Musicista suona tastiere musicali

Dal Moog fino ai suoni delle tastiere musicali elettroniche moderne, strumenti e sintetizzatori che hanno fatto la storia della musica. Le migliori marche di synth virtuali e i moduli sonori vintage da utilizzare con computer e tablet

Le tastiere musicali elettroniche oggi spopolano in qualsiasi studio o nei concerti live ed insieme a synth, virtual instruments e plugin da utilizzare con computer, tablet e addirittura smartphone. Insieme ai sequencer sono le vere protagoniste degli arrangiamenti delle canzoni di successo dell’era moderna, dai Beatles in poi. Sono quindi strumenti musicali relativamente recenti, dato che i sintetizzatori elettronici non esistevano prima degli anni ’50 e ’60.

La musica fino a quel momento si faceva esclusivamente con strumenti acustici di corde e legno, eventualmente amplificati, come erano anche le prime chitarre elettriche Gibson o Fender elettrificate. Le tastiere elettroniche cominciarono a diffondersi in quegli anni insieme a tv, lavatrici e a tutta un’altra serie di apparecchi elettronici per il consumo di massa. In realtà qualche inventore già qualche decennio prima si dilettava a costruire qualcosa di particolare in grado di suonare in modo non prettamente acustico.

Origine tastiere musicale

Il vero precursore delle tastiere musicali elettroniche moderne si chiama Dynamophone, detto anche Telharmonium, ed è stato inventato alla fine del ‘900. Era uno strumento di 200 tonnellate costruito utilizzando 12 generatori elettromagnetici a vapore. Inutile dire che non ebbe molto successo. Più fortuna ebbe il Theremin nel 1919 e poi negli anni ’30 arrivò uno strumento chiamato Trautonium che produceva suoni in modo continuo e venne utilizzato da Alfred Hitchcock per la colonna sonora del film “Gli Uccelli”.

Per arrivare a qualcosa di simile alle moderne tastiere musicali elettroniche bisogna aspettare il 1956. Il suo nome Electronic Music Synthesizer Mark e viene sviluppato dagli ingegneri americani Harry F. Olson e Herbert Belar nei laboratori della RCA. Il nome ‘sintetizzatore’ è ancora comunemente usato per definire questo genere di strumenti che creano sonorità elettroniche. Se il primo modello funzionava con un meccanismo elettromagnetico, successivamente sono arrivati transistor, poi i circuiti integrati, sostituiti oggi da computer e synth vituali. Ma a quei tempi la vera svolta ci fu negli anni ’60 con l’arrivo del Moog.

Il Moog è una piccola tastiera elettronica dal suono e dall’aspetto inconfondibile, diventato sinonimo di sintetizzatore per qualche decennio. Questo sintetizzatore modulare ha affascinando musicisti di ogni genere e parte del mondo, anche solo per le decine di manopole che ne modificavano il suono e che la facevano assomigliare più ad una astronave che a uno strumento musicale, imponendo un nuovo tipo di sonorità a tutta la produzione musicale di quegli anni. Ogni nuovo disco di musica rock dei gruppi più famosi conteneva il suo tipico suono analogico ed è tutt’ora riconosciuto come il suono vintage più famoso della storia.

Moog, tastiera più famosa storia

Il Moog è nato in una bottega di New York nel 1964 per merito di Robert Moog, ingegnere e inventore di origine tedesca. Nel suo laboratorio già a 19 anni si costruivano dei Theremin ma la sua curiosità lo fece andare oltre. Fu Raymond Scott, pioniere della musica elettronica ad offrirgli lo spunto per creare un nuovo strumento che nacque quasi per caso: “non sapevo nemmeno cosa diavolo stessi facendo” disse, avvalorando la tesi che le invenzioni migliori nascono grazie ad un mix di talento, fantasia, creatività e fortuna.

Inizialmente il suono del novello sintetizzatore conquistò i musicisti d’avanguardia e i produttori di film di fantascienza. Solo successivamente, dalla fine degli anni ’60 e con la nascita del movimento rock psichedelico, fu adottato praticamente da tutte le più importanti band di musica rock, pop, funky e soul del mondo. Ne furono realizzate varie versioni, come il famoso Mini Moog portatile. Chi ha superato la soglia dei 30 anni lo avrà apprezzato in molti dischi dei Doors, Rolling Stones, Emerson Lake and Palmer, piuttosto che in qualche vecchio vinile della nostrana PFM.

La fortuna del Moog durò fino agli anni ’70, quando venne soppiantato da tastiere e rack tecnologicamente via via sempre più sofisticati, capaci di riprodurre suoni sintetizzati in modo molto più semplice ed economico. Il mercato si era sviluppato e avevano fatto il loro ingresso colossi giapponesi come Yamaha e tante altre marche di tastiere musicali ancora oggi vendute. Dopo tanto successo il signor Robert Moog fece la fine della drogheria sotto casa quando aprirono i primi centri commerciali: fu costretto a vendere tutto e chiuse bottega.

