattivi, sistemi 4D di ultima generazione, maxischermi touch e touchless oltre ai già citati visori per la realtà virtuale capaci di rivoluzionare i tradizionali sistemi di comunicazione.

Musei del futuro

L’ Acquario di Genova con la sala degli Abissi è tra i primi esempi di installazione permanente di realtà virtuale in Italia che permette al pubblico di scendere nei fondali marini. Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia si “entra” nei quadri. In occasione dell’inaugurazione della nuova sala museale è stato possibile calarsi nella storia e abbandonarsi agli eventi in un percorso di apprendimento di grande impatto.

Persino il campo dell’archeologia si rivela un canale attraente ancora in fase di sperimentazione: al Museo dei Fori Imperiali a Roma il visitatore ha potuto avvicinarsi alle opere seguendo le fasi della restaurazione e conoscere sin nei minimi particolari la storia del museo grazie a un al beacon. Si tratta di un sistema da comunicazione senza fili che utilizza dispositivi bluetooth capaci di trasmettere contenuti multimediali di ogni tipo. In America sono utilizzati anche nella pubblicità anche se il museo rimane il canale preferenziale.

Il Giappone è all’avanguardia con la proposta del Mori Building Digital Art Museum di Tokio che vanta un’esposizione permanente di 10 mila metri quadrati. Unico nel suo genere, qui tra queste mura è possibile vivere esperienze digitali straordinarie come camminare dentro le opere ed emozionarsi di fronte a forme e colori.

Pubblico al centro dell’opera

L’esempio italiano è lo Studio Azzurro, un gruppo di professionisti impegnati nell’esplorazione delle possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche la ricerca è rivolta all’integrazione tra immagine elettronica e ambiente fisico, con lo spettatore al centro del percorso percettivo. Il semplice toccare, calpestare ed emettere suoni gli ambienti definiti ‘sensibili’, reagiscono in qualche modo a queste sollecitazioni e si modificano.

Poi video ambientazioni, installazioni come nuove culture tecnologiche e sistemi interattivi in continua evoluzione pronti ad inaugurare nuove modalità di fruizione ai musei. Il discorso diventa più impegnativo ma ricco di suggestioni quando a entrare in campo c’è l’arte contemporanea di difficile comprensione.

Il rapporto tra tecnologia e cultura è destinato a crescere ancora in futuro? Sembra proprio di sì di fronte al bombardamento mediatico e all’abuso degli smartphone. Osservare qualche minuto un’opera d’arte in silenzio senza essere disturbati, dialogare con se stessi sembra appartenere al passato. Molto più comodo e immediato ascoltare l’interpretazioni, giocare con immagini al computer e lasciarsi trasportare in un’altra dimensione. Il museo ha perso l’alone di sacralità diventando un luogo di incontro e gioco divertente per tutti.