tastiera musicale midi

Tutti abbiamo sentito parlare di tastiere musicali elettroniche e anche chi non suona le vede nei concerti o le ascolta nei dischi. A buona ragione si può dire che i sintetizzatori facciano parte della storia della musica, dato che alcune sonorità e suoni generati in modo elettronico sono una parte importante degli arrangiamenti delle canzoni di successo dell’era moderna e di tutta l’epopea rock, dai Beatles in poi.

Le tastiere musicali hanno cominciato a diffondersi negli anni ’60 insieme a tv, lavatrici e a tutta un’altra serie di apparecchi elettronici per il consumo di massa. Fino a quel momento si suonavano strumenti acustici di corde e legno, eventualmente amplificati, come erano anche le prime chitarre Gibson o Fender elettrificate. Ma tutta la storia della musica pop e leggera è corsa parallela all’evoluzione della tecnologia.

Indice

Musica e tecnologia

Fin dall’invenzione del grammophono il rapporto con la tecnologia è parte della storia della musica e non solo per quanto riguarda i supporti musicali. Se la meccanica era protagonista degli strumenti musicali antichi suonati dai greci, che la liuteria artigianale del settecento ha trasformato in arte, l’evoluzione tecnologica degli strumenti virtuali moderni segue di pari passo quella della produzione musicale dal vivo e in studio.

Molto tempo prima che esistessero le tastiere musicali elettroniche, il progresso ha permesso di realizzare strumenti acustici sempre migliori. Da Leonardo in poi geniali inventori musicisti hanno costruito strumenti originali o dal suono particolare. Lo stesso é avvenuto nel ‘900 quando le cosidette pianole elettriche sono apparse sul mercato, prima sotto forma di sintetizzatori dai suoni originali, poi come pianoforti digitali o strumenti virtuali.

Il periodo d’oro del rock è stato in qualche modo segnato dall’uscita di nuovi sintetizzatori dotati di suoni capaci di imporre e identificare i dischi di successo degli artisti in hit parade. Musicisti, tastieristi e produttori musicali ancora oggi vogliono avere a disposizione library di suoni più ampie possibili da gestire in modo semplice, sia per registrare in studio che per suonare dal vivo.

Storia tastiere musicali

Le tastiere musicali elettroniche come le intendiamo oggi sono state introdotti negli anni ’60, ma il precursore dei sintetizzatori elettronici è il Dynamophone, detto anche Telharmonium, inventato a fine ‘900. Costruito utilizzando 12 generatori elettromagnetici a vapore, pesava 200 tonnellate. Inutile dire che non ebbe molto successo. Più fortuna ebbe il Theremin nel 1919 e poi negli anni ’30 arrivò uno strumento chiamato Trautonium che produceva suoni in modo continuo e venne utilizzato da Alfred Hitchcock per la colonna sonora del film “Gli Uccelli”.

Per arrivare a qualcosa di simile alle moderne tastiere musicali elettroniche bisogna arrivare al 1956 quando nasce l’Electronic Music Synthesizer Mark sviluppato dagli ingegneri americani Harry F. Olson e Herbert Belar nei laboratori della RCA. Il nome ‘sintetizzatore’ è ancora comunemente usato per definire strumenti musicali dalle sonorità elettroniche. Se all’inizio funzionavano con meccanismi elettromagnetici, successivamente sono arrivati transistor, poi i circuiti integrati, sostituiti oggi da computer e synth vituali.

La vera svolta delle tastiere elettroniche arrivò negli anni ’60 con il Moog, piccola tastiera dal suono e dall’aspetto inconfondibile, diventato sinonimo di sintetizzatore per qualche decennio. Questo sintetizzatore modulare aveva decine di manopole che ne modificavano il suono e lo facevano assomigliare più ad una astronave che a uno strumento musicale. Ha affascinato musicisti di ogni genere e parte del mondo, imponendo un nuovo tipo di sonorità a tutta la musica rock degli anni ’60 con un fascino vintage che continua ai giorni nostri.

Sintetizzatore Moog

Il Moog è nato in una bottega di New York nel 1964. Robert Moog, ingegnere e inventore di origine tedesca, già a 19 anni nel suo laboratorio si dilettava nella costruzione di Theremin, ma la sua curiosità lo fece andare oltre. Fu Raymond Scott, pioniere della musica elettronica ad offrirgli lo spunto per creare un nuovo strumento che nacque quasi per caso. “Non sapevo nemmeno cosa diavolo stessi facendo” disse, avvalorando la tesi che le invenzioni migliori nascono grazie ad un mix di talento, fantasia, creatività e fortuna.

Inizialmente il suono del nuovo sintetizzatore conquistò i musicisti d’avanguardia e i produttori di film di fantascienza. Solo successivamente, dalla fine degli anni ’60 e con la nascita del movimento rock psichedelico, fu adottato praticamente da tutte le più importanti band di musica rock, pop, funky e soul del mondo. Ne furono realizzate varie versioni, come il famoso Mini Moog portatile. Chi ha superato la soglia dei 30 anni lo avrà apprezzato in molti dischi dei Doors, Rolling Stones, Emerson Lake and Palmer, piuttosto che in qualche vecchio vinile della nostrana PFM.