Moog in versione virtuale

Negli studi di registrazione di tutto il mondo infatti spopolavano i synth virtuali per computer che con pochi euro riproducevano suoni simili ai suoi, piuttosto che campionatori di loop e samples. Ma a più di 70 anni d’età Robert Moog riuscì a riappropriarsi del suo marchio dedicandosi alla tecnologia digitale. Grazie ad una partnership con Arturia, società che crea software musicali, le sue sonorirà oggi suonano ancora sui computer grazie ai synth virtuali capaci di imitare in tutto e per tutto il suono della sua creatura.

Il suono del moog è così tornato alla ribalta e ancora oggi questa tastiera musicale si usa per produrre musica di vari generi dalla techno fino all’hip-hop per arrivare al jazz. Musicisti e arrangiatori fanno a gara nel riscoprire le sue tipiche sonorità analogiche vintage sempre tanto di moda. Girare le manopole della versione originale, un aggeggio a valvole e transistor pesante 50 kg, forse dava più soddisfazione che usare il mouse sullo schermo di un computer. Ma il mondo oramai è digitale. Anche Google ha dedicato un Doodle contribuendo a fare scoprire il Moog alle nuove generazioni di musicisti e tastieristi di ogni età e di tutto il mondo.

Evoluzione tastiere musicali

Dalle tastiere musicali monofoniche come il Moog, ben prima di arrivare agli strumenti virtuali che vedremo i seguito, l’evoluzione della tecnologia ha consentito di realizzare le prime tastiere polifoniche che offrivano la possibilità di suonare accordi e più note contemporaneamente. Tra i modelli più noti ai musicisti ci sono lo Yamaha GX1 uscito nel 1975, oppure il Synclavier. Successivamente sono comparsi sul mercato i cosiddetti moduli sonori, generatori di suoni che funzionano in modo indipendente dalla tastiera.

In questa categoria di dispositivi per fare musica fanno parte i modelli da programmare per creare ritmi e accompagnamenti e funzionare in modo autonomo, ma anche i rack che si collegano alle tastiere via Midi per ampliare i timbri a disposizione dei musicisti. Molto tempo dopo sono arrivati i campionatori e la musica elettronica fatta di samples, groove e loop. Si tratta di pattern ripetuti, specialmente ritmici, che hanno cambiato nuovamente il modo di produrre canzoni. In ogni caso i suoni dei sintetizzatori sono tutt’ora usati e non solo da chi è  appassionati di vintage.

Tastiere musicali e moduli sonori

La storia della musica pop e leggera è sempre andata di pari passi con l’evoluzione della tecnologia. Ogni disco è stato in qualche modo segnato dall’uscita di nuovi modelli di sintetizzatori e da nuovi suoni capaci di imporre e identificare i successi degli artisti in hit parade. Musicisti, tastieristi e produttori musicali vogliono avere a disposizione più suoni possibile da gestire nel modo semplice, sia per registrare in studio che per suonare dal vivo. Synth e moduli sonori accontentano queste esigenze e i più famosi marchi ne costruiscono modelli sempre più performanti.

Korg Il famoso marchio giapponese presenta le sue tastiere e workstation digitali con suoni che vanno dal pianoforte fino alla batteria

Roland Sintetizzatori a tastiera di questa importante marca nel panorama mondiale con un’ampia gamma di timbri da scegliere per suonare a casa o in concerto

Yamaha Sintetizzatori a tastiera e workstation, quasi degli studi digitali completi che uniscono suono acustico e digitale per prestazioni da studio professionale

Alesis Synth analogici con tecnologia d’avanguardia e sintetizzatori digitali potenti e facili da usare con suoni che vanno dagli strumenti classici a timbri spaziali

Kurzweil Nuova generazione di tastiere musicali con architettura di sintesi con suoni che vanno dal tradizionale al tagliente per qualsiasi tipo di musica da suonare

Novation Moduli sonori, rack e tastiere e un nuovo pad che permette di eseguire brani musicali o mix da altri artisti senza sapere la musica

Nord Una linea di prodotti che vanno per la maggiore sui palchi d tutto il mondo diventati famosi per l’emulazione del timbro di organo hammond

XE-200 La storico Hammond, l’organo inconfondibile si rinnova mantenendo fascino e famose sonorità vintage

Casio La casa giapponese produce vari modelli di tastiere musicali per uso casalingo dall’ottimo rapporto qualità prezzo, ottime per principianti

Synth virtuali e strumenti per pc

I synth virtuali sono software per computer che emulano i suoni delle tastiere musicali e si suonano via Midi mediante una master keyboard. Si installano direttamente su Pc o Mac per produrre una gamma infinita di suoni ed effetti utilizzati principalmente negli studi di registrazione insieme ai sequencer per produrre musica. Possono emulare vecchie tastiere vintage, dai moog agli  hammond, suoni analogici e digitali, oppure funzionare come campionatori. In questo caso i suoni campionati possono venire installati direttamente nell’hard disk del computer. Di seguito una raccolta dei maggiori produttori di strumenti virtuali.

