taglie vestiti

Tutti attenti alla linea ma poco alle taglie vestiti: se pancia e peso crescono anche le misure si allargando sempre più. Il gioco dei marchi di abbigliamento per non deludere i consumatori e spingerli all’acquisto

Donne fiere di avere la taglia 44 e maschietti orgogliosi di una 48… Ma attenti perchè potrebbero non essere misure reali, di sicuro non quelle dei nostri nonni. Lo ha scoperto una ricerca dell’Economist che parla di ‘size inflation‘, ovvero della tendenza di tutti i produttori a realizzare capi di abbigliamento con taglie farlocche e decisamente più grandi rispetto al passato. Ad esempio dagli anni ’70 ad oggi la taglia 48 da donna dei pantaloni è cresciuta di circa 10 centimetri alla vita ed è oltre otto centimetri più larga sui fianchi arrivando ad essere circa una taglia 52, e così per tutte le altre misure.

I fabbricanti di abbigliamento e le aziende della moda allargano dimensioni e taglie vestiti per assecondare l’aumento di circonferenza delle donne: sono convinti che punire le potenziali acquirenti per essere fuori peso forma potrebbe essere controproducente per la vendita dei loro prodotti. Resta da capire cosa sia meglio: bombardate da pubblicità di modelle filiformi, probabilmente molte donne, piuttosto che acquistare una taglia 52 XL, si metterebbero a fare più attività fisica, piuttosto che passare il tempo ferme davanti alle vetrine. Ma forse, oltre al portafoglio, ne gioverebbe anche la salute.