La fortuna del Moog durò fino agli anni ’70, quando venne soppiantato da tastiere e rack tecnologicamente sempre più sofisticate, capaci di riprodurre suoni sintetizzati in modo semplice ed economico. Il mercato si era sviluppato e avevano fatto il loro ingresso colossi giapponesi come Yamaha e tante altre marche di tastiere musicali ancora oggi all’avanguardia del settore. Dopo tanto successo il signor Robert Moog fece la fine della drogheria sotto casa quando aprirono i centri commerciali: fu costretto a vendere tutto e chiuse bottega.

Negli studi di registrazione di tutto il mondo nel frattempo spopolavano synth virtuali che installati sui computer con pochi euro riproducevano suoni simili ai suoi, piuttosto che campionatori di loop e samples. A 70 anni passati Robert Moog riuscì poi a riappropriarsi del suo marchio dedicandosi alla tecnologia digitale. Grazie ad una partnership con Arturia, società che crea software musicali, le sue sonorirà oggi suonano ancora sui computer grazie a strumenti virtuali capaci di imitare in tutto e per tutto il suono della sua creatura.

Il suono del moog è così tornato alla ribalta e ancora oggi questa tastiera musicale é usata per produrre musica di vari generi, dalla techno fino all’hip-hop per arrivare al jazz. Musicisti e arrangiatori fanno a gara nel riscoprire le sue tipiche sonorità analogiche vintage sempre tanto di moda. Girare le manopole della versione originale, un aggeggio a valvole e transistor pesante 50 kg, certo era diverso che usare il mouse sullo schermo di un computer. Ma il mondo oramai è digitale. Anche Google ha dedicato un Doodle contribuendo a fare scoprire il Moog alle nuove generazioni di musicisti e tastieristi di ogni età e di tutto il mondo.

Tastiere Midi

Parlando del Moog abbiamo già visto che con l’avanzare della tecnologia, il fenomeno della miniaturizzazione e dematerializzazione abbia colpito anche il settore delle tastiere musicali. La tecnologia Midi (musical instruments digital interface) inventata nel 1983 ha permesso di creare moduli sonori, synth virtuali e software di generazione sonora da collegare a tastiere o altri dispositivi che fungono da semplici controller. Una tastiera Midi priva di suoni funziona da controller e collegata ad un modulo audio separato può disporre di una infinita gamma di suoni.

I moduli audio controllati via Midi si utilizzano ancora sia in studio di registrazione che dal vivo come apparecchi separati e rack che si collegano alle tastiere via Midi per ampliare i timbri a disposizione dei musicisti. Fanno parte dei moduli sonori anche dispositivi da programmare per creare ritmi e accompagnamenti e funzionare in modo autonomo. L’avvento di computer sempre pù veloci e potenti e con grande memoria ha poi permesso di trasformarli in software definiti “strumenti virtuali”.

Gli strumenti virtuali sono programmi che funzionano come sintetizzatori o campionatori. Alcuni emulano direttamente i sintetizzatori storici più famosi (Moog, DX7 di Yamaha) o strumenti elettrici come l’organo Hammond, mentre altri contengono timbri sonori creati da programmatori che possono essere ulteriormente modificati sul monitor attraverso il mouse del pc. I campionatori virtuali possono suonare samples di librerie di strumenti acustici che si trovano in commercio.

Strumenti virtuali

Gli strumenti virtuali sono software per computer che emulano i suoni delle tastiere musicali e si suonano via Midi mediante una master keyboard. Si installano direttamente su Pc o Mac per produrre una gamma infinita di suoni ed effetti utilizzati principalmente negli studi di registrazione insieme ai sequencer per produrre musica. Oggi una tastiera Midi e un pc prendono il posto delle molte tastiere che si vedevano nei concerti degli anni ’70 con grande risparmio di spazio e denaro.

Gli strumenti virtuali possono emulare vecchie tastiere vintage, dai moog agli hammond, suoni analogici e digitali, oppure funzionare come campionatori. In questo caso i suoni campionati possono venire installati direttamente nell’hard disk del computer. Di seguito una raccolta dei maggiori produttori di virtual synth, suoni e software per produrre musica.