Native Instruments Azienda specializzata nella creazione di synth da gestire su pc senza dovere utilizzare moduli esterni. L’architettura di sintesi ibrida dei suoi prodotti e un sofisticato sistema di modulazione degli effetti fornisce una gamma illimitata di suoni. Battery è dedicato ai suoni di batteria, Kontact serve per la gestione dei samples, Reaktor offre più di 70 sintetizzatori, mentre Vintage Organ offre l’emulazione dello storico Hammond su pc

Steinberg Una gamma di strumenti e campionatori virtuali che comprende i campionatori Halion per gestire qualsiasi tipo si sampes e strumento, i pianoforti di The Grand e la Symphony orchestra capace di emulare una vera orchestra sinfonica oltre ad una serie di straumenti e tastiere vintage

Reason Non è solo un synth virtuale ma un completo sistema di registrazione musicale integrato in uno studio di produzione con un numero illimitato di tracce audio, e una collezione enorme di suoni

8Dio Azienda specializzata nello sviluppo strumenti virtuali orchestrali di alta fascia per la produzione di colonne sonore, con librerie di samples disponibili in pacchetti scaricabili tra cui violini, violoncelli, percussioni, voci, pianoforti, cori e molto altro.

Kvr Audio Effetti e plug in di synth virtuali, applicazioni mobile per iOS e Android ma anche hardware e prodotti correlatiper la produzione di musica digitale

Synthogy E’ specializzata nei suoni di pianoforte e produce Ivory, una suite di software interamente dedicati al piano a coda con librerie di suoni campionati di classe mondiale

Spectrasonic Leader nel campo dei software di strumenti virtuale e plug-in, realizza synth virtuali utilizzati dai migliori artisti della registrazione, produttori, remixer e compositori cinematografici per suoni di sintetizzatore, orchestra, pianoforte

Toontrack Sviluppa prodotti per fare musica con una gamma di suoni molto ampia che va dalle batterie virtuali ai cori, fino ai pianoforti e alle tastiere

Tastiere elettroniche del futuro

Prendere spunto dal passato per guardare al futuro è una regola valida anche nella musica. Oltre 360 anni fa Bartolomeo Cristofori inventava il pianoforte per superare i limiti del clavicembalo in termini di espressività e dinamica. Le tastiere Seaboard invece sono strumenti dell’era moderna progettate da decine di ingegneri per superare i limiti delle tastiere elettroniche. Introducono un nuovo concetto di superficie continua per offrire ai musicisti un numero infinite di potenzialità espressive.

Seaboard è un piano fretless, cioè una tastiera senza tasti. Il fatto che non esista una separazione fisica tra i tasti e quindi tra le note, rende questo strumento davvero particolare e riferito ad un’era analogica in cui non si parlava di bit ma di sinusoidi. Si suona come un pianoforte ma oltre a non avere tasti separati, la sua meccanica soft-touch è sensibile alla pressione. Applicando più o meno forza in qualsiasi punto le note possono essere fatte vibrare o modulate, mentre spostando il dito verso il basso si possono ottenere altri effetti. Può essere usato come controller per suonare ogni tipo di strumento.

Controller chitarra tastiera

Un unico strumento con il meglio di pianoforte e tastiere musicali, chitarra, basso, violino? L’hanno inventato: si chiama Artiphon ed è un giocattolino che nasce da un’idea non banale. La chitarra è fatta per essere pizzicata, i tasti del pianoforte per essere premuti, la batteria per essere picchiata e il violino per essere suonato con l’arco. Perchè non unire tutte queste caratteristiche in un unico controller in modo che ogni musicista possa scegliere come utilizzarlo a suo piacimento?

L’Artiphon ha richiesto molti anni di lavoro e progettazione e ha ottenuto i finanziamenti necessari alla produzione su Kickstarter. Le batterie ricaricabili garantiscono 3 ore di funzionamento, si può suonare in cuffia ma ha altoparlanti Stereo ed ovviamente presa Midi per gestire suoni esterni. Può essere suonato tenendolo in qualsiasi posizione: in grembo come una tastiera, oppure appoggiata sulla coscia come una chitarra o sulla spalla come un violinista. Si può suonare come una tastiera o come una chitarra fretless, con 6 o 12 corde, accordata a piacimento.