Native Instruments Azienda specializzata nella creazione di synth da gestire su pc senza dovere utilizzare moduli esterni. L’architettura di sintesi ibrida dei suoi prodotti e un sofisticato sistema di modulazione degli effetti fornisce una gamma illimitata di suoni. Battery è dedicato ai suoni di batteria, Kontact serve per la gestione dei samples, Reaktor offre più di 70 sintetizzatori, mentre Vintage Organ offre l’emulazione dello storico Hammond su pc

Steinberg Una gamma di strumenti e campionatori virtuali che comprende i campionatori Halion per gestire qualsiasi tipo si sampes e strumento, i pianoforti di The Grand e la Symphony orchestra capace di emulare una vera orchestra sinfonica oltre ad una serie di straumenti e tastiere vintage

Reason Non è solo un synth virtuale ma un completo sistema di registrazione musicale integrato in uno studio di produzione con un numero illimitato di tracce audio, e una collezione enorme di suoni

8Dio Azienda specializzata nello sviluppo strumenti virtuali orchestrali di alta fascia per la produzione di colonne sonore, con librerie di samples disponibili in pacchetti scaricabili tra cui violini, violoncelli, percussioni, voci, pianoforti, cori e molto altro.

Kvr Audio Effetti e plug in di synth virtuali, applicazioni mobile per iOS e Android ma anche hardware e prodotti correlatiper la produzione di musica digitale

Synthogy E’ specializzata nei suoni di pianoforte e produce Ivory, una suite di software interamente dedicati al piano a coda con librerie di suoni campionati di classe mondiale

Spectrasonic Leader nel campo dei software di strumenti virtuale e plug-in, realizza synth virtuali utilizzati dai migliori artisti della registrazione, produttori, remixer e compositori cinematografici per suoni di sintetizzatore, orchestra, pianoforte

Toontrack Sviluppa prodotti per fare musica con una gamma di suoni molto ampia che va dalle batterie virtuali ai cori, fino ai pianoforti e alle tastiere

Marche di tastiere musicali

Se il Moog é stata la prima tastiera monofonica, in grado di suonare solo una nota per volta, ben prima di arrivare  ai moduli sonori Midi e agli strumenti virtuali odierni, l’evoluzione della tecnologia è passata attraverso le tastiere polifoniche che potevano suonare accordi e più note contemporaneamente. Tra i modelli più noti ai musicisti ci sono lo Yamaha GX1 uscito nel 1975, oppure il Synclavier. Ecco un elenco di marche di tastiere elettroniche più famose.

Korg Il famoso marchio giapponese presenta le sue tastiere e workstation digitali con suoni che vanno dal pianoforte fino alla batteria

Roland Sintetizzatori a tastiera di questa importante marca nel panorama mondiale con un’ampia gamma di timbri da scegliere per suonare a casa o in concerto

Yamaha Sintetizzatori a tastiera e workstation, quasi degli studi digitali completi che uniscono suono acustico e digitale per prestazioni da studio professionale

Alesis Synth analogici con tecnologia d’avanguardia e sintetizzatori digitali potenti e facili da usare con suoni che vanno dagli strumenti classici a timbri spaziali

Kurzweil Nuova generazione di tastiere musicali con architettura di sintesi con suoni che vanno dal tradizionale al tagliente per qualsiasi tipo di musica da suonare

Novation Moduli sonori, rack e tastiere e un nuovo pad che permette di eseguire brani musicali o mix da altri artisti senza sapere la musica

Nord Una linea di prodotti che vanno per la maggiore sui palchi d tutto il mondo diventati famosi per l’emulazione del timbro di organo hammond

XE-200 La storico Hammond, l’organo inconfondibile si rinnova mantenendo fascino e famose sonorità vintage

Casio La casa giapponese produce vari modelli di tastiere musicali per uso casalingo dall’ottimo rapporto qualità prezzo, ottime per principianti

Tastiera senza tasti

Prendere spunto dal passato per guardare al futuro è una regola valida anche nella musica. Oltre 360 anni fa Bartolomeo Cristofori inventava il pianoforte per superare i limiti del clavicembalo in termini di espressività e dinamica. Le tastiere Seaboard invece sono strumenti dell’era moderna progettate da decine di ingegneri per superare i limiti delle tastiere elettroniche. Introducono un nuovo concetto di superficie continua per offrire ai musicisti un numero infinite di potenzialità espressive.

Seaboard è un piano fretless, cioè una tastiera senza tasti. Il fatto che non esista una separazione fisica tra i tasti e quindi tra le note, rende questo strumento davvero particolare e riferito ad un’era analogica in cui non si parlava di bit ma di sinusoidi. Si suona come un pianoforte ma oltre a non avere tasti separati, la sua meccanica soft-touch è sensibile alla pressione. Applicando più o meno forza in qualsiasi punto le note possono essere fatte vibrare o modulate, mentre spostando il dito verso il basso si possono ottenere altri effetti. Può essere usato come controller per suonare ogni tipo di strumento.

Lo stesso principio sfruttano le continuum Fingerboard progettate da Lippold Haken e prodotta dalla statunitense Haken Audio. Questo strumento rivoluziona il concetto di tastiera sostituendolo con un unica superficie liscia di gomma rossa tattile e senza tasti. La tastiera Continuum si può suonare con dieci dita come un normale pianoforte, ma è anche possibile fare scivolare sulla sua superficie le dita in orizzontale e verticale moltiplicando gli effetti sonori. Come ogni altra tastiera può pilotare sintetizzatori e campionatori per avere una gamma di suoni infinita.